JOHN GWYNNE.
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RUIN.
LA LANCIA DI SKALD.
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Parte 5.
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Titolo originale: Ruin. 2015.
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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56. Cywen.
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Cywen avvolse le bende intorno al torace di Gar. Esso cominciava a illividire, ma Gar non sussult neppure mentre lei stringeva la fasciatura per immobilizzare le costole. Il guerriero era seduto su una panca, nella sala dei banchetti di Gramm, e teneva lo sguardo basso. Quando ebbe finito di legare la fasciatura, Cywen gli strinse la mano e lui infine la guard con occhi rossi e vuoti.
Ricordo quel dolore, e lo avverto ancora, anche se adesso  sepolto pi in profondit. Pa', ma', Heb, Tukul... quante altre persone care perderemo prima che tutto questo sia finito? Desider di poter fare qualcosa per attenuare il dolore di Gar.
Hai alcune costole rotte gli disse. Le bende ti daranno un certo supporto e aiuteranno le fratture a guarire, ma la realt  che fare qualsiasi cosa ti causer dolore, incluso respirare. Lui annu mentre lo aiutava a indossare di nuovo la cotta di maglia. Prendi con te questa aggiunse Cywen, offrendogli una fiala.
Cos'?
Latte di papavero, aiuter ad attenuare il dolore.
Non voglio che sia attenuato. Lo merito borbott lui, poi raccolse il fodero con la spada e si allontan.
La sala dei banchetti era stata trasformata in un ospizio e c'erano corpi ovunque sui lunghi tavoli, con il sentore metallico del sangue che aleggiava intenso nell'aria. Durante la battaglia Cywen era rimasta sulla nave perch Corban le aveva ordinato di aiutare a organizzare le operazioni di scarico delle provviste di cui avevano bisogno dalle navi sulla riva. All'inizio la cosa l'aveva irritata, ma poi si era resa conto che aveva senso. Lei non era brava con la spada quanto Corban o Gar, o perfino Farrell, ed era necessario che le navi venissero scaricate da qualcuno che aveva un po' di cervello, quindi si era impegnata in quel compito, con Brina che le impartiva ordini e lei che delegava il sollevamento dei carichi pesanti a Laith e a una dozzina di alti giovani giganti, a cui Balur ed Ethlinn avevano parimenti proibito di prendere parte allo scontro.
Oltre ai giovani giganti c'erano anche pi di una quarantina di abitanti di villaggio che si erano uniti a loro nel corso del viaggio attraverso Narvon, e anche qualche ventina di rematori che erano stati ai remi durante l'ultima folle corsa fino alla tenuta ed erano troppo esausti per muoversi e tanto meno combattere, quindi Cywen e Brina avevano avuto una notevole forza lavoro a loro disposizione. Tutte le otto navi erano ormai quasi scaricate quando Cywen aveva sentito un rombo stentoreo ed era corsa sul ponte sopraelevato a poppa della nave per vedere meglio cosa stesse succedendo. La tenuta in cima alla collina era avvolta dal fumo, ma il fragore della battaglia si era attenuato, riducendosi a un occasionale rombo soffocato. Adesso per quel rombo stava salendo di volume, e una nube di polvere si levava dietro la tenuta, diretta a est. Brina e Laith l'avevano raggiunta, imitate poi da altri giovani giganti.
La nuvola di polvere aveva deviato verso nord, gi per la collina, poi Cywen aveva visto quelli che sembravano animali in corsa, piccoli da quella distanza, ma chiaramente pi grossi di cavalli, tre o quattro in tutto, con alcune sagome che cavalcavano sul loro dorso.
Sono auroch? si era chiesta ad alta voce.
Quelli sono gli orsi da guerra dei Jotun aveva risposto Laith, accanto a lei, con voce improntata a un misto di reverenza e di avversione.
Poi Cywen aveva visto da cosa stavano fuggendo gli orsi: una massa di cavalli, di Jehar e di giganti. Incredibilmente, la distanza fra gli orsi e gli inseguitori era aumentata. Quelle bestie correvano con una rapidit sorprendente, una volta che avevano preso velocit, e puntavano dritte verso il fiume. Senza pause, si erano gettate in acqua, sprofondando sotto la superficie per un istante prima di riapparire e di nuotare fino alla riva opposta. Cywen aveva guardato gli orsi attraversare il fiume e risalire la riva opposta, dove si erano scrollati per asciugarsi. Un gigante era smontato ed era tornato a piedi fino alla riva, dove si era soffermato a fissare i suoi inseguitori che avevano raggiunto la riva opposta e si erano schierati su di essa, l'argento dei capelli di Balur Occhio Solo che spiccava in mezzo a loro. Il gigante dall'altra parte del fiume aveva alzato un braccio, brandendo una scure o un martello da guerra... da quella distanza Cywen non aveva saputo dire cosa... e aveva gridato qualcosa. Nessuno gli aveva risposto, e alla fine il gigante si era girato, era rimontato su uno degli orsi, e tutti e tre si erano allontanati.
In seguito, era giunta loro notizia che la battaglia era finita, e che alla tenuta c'era bisogno di Brina e di Cywen.
E adesso era ancora l. Guard Gar lasciare la sala dei banchetti e uscire sotto la luce intensa dell'altosole, che risplendeva intorno a lui attraverso le porte aperte. Erano in molti a prendersi cura dei feriti: Cywen e Brina, Ethlinn e Laith, come pure i guaritori della tenuta, a capo dei quali c'era una donna di nome Hild, moglie di Wulf, il figlio di Gramm.
L'estremit di fondo della sala era occupata dai numerosi caduti, e Jehar, giganti Benothi e uomini della tenuta erano disposti sui tavoli. Cywen guard verso il corpo di Tukul, ora avvolto nel suo mantello e disteso accanto a quello di Gramm.
Cos tanti morti. Avvert un rovente impeto d'ira, diretto soprattutto contro Calidus e Nathair. Alla fine, tutto dipende da loro. Soprattutto da Calidus, dalle reti che ha intessuto e dai fili che ha tirato.  lui l'autore di tutto questo male.
Si gir e oltrepass le porte, sentendosi d'un tratto soffocare in mezzo al nauseante odore del sangue.
Aria fresca, ho bisogno di aria fresca.
Usc su una balconata antistante ampi gradini, dove Buddai abbandon la posa raggomitolata nell'angolo soleggiato in cui stava dormendo e prese a battere la coda sul legno. Cywen si diresse verso una delle colonne che sostenevano il tetto della balconata e si appoggi contro di essa, traendo lunghi e profondi respiri. Il vento soffiava freddo attraverso la tenuta, ma al momento era rinfrescante, perch le faceva formicolare la pelle e attenuava il fetore di morte che aleggiava tanto intenso nella sala dei banchetti. Guard il sangue che le macchiava le mani e le incrostava le unghie, vide altre chiazze scure sulla colonna a cui era appoggiata e altro sangue raccolto in una pozza ai suoi piedi.
C' sangue dappertutto.
Si costrinse a distogliere lo sguardo, e scopr che non era la sola a essere stata impegnata.
Il cortile era stato sgombrato dai cadaveri e riempito invece con una ventina di carri e una mandria di cavalli, che stavano venendo tutti caricati di botti, casse, vestiario, armi legate in fascio che erano state senza dubbio tolte ai morti. Lungo il perimetro del cortile, ampi blocchi di stalle erano pieni di vita, dei suoni familiari prodotti dai cavalli che nitrivano nell'essere sellati e del tintinnare dei finimenti, una vista che le ricord Dun Carreg con una chiarezza subitanea e intensa, al punto che le venne quasi a mancare il respiro. Pi vicino, vide Corban fermo ai piedi dei gradini insieme a Meical e a Balur, tutti intenti a parlare con Wulf che era adesso il signore della tenuta. Gar era alle spalle di Corban, con lo sguardo cupo fisso sulla carcassa di un orso che veniva trascinata via. Accorgendosi di lei, Corban le fece cenno di avvicinarsi.
Dimmi dei feriti, Cywen le chiese quando li raggiunse. Possono viaggiare?
Dovrebbe fare questa domanda a Brina. Dov' finita?
Per la maggior parte s rispose. Ce ne sono per alcuni che non possono montare a cavallo, probabilmente per almeno una luna.
Possono viaggiare su un carro?
Cywen guard verso i carri che erano nel cortile. S, dovrebbe andare bene. Sar necessario stare attenti alle suture, all'insorgere della febbre e cos via, ma direi che non c' nessuno di loro che non sia in condizione di viaggiare.
Bene esclam Wulf con passione. Voglio andarmene da questo posto.
Sono d'accordo convenne Meical. Dobbiamo andarcene. La notizia di quanto  accaduto qui si diffonder e dobbiamo fare in modo di essercene andati da un pezzo quando Jael mander una banda di guerra pi numerosa o Ildaer decider di riattraversare il fiume con tutti i guerrieri del suo clan.
Balur approv con un grugnito.
Siamo cos tanti, ci sono cos tante cose da prendere... cominci Hild.
A Drassil c' spazio in abbondanza, replic Meical ma dobbiamo viaggiare leggeri... molto probabilmente ci inseguiranno. Dobbiamo raggiungere Forn al pi presto
I cavalli disse Wulf. Mio padre ha dedicato la vita ad allevarli e non li posso abbandonare.
Portali con te ribatt Meical. Drassil  colossale. Non ci sono stalle, ma ci sono recinti per gli orsi di dimensioni tali da poter essere facilmente convertiti, e intorno i pascoli sono stati sgombrati per una lega tutt'intorno alla fortezza... tuo padre non  rimasto in ozio a Drassil per sedici anni aggiunse, rivolto a Gar.
Sopraggiunse Coralen, che Cywen finora non aveva ancora visto perch era stata mandata a sovrintendere all'affondamento delle navi. Corban era deciso a non lasciarsi alle spalle niente che il nemico potesse utilizzare. Coralen aveva i capelli rossi scuriti dal sudore, il suo volto era chiazzato di fuliggine e teso per il cordoglio. Aveva in mano un'ascia che offr a Gar.
 di tuo padre. L'ho trovata nel cranio di un orso morto, fuori delle mura spieg.
Gar la prese. Lascer con lui la sua spada, afferm con voce rauca ma sar lieto di tenere con me quest'arma. Sembra... una cosa giusta, soprattutto trattandosi di un'arma a cui lui teneva tanto. Si accigli, abbassando lo sguardo. Per non ho mai usato un'ascia prima d'ora...
Ti insegner io si offr Wulf, poi contorse la bocca in una smorfia nel guardarsi le mani bendate. Se potr.
Lui parlava con grande rispetto di te, e di tuo padre lo rassicur Gar.
Il cordoglio si dipinse sul volto di Wulf. Ha cercato di salvare mio padre... lo ha tirato gi da... Il suo sguardo si pos rapido sulla colonna, e poi sulle sue mani fasciate. Si  parato a nostra difesa davanti a quell'orso...
Giunse di corsa un guerriero, uno di quelli della tenuta di Gramm.
Avete trovato la mezzosangue gli domand Wulf, con la voce permeata di una rabbia gelida.
Non  fra i morti replic il guerriero.
Allora  fuggita ringhi Wulf.
Chi? chiese Meical.
Una mezzosangue traditrice. Le abbiamo dato una casa, l'abbiamo allevata, e tuttavia ha scelto di tradire Haelan con il nemico.  stato solo grazie alla sua prontezza di spirito, se il ragazzo  riuscito a fuggire dal suo nascondiglio prima che Trigg lo rivelasse ai nostri nemici.
A volte sembra che il mondo sia pieno di traditori comment Meical.
S, annu Wulf ma giuro che se mai la dovessi rivedere ci sar un traditore in meno fra i viventi.
Dovremmo innalzare dei tumuli... sugger Corban, lasciando scorrere lo sguardo sulla tenuta insanguinata.
Ci vorrebbe troppo tempo obiett Meical. Saremmo ancora qui quando Jael arriver con un migliaio di uomini.
Bruciateli ordin Wulf, cupo. Bruciate l'intera tenuta, non lasciate niente per il nemico.
Cywen era ferma accanto a suo fratello, con la sala dei banchetti davanti a loro e un esercito raccolto dietro. Oltre le porte, li attendeva una lunga colonna di carri e cavalli carichi di provviste.
Sul cortile scese il silenzio mentre Brina cantava i versi iniziali del lamento per i defunti, una melodia nuda e pura. Gar e Wulf furono i primi a unire la loro voce alla sua, poi altri si aggiunsero finch l'intero esercito inton il canto per i morti, le voci che salivano in un crescendo assordante che le pervase il cuore di emozione. Quando le ultime note si spensero, Wulf e Gar si fecero avanti per gettare un paio di torce accese sui gradini della sala dei banchetti.
I gradini e l'intera sala erano stati intrisi d'olio e le fiamme si levarono ruggenti verso il cielo, fameliche e crepitanti. In pochi momenti avvolsero la sala, con il calore che si riversava su di loro in grandi ondate.
Wulf si volt e lasci il cortile, seguito da Corban e poi da tutti gli altri. Nel montare a cavallo, Cywen vide Gar in piedi davanti alle porte, delineato dalle fiamme mentre continuava a fissare l'interno.
Cywen guard quindi di sottecchi verso Brina.
Dovrei parlarle della scorsa notte e del libro? Dopo quello che  successo sembra cos poco importante... Tuttavia, il ricordo delle parole dei giganti che aveva visto continuava a tormentarla e le aveva pervaso la mente nel corso di tutta quella lunga giornata. Avrebbe voluto parlarne con Corban, ma finora non ne aveva avuta l'opportunit.
Tanto vale che ti decida a dirlo comment Brina, in tono acido. Tenere a freno la lingua ti si addice quasi quanto si addice a tuo fratello.
Avevano cavalcato per leghe sui pascoli ondulati, con il loro convoglio, che ora comprendeva quasi mille anime e procedeva verso quello che sembrava un oceano di alberi che riempiva l'orizzonte in ogni direzione. Alle loro spalle la tenuta bruciava ancora, un faro tremolante sulla collina.
Il libro confess Cywen a bassa voce, anche se stavano cavalcando fra due carri pieni di feriti, perlopi semincoscienti.
Brina sospir, contraendo le labbra, ma non disse nulla.
Non mi render le cose facili.
Mi ha spaventata afferm Cywen.
Brina continu a rimanere in silenzio, tanto che Cywen pens che non le avrebbe mai risposto. Poi parl in tono sommesso.
Spaventa anche me.
 un libro di incantesimi, vero?
S, una parte lo .
Non capisco. Credevo che quel libro riguardasse la fede, che essere un Elementale significasse semplicemente crederci e pronunciare le parole necessarie.  questo che mi hai detto... che il libro parla di queste cose. L'ho letto io stessa.
S,  esatto conferm Brina. Il suo volto segnato ebbe una contrazione.
Allora che bisogno c' di incantesimi, quando la fede  tutto?
La fede non  tutto scatt Brina.  questo il punto. La fede pu essere forte, poi indebolirsi e svanire, tutto nella stessa persona, nello spazio di un centinaio di battiti del cuore.  stato per questo che Heb  morto, la sua fede ha vacillato. Ammutol per un momento, il respiro d'un tratto affannoso. Quindi il libro spiega un'alternativa. L'altra via. Gli incantesimi danno a chi li usa pi controllo, pi costanza.
Quindi sono pi facili?
Non proprio. Con la fede non ci sono costi, non c' un prezzo da pagare, mentre gli incantesimi sono... diversi. Per prima cosa, sono pi difficili da eseguire per un motivo... la raccolta degli ingredienti, la loro preparazione. Il conoscere le parole di potere, e cos via.
Come una pozione o un impiastro medicinale?
Esatto.
Sapevo che voleva parlare di questo, che non sarebbe riuscita a fermarsi, una volta cominciato.
Anche se, da quello che vedo, gli ingredienti non sono facili da reperire, o gradevoli, quanto l'olmaria o la digitale.
Cosa intendi dire?
Intendo che spesso gli ingredienti di quegli incantesimi sono difficili da reperire e di solito sono malsani.
Malsani?
S. Per esempio, spesso uno degli ingredienti  il sangue.
Cywen rimase in silenzio. La cosa non le piaceva, il solo pensarci le faceva rizzare i capelli sulla nuca.
Per c' anche un altro prezzo. Brina si interruppe e si guard intorno per accertarsi che nessuno le stesse ascoltando.
Quale altro prezzo? incalz Cywen.
Non lo so bene rispose Brina. Il libro fa accenni e allusioni, ma... Scroll le spalle. Mi serve pi tempo per capirlo.  interessante... potrebbe essere utile nella Guerra degli Di. Andare in battaglia sapendo di cosa sei capace, sentendoti sicuro di quello che puoi fare. Non come il mio povero Heb...
Non mi piace borbott Cywen.
Non piace neppure a me, ribatt Brina ma questo non significa che non lo debba usare. Non mi piacciono neppure lance e spade, o il fuoco, quando viene usato per bruciare una persona. Ci sono molte cose nella vita che non mi piacciono, ma dovrei gettare via o scegliere di non usare un'arma che ci potrebbe aiutare a vincere?
Non lo so ammise con riluttanza Cywen.
So che vorresti parlare di questo con Corban disse Brina. Ti chiedo per di aspettare a farlo. Ho visto altre cose... accenni ed enigmi riguardanti il calderone e i Sette Tesori. Sto cercando di capirne il significato.
Potremmo chiedere aiuto a Balur o a Meical sugger Cywen.
No scatt Brina, e in tono pi calmo aggiunse: Per favore, lasciami tentare. Dammi un po' pi di tempo.
Suppongo di doverglielo. Se gli incantesimi ci possono aiutare, probabilmente dovremmo sfruttare ogni opportunit. La cosa per continua a non piacermi... e se lei non lo dir al pi presto a Corban, lo far io.
Essendo giunta dentro di s a una decisione, Cywen scivol nel silenzio finch non vide un gruppo di cavalieri venire verso di loro al galoppo da est. Erano una ventina, forse anche di pi.
Brina spron il cavallo.
Dove vai? le chiese Cywen.
Uno dei vantaggi dell'essere un consigliere  che posso ficcanasare replic lei, da sopra la spalla, e si allontan lungo la colonna in direzione di Corban.
Cywen ci pens su per un momento.
Ebbene, io sono l'apprendista di Brina, o la sua assistente, o come altro le piaccia chiamarmi, quindi dovrei assisterla. E spron il cavallo per seguire la guaritrice.
Corban sollev un braccio e Dath suon il corno, segnale in risposta al quale l'intera colonna si arrest progressivamente. I cavalieri in avvicinamento erano perlopi guerrieri vestiti di pelli e cuoio, con elmo di ferro, lance diritte e scudi robusti, un equipaggiamento che appariva simile a quello dei guerrieri superstiti della tenuta di Gramm. Poi Cywen vide i bambini. Due di essi, un maschio e una femmina, montavano insieme lo stesso cavallo, mentre un altro sedeva in sella davanti a un guerriero massiccio con lunghe braccia e un collo inesistente. Un piccolo cane bianco correva loro accanto.
Sono gente della tenuta di Gramm.
La supposizione risult esatta, perch Hild salt gi dal carro che guidava e, sorridendo fra le lacrime, corse incontro al gruppo, mentre il ragazzo e la bambina scendevano da cavallo per gettarsi fra le sue braccia.
Allora quelli sono i figli di Wulf e di Hild, quelli che Jael teneva in ostaggio. Ma chi  quell'altro bambino?
Corban si ferm davanti al guerriero che teneva il bambino in sella davanti a s. Il cane bianco prese a correre con eccitazione intorno a Scudo, poi vide Tempesta e ficc la coda fra le gambe, nascondendosi dietro una zampa del cavallo per poi fare capolino e ringhiare.
Tempesta gli rivolse un'occhiata sprezzante e si disinteress di lui.
Wulf mi ha detto che tu sei Haelan esord Corban, rivolto al ragazzo, che era sporco di terra, appariva esausto e terrorizzato, ma riusc a sedere pi eretto sulla sella e, nel parlare, fiss Corban negli occhi, esprimendosi con determinazione.
Sono Haelan figlio di Romar, legittimo re di Isiltir dichiar.
Ben incontrato, Haelan rispose Corban, in tono solenne. Io sono Corban figlio di Thannon, principe di nessun luogo e re di nulla, ma guido questa gente e abbiamo giurato di combattere contro l'uomo che ha usurpato il tuo trono, perch serve Asroth e il Sole Nero. Di conseguenza, saresti il benvenuto in mezzo a noi, e credo saresti quanto pi al sicuro  possibile esserlo in questi tempi di guerra.
Haelan sollev lo sguardo su Corban, poi fiss Tempesta e infine studi la colonna che si stendeva quasi a perdita d'occhio alle loro spalle, piena di Jehar, giganti Benothi, combattenti delle fosse e molti altri.
Combatterai contro Jael? E lo sconfiggerai?
Corban sorrise. Non ti posso promettere una vittoria, solo che combatter contro di lui, e vincer o morir nel tentativo.
Haelan annu, con aria molto pi matura delle sue undici o dodici estati.
Per me  sufficiente afferm. Sar lieto di unirmi alla tua banda di guerra, Corban figlio di Thannon.
Corban protese la mano e la chiuse intorno al braccio di Haelan nella stretta dei guerrieri. Il ragazzo parve momentaneamente sconcertato, poi compiaciuto. Un momento pi tardi, Corban stava gi tornando verso la testa della colonna, Dath soffiava di nuovo nel corno e la banda di guerra si rimetteva a poco a poco in movimento, incorporando i nuovi venuti fra le sue file. Buddai lasci il fianco di Cywen per correre verso il piccolo terrier, che prese a saltargli intorno come se fossero stati amici da sempre. Buddai gli assest un colpetto gentile con una zampa, poi si rotol nell'erba.
Cywen sorrise di quello spettacolo che appariva cos naturale e quotidiano in quei tempi tanto innaturali. Lanci un'ultima occhiata alle sue spalle, con il sole che scivolava oltre l'orizzonte e i fuochi che cominciavano a perdere intensit sulla collina di Gramm, poi si volse verso est e riprese a cavalcare verso l'infinita distesa verde che era la foresta di Forn.

57. Evnis.

Evnis sedeva vicino alle porte della torre con la testa fra le mani. Adesso si sentiva... molte cose.
Soprattutto, mi sento sciocco. Non riesco a credere di essermi alzato in piedi nel bel mezzo di un campo per chiamare Vonn per nome.
L'emozione che aveva provato nel rivedere il figlio dopo tanto tempo era stata sopraffacente. Questo  chiaro. Adesso per stava sbiadendo, tramutandosi in una remota miscela di gioia e di paura, e sulla sua scia giungeva la realizzazione di aver rovinato un piano eccezionale. Il fatto che Braith continuasse a farglielo notare non era d'aiuto.
E Morcant era furioso per il suo argento. Non  il suo argento. Gli era stato dato da Rhin, che si aspetter di vederlo usare saggiamente o di vederselo restituire. Forse  per questo che  tanto infuriato. O spaventato.
Il sole si avviava a tramontare, e i suoi cento scudieri erano arrivati. Morcant aveva al seguito duecento spade, quindi la torre e la colina si erano trasformate di colpo in un luogo pieno di vita, con i cavalli che venivano impastoiati sui pascoli, le tende che venivano erette e il cibo che cuoceva.
Davanti a lui le paludi scintillavano come gemme sfaccettate sotto i raggi sempre pi deboli del sole. Con un profondo sospiro si alz e si diresse verso Braith e Morcant, fermi vicino al punto in cui il nemico era fuggito. Glyn lo segu a qualche passo di distanza.
Non posso credere di essere rimasto in piedi allo scoperto, permettendo al nemico di puntarmi contro un arco.
Evnis non era mai stato un uomo impulsivo... emotivo, s, e molto, ma non aveva mai agito sulla spinta dell'emozione. Non immediatamente, comunque, e di certo non in modo impulsivo. Mai tranne oggi.
E c'era stato un istante speciale, un buon momento in mezzo a tutto quel comportamento irrazionale e alla vergogna.
Vonn mi ha salvato.
Aveva rivissuto di continuo quel momento nella sua mente. Camlin con la freccia puntata al suo cuore, e poi la mano di Vonn che bloccava il braccio dell'arciere, trattenendolo.
Questo cosa significa? La sola cosa certa  che in quel momento lui non voleva che morissi, e questo mi d molta speranza. Se solo avessi potuto parlargli. Serr i denti. Succeder, e quando accadr lui torner da me. Se non dovesse farlo... non posso permettere che mio figlio combatta per il nemico. Si imped di pensarci; avrebbe fatto in modo che non si arrivasse a questo.
Raggiunse Braith e Morcant. In disparte, Rafe era accoccolato accanto ai due cani e osservava il corso d'acqua che era stato usato con tanta efficacia come via di fuga. Morcant aveva cercato di inseguire i fuggiaschi, deciso a recuperare la sua cassa di argento, ma nell'arco di un centinaio di passi il terreno era diventato impossibile da affrontare per i cavalli, e di l a poco si era fatto tropo insidioso anche per proseguire a piedi. Forse gli uomini avrebbero potuto farcela avendo il tempo per scegliere il percorso migliore, ma non abbastanza in fretta da non perdere di vista le barche.
Dobbiamo parlare disse Evnis. La vista del volto petulante di Morcant lo irritava, ma lo aiutava anche a focalizzarsi.
Dobbiamo fare qualcosa di pi che parlare borbott Morcant, ma Evnis finse di non averlo sentito e seguit a camminare verso la riva del fiume.
Allora, prendiamo una decisione continu. Come faremo, esattamente, per uccidere Edana?
Prendiamoli per fame sugger Morcant. Ho eretto torri di guardia tutt'intorno alla palude, e non potranno lasciarla senza che io li veda. E comprer la fedelt delle popolazioni locali oppure rader al suolo i villaggi. In un modo o nell'altro, non potranno procurarsi del cibo.
Evnis lo guard come se fosse impazzito.
Vivono in una palude. Non  una fattoria, dove i raccolti crescono soltanto nella stagione giusta. Guarda nel fiume e vedrai un centinaio di pesci. Non verranno fuori di l perch non patiranno la fame.
Morcant si accigli ma non ribatt.
Allora l'intelligenza non  un requisito indispensabile per essere abili con una spada.
Dobbiamo attirarli fuori di l, cosa che immagino sia impossibile, o andare a stanarli aggiunse Evnis.
Ho intenzione di andare l dentro e di trovarli dichiar Braith. Poi mander qualcuno a chiamarvi.
Sei in grado di farlo?
S. Era comunque quello che avrei fatto, anche se sarebbe stato pi facile se avessi potuto seguire Halion... Fiss Evnis in modo significativo. E adesso che sa che sono qui, Camlin non mi render la vita facile Braith port la mano alla cicatrice che gli correva fra il collo e la spalla. Tuttavia, posso ancora farcela, e mi serviranno alcuni uomini... preferibilmente guardacaccia. Se questo non  possibile, allora uomini agili e silenziosi nel muoversi. E che sappiano osservare.
Li avrai. Ma dopo che avrai trovato Edana e mi avrai contattato, come suggerisci di portare l dentro la banda di guerra? Volse lo sguardo verso la palude, le labbra incurvate in un'espressione di disgusto.
Comprando, costruendo o rubando delle barche.  cos che loro si muovono l dentro, ed  il solo modo in cui potrai spostare un numero ingente di uomini.
C' una foresta, poche leghe alle mie spalle, e ogni villaggio situato intorno a questa puzzolente latrina infestata dalle zanzare avr qualche barca da pesca.
Possiamo farlo approv Evnis.
Ti serviranno un sacco di barche per tutti quegli uomini chios Braith, guardando verso la torre.
Anche cos, non credo che saranno sufficienti replic Evnis. Sto per mandare un messaggero a Dun Carreg per far arrivare altri guerrieri. Non sappiamo quanti ribelli ci siano l dentro... cinquanta, cento, trecento, cinquecento? Non voglio fare tutto questo duro lavoro, portare fin l la nostra banda di guerra e poi scoprire che siamo in condizione di inferiorit numerica.
Ha senso convenne Braith. E dovrai anche lasciare degli uomini nelle torri di Morcant, nel caso che loro decidano di darsi alla fuga. Non tanti da impegnare un combattimento, ma abbastanza da poterli seguire se dovessero fuggire.
S. Bene grugn Evnis. Nonostante tutta la sua arroganza,  un uomo utile da avere a disposizione in una situazione del genere. E comunque tutta la sua arroganza non  niente al confronto di quel pavone che fa la ruota laggi.
Morcant si era limitato ad ascoltare, fissando di tanto in tanto la palude con occhi roventi.
Purch riabbia quella cassa d'argento borbott.
Potresti non rivederla mai pi osserv Evnis, godendo nel vederlo contorcersi un poco.
In quel caso, dir a Rhin che  andata perduta a causa tua scatt Morcant.
Ah, quell'argento era sparito gi prima che arrivassi. Se non fossi stato qui, non te ne saresti neppure accorto per un'altra decimana.
Morcant avanz verso di lui con la spada in mano, ed Evnis dovette lottare contro il desiderio di muovere un involontario passo indietro.
Lo riavr, o avr del sangue in cambio ringhi Morcant.
Posso prometterti una di quelle due cose ritorse Evnis, con occhi furenti.
E che farai se dovessi rivedere tuo figlio? sogghign Morcant. Tradirai di nuovo la nostra posizione? Forse non saresti dovuto venire.
Non sei tu a prendere le decisioni qui ribatt Evnis con voce ora dura e fredda. Prometto a tutti voi che non agir di nuovo come ho fatto oggi. La prossima volta che lo rivedr, mio figlio si unir a noi o morir.

58. Veradis.

Non credo sia una buona idea disse Lykos, appoggiandosi allo schienale della sedia e versandosi in bocca altro vino.
Perch no? chiese Veradis.
Perch non piaccio a nessuna delle persone che hai invitato a questa festa.
Probabilmente  vero...
Lo  sicuramente lo interruppe Lykos.
Per ora sei al sicuro. Questo  un incontro sotto il simbolo del sorbo:  sacro.
Lykos inarc un sopracciglio. Ti sorprenderebbe scoprire fino a che punto sono disposte a spingersi le persone, una volta avviate su una certa strada. E, come ho detto, io non gli piaccio affatto.
Che danni hai causato a Tenebral? Qualsiasi cosa tu abbia fatto, finir adesso. Veradis provava un'ira sopraffacente nei confronti di Lykos e dei problemi che aveva causato. Se fosse dipeso da lui, lo avrebbe messo in catene e avrebbe restituito la reggenza a Fidele, o a Peritus, se le voci relative alla sua instabilit mentale erano vere. Ma non dipende da me. Per quanto concerne Lykos mi sono stati dati ordini precisi, il che  un vero peccato.
Dobbiamo tentare di arrivare a un compromesso.
Certo, a patto che non richieda che io venga separato da una qualsiasi parte del mio corpo.
Nathair ha una grande stima di te. Quella non  un'opzione valida.
Mi rassicuri sorrise Lykos, e bevve altro vino. Forse non quanto avere Kolai qui alle mie spalle, ma abbastanza da convincermi a rimanere per vedere cosa succeder.
A tutti era permesso di farsi accompagnare da una persona, pi per tradizione che per timore di un pericolo effettivo. Un incontro sotto il simbolo del sorbo era sacro, una tradizione radicata che gli Esuli avevano portato con loro dall'Isola dell'Estate. Kolai, il guerriero dagli occhi freddi che Veradis aveva gi notato al porto, era in piedi con aria implacabile dietro la sedia occupata da Lykos. Veradis aveva portato con s Caesus.
Il telo d'ingresso venne tratto indietro ed entr Lamar, signore di Ripa.
Pa'. Veradis sent il respiro che gli si bloccava nel petto. Suo padre era invecchiato molto pi dei due anni trascorsi dall'ultima volta che si erano visti. Era smagrito, il suo corpo appariva incurvato come non lo era mai stato, e la sua pelle era flaccida e cerea. I suoi occhi incontrarono quelli di Veradis e lui si ferm, fissando il figlio. Quegli occhi avevano ancora tutta l'arguzia e l'intelligenza che Veradis ricordava.
Padre esclam.
Sei cresciuto afferm in tono solenne Lamar, squadrandolo dalla testa ai piedi.
Veradis scroll le spalle, non sapendo cosa dire. In presenza di suo padre, d'un tratto si sentiva di nuovo un ragazzino.
Per gli dei, quanto somigli a tua madre sospir Lamar.
Quelle parole lasciarono Veradis interdetto. Altri... molti altri... gli avevano detto la stessa cosa, ma mai suo padre.
Prego, siediti fu la sola cosa che gli venne in mente di replicare.
Era stato predisposto un tavolo con una caraffa di vino e alcune coppe. Lamar sedette di fronte a Lykos e lo contempl con quella che i pi avrebbero considerato un'espressione impassibile. Veradis per scorse un freddo odio negli occhi di suo padre. Intanto altre figure entrarono nella tenda. Per primo Ektor, che appariva del tutto immutato, con i capelli neri che gli ricadevano sulla fronte, il volto pallido e itterico. Nell'incontrare lo sguardo di Veradis gli rivolse un cenno del capo, senza parole di saluto.
Non erano mai stati molto vicini.
Dietro di lui venivano Peritus e Alben, uomini che Veradis rispettava entrambi, oltre a provare un profondo affetto per Alben, che era stato il suo maestro d'armi e gli aveva usato pi gentilezza di quanto avesse mai fatto suo padre. Sorrise al vecchio, che portava i capelli argentei legati alla base del collo, e Alben ricambi quel sorriso con espressione schietta e piena di calore. Poi sedettero entrambi.
Giunse quindi Marcellin, accompagnato da uno scudiero, un guerriero alto quasi quanto Krelis. Salutati con un cenno Lamar e Peritus, Marcellin sedette al tavolo e si vers del vino.
Benvenuti esord Veradis, avvicinandosi a una sedia.
Non ci siamo ancora tutti avvert Lamar, sollevando una mano.
Poi Fidele entr nella tenda.
Si sofferm sulla soglia, l'odio e il disprezzo che trasparivano chiari dal suo sguardo, fisso su Lykos.
Non  certo una sposa innamorata, allora. Era bella come lo era sempre stata, ma era diversa, ora c'era in lei qualcosa di duro, le ossa del suo volto erano pi aspre, i muscoli fluivano lungo il suo avambraccio mentre stringeva la mano intorno al palo di sostegno della tenda. Ed era pi forte. Quando Veradis aveva lasciato Tenebral, lei gli era apparsa fragile, oppressa dal suo lutto. Adesso questo era scomparso. Fidele infine distolse l'attenzione da Lykos, che non appariva contento della sua presenza, e si diresse verso una sedia vuota.
Lei non dovrebbe essere qui dichiar Lykos.  pazza, e ha portato questo regno sull'orlo della guerra.
Non intendo andarmene afferm Fidele, e nel parlare si rivolse a Veradis, non a Lykos.
A me non sembra affatto pazza.
Un guerriero entr subito dopo Fidele, e sebbene non fosse particolarmente alto o muscoloso, la sua presenza parve riempire la tenda, un misto di grazia e di minaccia. Era vecchio per essere uno scudiero, con striature grigio ferro fra i capelli, ed era segnato da molte cicatrici, con un orecchio che era una massa informe di carne; il suo vestiario non era quello dei guerrieri di Tenebral, solo una semplice camicia di lino e giustacuore di cuoio. E poi c'erano i coltelli. Due alla cintura, accanto alla spada, e l'elsa di un altro che spuntava da uno stivale, anche se Veradis sospett che ne portasse altri nascosti addosso. Poi il guerriero pos lo sguardo su di lui.
Maquin sussurr Veradis.
Ben ritrovato salut Maquin, il suo volto una maschera di gelo.
L'ultima volta che l'ho visto  stato nella foresta di Forn. Era ferito, sanguinante, lo avevano braccato fino allo sfinimento, ma l'ho comunque riconosciuto. Questo per non  l'uomo di allora...
Maquin si and a mettere alle spalle di Fidele.
Allora hai domato il vecchio lupo, a quanto pare comment Lykos.
Non rivolgerle la parola ingiunse Maquin.
Oppure? ribatt bonariamente Lykos. Ricorda che questo  un incontro sotto il simbolo del sorbo.
Maquin non reag, limitandosi a fissarlo.
Forse allora dovrei parlare a te continu, rivolto a Maquin. Vedo che hai fatto ricrescere la tua treccia di guerriero.
I capelli ricrescono. Maquin scroll le spalle.
S, e possono essere tagliati di nuovo.
Molte cose possono essere tagliate replic Maquin, gli occhi che emanavano un odio palpabile quando il calore di un fuoco.
Cosa sta succedendo qui?
Ora basta intervenne Lamar. Guard verso Veradis. Siamo venuti dietro tua richiesta, anche se non spero che qui si possa arrivare a una riconciliazione. Lykos ha fatto troppo, si  spinto troppo oltre.
Questo  ancora da vedersi sospir Veradis, prendendo posto al tavolo di fronte a suo padre. Aveva creduto di essere pronto a questo, preparato ad affrontarlo, ma si rese conto che non era cos. Si vers un po' di vino.
Devo risolvere questa situazione. Redimermi agli occhi di Nathair per il mio fallimento in Narvon. Bevve lentamente un sorso dalla coppa e si concentr come faceva nel muro di scudi, quando essi venivano uniti.
Non ci pu essere la guerra a Tenebral afferm. Dobbiamo trovare un'altra soluzione, e il fatto che siate tutti qui mi dimostra che siete disposti a fare un tentativo.
Siamo qui per rispetto nei confronti di Nathair, il re precis Lamar.
 un buon punto di partenza replic Veradis.
Come sta mio figlio? gli chiese Fidele.
Sta bene, mia signora.  stanco. Ha combattuto una lunga campagna e superato molte prove e battaglie. Ha forgiato alleanze, come Aquilus aveva cominciato a fare prima di lui.
Ha abbandonato Tenebral nelle mani di questo folle affinch un paio di re stranieri potessero apporre il loro nome su un pezzo di pergamena ribatt Lamar, sprezzante, accennando a Lykos.
Veradis trasse un profondo respiro.
No, padre, ha fatto molto pi di questo. Sta combattendo la Guerra degli Di, ed  l'Astro Splendente della profezia. Ha conquistato un'arma spaventosa, il calderone di pietrastella, uno dei Sette Tesori.
Lamar si accigli nel sentire quelle parole.
Allora ce l'ha lui comment Ektor, e lanci un'occhiata a Fidele.
Lei si protese a stringere il polso di Veradis.
Temo per Nathair gli disse. Ho il sospetto che corra un terribile pericolo. Le persone a cui si accompagna...
Certo che  in pericolo la interruppe Lykos. Non  facile essere il campione di Elyon. Ci si procura immediatamente una lunga lista di nemici.
Stiamo deviando dall'argomento principale della discussione. Devo riportare il discorso in carreggiata.
Nathair sta bene e combatte duramente, non solo per Tenebral, ma per tutte le Terre dell'Esilio dichiar Veradis. Quello che voi state facendo qui, per, minaccia di minare tutto quello che lui ha ottenuto. Non ci pu essere un'aperta ribellione nel suo regno.
Questa non  una ribellione sibil Fidele.  salvare Tenebral. Lykos...
Lykos  il reggente scelto da Nathair, e tu lo sai. Nathair me lo ha detto non pi di due lune fa. Quello che fate qui  tradimento.
Ben detto mormor Lykos.
Stai zitto. Cos non sei d'aiuto.
Veradis si inser Peritus, sforzandosi di mantenere calma la voce. Sai quello che  successo qui, ci che Lykos ha fatto. Ha ucciso Armatus...
Per ordine di chi? domand Veradis. Che Calidus fosse stato male informato? Di certo non poteva essere stata Fidele.
Questo ... Peritus lanci un'occhiata a Fidele.
Per ordine di chi? ripet Veradis.
Mio sussurr Fidele.
Non di Lykos? la incalz Veradis. Allora  vero. Quasi non poteva crederci, neppure sentendolo dalle labbra della stessa Fidele, perch era stato convinto che Calidus si fosse sbagliato.
Avrai senza dubbio sentito una quantit di cose sul mio conto, Veradis continu Fidele, a testa alta.
Infatti conferm Veradis. Che hai sposato Lykos, hai ordinato l'esecuzione di Armatus e di Peritus, hai mandato la guardia dell'aquila negli angli pi sperduti di Tenebral con incarichi senza senso.
Sono tutte vere, ma le ho fatte contro la mia volont. Che tu ci creda o meno, Lykos aveva gettato un incantesimo su di me.
Questo colse Veradis di sorpresa. Non si aspettava che Fidele riconoscesse la validit delle accuse, ma arrivare ad accusare Lykos di stregoneria... Veradis aveva dubitato della saggezza della scelta di Lykos come reggente da parte di Nathair, perch a suo parere il Vin Thalun aveva molte pecche... ma, uno stregone? Per la maggior parte del tempo  troppo ubriaco. La sua prima reazione fu di ridere, perch l'accusa appariva ridicola, ma un solo sguardo al volto di Fidele lo persuase che lei credeva a ci che aveva detto. Oppure era pazza.
Devo mostrarle rispetto. Era la moglie del sommo re,  la madre di Nathair.
E come ha fatto a stregarti, mia signora?
Non so dove o come abbia appreso le sue arti infernali scatt Fidele. Quello che so  che aveva una bambola, una figurina d'argilla che conteneva all'interno una ciocca dei miei capelli. Quando Maquin ha lottato con lui, la bambola  stata schiacciata, distrutta, e le catene che trattenevano la mia mente si sono infrante all'istante.
E non rimane pi niente di questa bambola?
Ovviamente no, altrimenti sarei ancora sotto il suo incantesimo.
Un capello separa il genio dalla follia.
Lykos ha commesso innumerevoli atrocit aggiunse Peritus.
Ha bruciato Ripa, affondato le nostre navi rincar Lamar.
Ti ho detto che non gli piaccio comment Lykos, in un sussurro perfettamente udibile.
Stai. Zitto. Nathair ha ragione, fare politica  come prendersi cura di un'orda di bambini. Veradis trasse un profondo respiro.
Veradis intervenne una nuova voce. Alben, che finora era rimasto in silenzio ad ascoltare. Adesso si protese in avanti, un'espressione intensa nello sguardo. Lykos  falso.
Questo cosa dovrebbe significare? E cosa si aspettano che faccia? Che consegni loro la testa di Lykos su un piatto d'argento?
Anche ammesso che lo sia, Alben, io non sono qui per giudicare il carattere di nessuno ribatt Veradis. Io sono il messaggero del re. Nathair ha una proposta. Un ordine.
Sul gruppo scese il silenzio, mentre occhiate irose venivano scambiate intorno al tavolo.
Allora sentiamola disse infine Alben, appoggiandosi allo schienale della sedia.
Elencher i dati di fatto.  evidente che voi tutti avete delle lagnanze e che il governo di Tenebral  arrivato al collasso, al punto di arrivare alla guerra civile. Il passo successivo sar una battaglia nella quale moriranno molte persone. Veradis accenn alla porta della tenda, attraverso la quale era possibile intravedere le bande di guerra schierate.
Molti sono gi morti osserv Fidele.
Qual  l'alternativa? chiese Marcellin, parlando per la prima volta e facendo sussultare alcuni di loro. Cosa propone Nathair?
Che veniate con me a Mikil, in Isiltir. Nathair sar l... ha indetto un consiglio di alleanza. Voi gli potrete esporre le vostre lamentele, tutti quanti, e lasciare che sia il vostro re a decidere.
Cosa significa quel tutti quanti'? domand Ektor.
Chiunque desideri venire  il benvenuto, ma sarebbe pi sensato inviare una rappresentanza di ciascuna parte. Padre, il viaggio si svolgerebbe in parte durante l'inverno...
Pensi che io sia troppo vecchio e fragile? scatt Lamar.
No. Queste sono parole di Nathair. Suggerisce che sia Krelis, o Ektor, a fare il viaggio in qualit di tuo rappresentante. O anche entrambi, se preferisci. Uno  una testa calda, l'altro  freddo come un pesce morto. Anche Fidele, naturalmente. Lykos. Peritus.
Io? esclam Lykos, raddrizzandosi sulla sedia, mentre il suo sorriso svaniva.
S. Nathair vuole che tu vada da lui a Mikil.
Lykos si accigli.
Questa suona come una decisione effettivamente saggia comment Ektor. Di certo significa evitare un terribile spargimento di sangue. Detesto ammetterlo, e non riesco a credere che sto dicendo una cosa del genere, ma le parole di Veradis sono sensate.
Fidele gli lanci un'occhiata rovente.
Non posso andare protest Lykos. Qui sono il reggente.
Non pi ribatt Veradis. Almeno non fino a quando questa situazione non sar stata risolta con soddisfazione di tutte le parti interessate. Nathair ha chiesto espressamente di te, Lykos. Lascerai Tenebral.
Lykos si accigli, ma tenne a freno la lingua.
E che ne sar di Tenebral nel frattempo? domand Lamar, accigliandosi. Chi governer qui?
Io rispose Marcellin, attirandosi molti sguardi sconcertati e sorpresi.
Marcellin rimarr a Tenebral in qualit di custode del regno finch questa situazione non sar stata risolta conferm Veradis. Risolta dal nostro re, non da un'inutile strage di uomini di Tenebral.
Quelli che massacrerei non sarebbero uomini di Tenebral, ma Vin Thalun obiett Lamar. Sono in schiacciante inferiorit numerica.
Non impegner i miei uomini in una battaglia inutile afferm Marcellin.
Quindi, padre, saresti tu a essere in inferiorit numerica sottoline Veradis.
Gli occhi di Lamar si socchiusero, freddi come la pietra.
 pi infuriato di quanto avessi realizzato, ma  anche un buon comandante e stratega, sa quando combattere e quando ritirarsi. Adesso, l'ultimo lancio di dadi...
Se sceglierai di combattere, non avr altra scelta che quella di intervenire. Al fianco dei Vin Thalun.
Contro la tua gente? Contro la tua stessa famiglia? ritorse Lamar, l'amarezza che gli grondava dalla voce.
Veradis lo fiss. Sapeva che questo momento sarebbe arrivato, inevitabile. Non vaciller adesso.
S. Obbedir agli ordini del mio re. Del tuo re. Lykos ... era... il reggente da lui scelto.
Non pi borbott Lykos, nella sua coppa di vino.
Se leverai la mano contro Lykos, sar come levarla contro Nathair aggiunse Veradis.
Perderesti lo avvert Lamar. Un muscolo gli si contraeva lungo la mascella, il che non era mai un buon segno.
Chi pu saperlo? Veradis scroll le spalle. In battaglia tutto  possibile. Tu per saresti in grave inferiorit numerica, e gli uomini della mia guardia dell'aquila sono veterani di molte vittoriose battaglie. Guard verso Peritus, che aveva visto lui e il suo muro di scudi uscire combattendo da un fiume e vincere contro forze schiaccianti.
Io non credo che perderemmo.
Sulla tenda scese il silenzio.
Sei cresciuto dall'ultima volta che ti ho visto comment Fidele, anche se alle orecchie di Veradis le sue parole non suonarono come un complimento.
Sono d'accordo concord Lamar. La sua constatazione non suon come un insulto, e nei suoi occhi c'era perfino una sfumatura di rispetto.  qualcosa che non ho mai visto prima... non diretto a me, almeno. Per un momento, quella considerazione interruppe il filo dei pensieri di Veradis, che poi si costrinse a ritrovare la concentrazione.
Questo incontro  concluso dichiar. Avete davanti a voi le possibili alternative.
Per quanto mi riguarda, ho gi fatto la mia scelta afferm Marcellin. Pare che abbia fatto molta strada solo per sedere con voi in questa tenda, ma per il meglio o per il peggio accetto la proposta di Nathair. Non combatter e funger da custode di Tenebral finch Nathair non avr districato questo pasticcio. Li fiss tutti con espressione accigliata. Quanto a te, aggiunse indicando Lykos spero che Nathair usi un po' di buon senso e di non dover rivedere la tua faccia in questo regno. Poi si alz e lasci la tenda, seguito dal suo scudiero.
Fidele batt le mani, lentamente, guardando Veradis.
Ci hai manovrati tutti con estrema abilit disse. Hai diviso le nostre file e ci hai lasciato aperta una via per ritirarci senza perdere l'onore.
Non  cos protest Veradis. Per quanto potesse essere indurito dalle battaglie, e fosse stato ferito, trafitto e percosso, il giudizio di Fidele gli fece pi male di qualsiasi ferita che riuscisse a ricordare.
No? Sono abituata al mondo della politica, e riconosco questa manovra per quello che . Fece scorrere lo sguardo su tutti loro.
Dividi e conquista continu. La sua voce era salda ma non del tutto calma, e Veradis vide ogni traccia di colore defluirle dal viso mentre i suoi occhi tornavano ad appuntarsi su Lykos. Alcuni di noi per non sono tanto facili da manipolare.
Non sto manipolando nessuno reag Veradis, cominciando lui stesso a perdere la calma. Rispettava Fidele sotto molti aspetti, ma che se ne stesse l seduta ad accusarlo, dopo tutto quello che aveva fatto, e confessato di aver fatto... Mia signora, avevo ignorato le cose udite sul tuo conto considerandole dicerie e pettegolezzi, ma adesso nel vederti, nel sentire come distorci la verit, sono pi incline a credere a quelle voci.
Stai attento gli sugger Maquin.
Ho pochi amici ancora vivi, ribatt lentamente Veradis, spostando lo sguardo su di lui e non vorrei perderti, Maquin. Per non provare a minacciarmi di nuovo.
Maquin scroll le spalle. Non era una minaccia.
Veradis si alz in piedi. Questa riunione  finita.
Suo padre si alz insieme a Ektor.
Padre, sarebbe possibile parlare, presto? gli chiese Veradis.
S assent Lamar, passandosi una mano sugli occhi. Dopo che saremo arrivati a una decisione.
Ektor gli rivolse un cenno di commiato.
Lamar si volt per uscire, ed Ektor si spost di fianco per tenergli aperto il telo della tenda. Fidele si alz a sua volta, il viso teso per l'ira, e si gir per seguirli.
Fidele chiam Lykos. Lei si ferm e si guard alle spalle.
Ci vediamo presto disse lui, e le mand un bacio.
L'esplosione di violenza di Maquin fu tanto improvvisa che Veradis impieg una dozzina di istanti a rendersi conto di quello che stava succedendo.
Maquin si lanci oltre il tavolo e lo fece volare via nel balzare gi da esso, con coppe, brocche e sedie che schizzavano da ogni parte, rompendosi fra spruzzi di vino.
Lykos era ancora seduto. Si spinse all'indietro e scomparve quando la sua sedia rotol, e Maquin lo segu a distanza di un istante, con un coltello gi in pugno.
Non pu farlo... questo  un incontro sotto il sacro simbolo del sorbo.
Estratta la spada corta mentre intorno c'era gente che gridava, Veradis si costrinse a seguire Maquin, che stava colpendo il corpo in movimento di Lykos, il sangue che descriveva archi nell'aria. Poi Kolai, lo scudiero di Lykos, si par in difesa del suo signore, ancora impigliato nella sedia. Kolai e Maquin si scambiarono una serie di colpi, un misto di pugni, fendenti e affondi di coltello, il tutto troppo rapido e violento perch Veradis potesse seguirne i dettagli. Si sent quindi un suono come di un impatto umido e per un momento tutti si immobilizzarono, con Maquin in piedi e il suo coltello affondato fino all'elsa attraverso la mascella di Kolai.
Il Vin Thalun si accasci, una gamba che sussultava, e intorno ricominci il caos, unito ad altre grida. Veradis cerc di raggiungere Maquin, sentendosi come se si stesse muovendo nell'acqua. C'erano voci che gridavano fuori della tenda, le guardie dell'aquila accorrevano all'interno con le armi spianate, c'erano corpi ovunque. Veradis incespic in qualcosa, scivol, poi sent un impatto contro la spalla e si gir gridando, quando qualcosa gli and a sbattere contro, facendolo indietreggiare di un passo barcollante. Un uomo.
Era suo padre, Lamar, che lo circondava con le braccia.
Cosa?
Poi Veradis sent qualcosa di caldo sulla mano, e nell'abbassare lo sguardo vide il sangue che gli ricopriva il pugno. Si ritrasse di scatto, abbandonando la presa sull'elsa della spada, la cui lama era immersa nel ventre di suo padre. Lamar si accasci con un sospiro.

59. Lykos.

Lykos si trascinava sul terreno, strappando con i pugni manciate di erba e di terriccio, il viso di Maquin che incombeva su di lui, al di sopra del cadavere di Kolai.
Lykos era spaventato e furente con s stesso per esserlo, ma la paura stava avendo il sopravvento su qualsiasi pensiero di vendetta e gli gridava di andare via.
Maquin perse qualche momento per estrarre il coltello dal cranio di Kolai e spingere da parte il suo corpo, momenti che Lykos decise di sfruttare al meglio. Finalmente riusc a rotolare via dalla sedia in cui si era impigliato, si sollev restando acquattato e balz verso la parete di tela della tenda. Cercando a tentoni il coltello, riusc a estrarlo e ad aprire nel tessuto uno squarcio sufficiente a permettergli di insinuarvi la parte superiore del corpo, poi si scaravent all'esterno, crollando fuori nella fredda luce diurna e atterrando a testa in avanti di fronte a una fila di accigliate guardie dell'aquila, alle spalle delle quali si agitava la massa dei suoi Vin Thalun.
Issatosi in piedi si mise a correre, proprio mentre il volto ringhiante di Maquin si affacciava allo squarcio nella tenda. Lykos scart di lato e sent un coltello sibilargli accanto per andarsi a piantare nello scudo di una delle guardie.
Fermatelo! sbrait con quanta voce aveva, mentre le prime file dei guerrieri di Veradis si aprivano per lasciarlo passare. Proteggete Veradis, difendete il vostro signore url, la voce che gli si incrinava.
Le guardie dell'aquila si mossero, convergendo intorno alla tenda come un pugno che si chiudesse. Intanto, alcuni dei suoi Vin Thalun lo avevano visto e gli stavano venendo incontro.
Pi in fretta. Muoviti pi in fretta.
Guardandosi alle spalle, Lykos vide che Maquin si era aperto un varco per uscire dalla tenda. Anche Maquin lo not, e parve essere del tutto cieco al fatto che lui era circondato da guardie dell'aquila e che un'orda di Vin Thalun si faceva pi vicina a ogni battito del cuore, perch si limit a ringhiare e a lanciarglisi contro.
Quell'uomo non riesce a capire quando  sconfitto?
Nondimeno, quell'ondata di paura che si era appena calmata torn a sopraffarlo.
Ha ucciso Kolai in meno di dieci istanti.
Lykos si guard intorno, frenetico, sent qualcuno dei guerrieri della guardia dell'aquila gridare e scorse gli scudi congiungersi con un tonfo sonoro.
Maquin si scagli contro di essi, riusc a far perdere la posizione a uno degli uomini. Lykos vide il bagliore del metallo quando le spade vennero sguainate.
Non lo uccidete strill.
Qualcuno colp Maquin con l'impugnatura di una spada. Lui barcoll e si aggrapp a uno scudo, mentre altri uomini lo aggredivano.
Lykos trasse alcuni respiri, provando dapprima sollievo e poi un impeto d'ira che dissolse la sua paura. Poi prov una gioia intensa.
Il vecchio lupo  di nuovo mio. Sorrise.
Sent un urlo e riconobbe Fidele, mezza dentro e mezza fuori dalla lacerazione nella tenda. Stava guardando verso Maquin e cercando di uscire, ma c'erano mani che la tiravano indietro.
Peritus?
 stupefacente la differenza che pu fare una mezza giornata. Adesso la vita appare molto pi promettente di com'era quando mi sono svegliato questa mattina. Verr presto a cercarti, promise a Fidele.
I primi Vin Thalun lo avevano raggiunto e lo stavano guardando con espressione confusa e interrogativa. Lui avanz verso Maquin, facendo segno ai suoi guerrieri di seguirlo.
Il vecchio lupo era in ginocchio sull'erba, circondato da guardie dell'aquila.
Grazie disse a un guerriero dall'aria seria che pareva avere il comando. Ora lo prender in consegna io. Il guerriero lo scrut con sospetto.
Fareste meglio a entrare nella tenda... il vostro signore, Veradis,  stato aggredito.
La guardia dell'aquila grid alcuni ordini e i guerrieri si allontanarono in tutta fretta.
Lykos abbass lo sguardo su Maquin, mentre intorno a lui i Vin Thalun gli puntavano contro le armi.
Questa si sta rivelando davvero una bella giornata dichiar Lykos, accoccolandosi accanto a Maquin. Non troppo vicino, per, perch anche se perdeva sangue da una lacerazione al cuoio capelluto, con lui non si era mai abbastanza cauti.
Maquin trasse un profondo respiro attraverso il naso, diede un colpo di tosse e sput un po' di sangue. Posso fiutare la tua paura.
No, ti sbagli ribatt Lykos, protendendosi in avanti quanto pi osava. Adesso sei mio, e questa volta sar per sempre. Si rialz in piedi. Oh, e devi smetterla di uccidere i miei scudieri. Ruot su s stesso e sferr a Maquin un calcio alla testa che lo stord.
Portatelo nei miei alloggi ordin quindi. Venti uomini a ogni turno di guardia.
Mentre i guerrieri legavano Maquin e lo trascinavano via, Lykos vagli ci che era appena successo, le cose che aveva intravisto nella tenda mentre rotolava insieme alla sedia.
Lamar con una spada nel ventre. Marcellin il nuovo custode di Tenebral. Ringhi, guardando con occhi roventi in direzione di Marcellin e della sua banda di guerra, risentito con Nathair per la sua decisione di togliergli il potere.
Lo riavr.
Guard verso la tenda dell'incontro, sent giungere dall'interno voci che gridavano ed esprimevano cordoglio. Chiamati a s una dozzina di uomini, si avvicin ed entr con cautela.
Le guardie dell'aquila erano ovunque, ma perlopi si aggiravano per la tenda, mentre alcune di esse cercavano di mettere ordine nel caos seminato da Maquin. Il cadavere di Kolai era stato spostato su un lato, dove giaceva con lo sguardo fisso nel nulla, un buco rosso nella mascella e il sangue che gli si seccava sul petto.
Era un guerriero eccezionale. Che spreco. C' qualcuno che il vecchio lupo non possa uccidere?
Veradis era in ginocchio nel centro della tenda, la spada rossa di sangue fino all'elsa abbandonata da un lato. Lamar giaceva a terra, con la testa sulle ginocchia del figlio, e Veradis gli accarezzava i capelli. Lamar respirava ancora, anche se era pallido come un morto e pareva che un oceano di sangue si fosse riversato sull'erba intorno a loro.
Come  successo?
L'uomo dai capelli argentei che era stato presente all'incontro era inginocchiato accanto a loro, chino sulla ferita di Lamar, le mani rosse di sangue.
Lykos concesse loro solo un'occhiata di sfuggita.
Eccola l.
Fidele era in piedi accanto a un palo della tenda, insieme a Peritus e a Ektor, il figlio malaticcio di Lamar che Lykos non aveva mai visto prima; quest'ultimo aveva un'espressione stordita, come quella di un uomo dopo una battaglia, mentre Fidele e Peritus stavano discutendo. Tre guardie dell'aquila erano ferme nelle immediate vicinanze.
Mia signora esord Lykos, fermandosi alle sue spalle.
Lei quasi schizz lontano, il volto pervaso dalla paura, cosa che lo rese felice. Poi per l'ira ebbe in lei il sopravvento, e allung la mano verso il coltello che portava alla cintura. Peritus le afferr il polso.
Suvvia,  questo il modo in cui una moglie saluta il marito?
Fidele gli sput in faccia. Pianter un coltello nel tuo cuore, o nel mio, prima di permetterti di toccarmi ancora gli sibil.
Dovresti stare attenta alle promesse che fai. Questa potresti doverla mantenere.
Ho intenzione di farlo. Dov' Maquin? domand lei, qualcosa di diverso che le affiorava nella voce accanto all'ira.
Affidato alle mie cure rispose Lykos. Ci occuperemo bene di lui.
 il mio scudiero. Esigo che mi sia restituito.
Non credo proprio.  uno schiavo, il mio schiavo. Una propriet che mi  sfuggita.
Me lo restituirai, illeso, oppure avr la tua testa oggi stesso, e nessuna forza in questo mondo della carne potr fermarmi.
Fidele parl con una cos assoluta convinzione che per un momento lui le credette.
Non ti preoccupare, non ho intenzione di ucciderlo, non in fretta. sorrise. Vivere sar per lui una punizione molto maggiore.
Farai...
Far quello che mi aggrada chiar Lykos, sentendo la rabbia che cominciava a crescergli dentro come la marea. E tu la smetterai di dirmi cosa devo fare, a meno di non voler ricevere in regalo la testa di Maquin.
Le tre guardie dell'aquila ferme l accanto si fecero pi vicine, adocchiandolo con sospetto.
Devo stare attento. Amano molto pi lei di me, e non ho pi la statuetta che Calidus mi aveva dato, e neppure la reggenza di Tenebral. Il potere  un padrone capriccioso.
Lasci vagare lo sguardo sul volto e il corpo di lei. Avevo dimenticato quanto sei bella disse. Guarda, mi hai regalato questa prosegu, sollevando la camicia e girandosi per mostrarle la cicatrice alla base della schiena. Per me  preziosa le sussurr. E quando sarai di nuovo nel mio letto, discuteremo di quale sarebbe la punizione pi adeguata per avermi tradito in modo cos... totale.
Le dita di lei scivolarono di nuovo verso il coltello.
Mi piacerebbe moltissimo fermarmi qui a chiacchierare, ma ho del lavoro da fare. Per parleremo ancora.
Non rimane pi niente da dire finch non ci troveremo entrambi davanti a Nathair ribatt Fidele. Sar lui a decidere cosa  giusto e cosa sbagliato in tutto questo.
Questa  per te solo una tregua aggiunse Peritus. Una volta davanti a Nathair, sperimenterai cosa sia la giustizia.
Vedremo rispose Lykos.
Restituiscimi Maquin gli grid dietro Fidele.
Mai, cagna.
La voce di Veradis pervase la tenda, un No ripetuto all'infinito. Alben lo fissava scuotendo il capo.
Il petto di Lamar aveva smesso di alzarsi e abbassarsi.
Krelis apparve sulla soglia della tenda ed entr con passo barcollante, come un ubriaco.
Veradis sollev lo sguardo su di lui. Se n' andato disse, le mani aperte e insanguinate.
Con un ringhio, Krelis cominci a colpirlo ripetutamente con i pugni, mentre intorno gli uomini si precipitavano ad afferrarlo. Lui si liber con una scrollata e continu a colpire, con il sangue che schizzava sulla faccia di Veradis senza che lui cercasse di reagire o anche solo di ritrarsi.
Poi Alben colp Krelis sulla nuca con l'elsa della spada, stordendolo quanto bastava perch i guerrieri potessero trascinarlo via.
Lykos lasci la tenda scuotendo il capo.
Famiglia.
Le porte della torre di Ripa erano aperte e Lykos le varc con passo deciso, come se ne fosse stato il padrone, seguito da un centinaio di Vin Thalun. Il vecchio lupo  in catene, ma lui non  il mio solo nemico.
Le guardie dell'aquila di Veradis erano intervenute durante la confusione insorta alla fine dell'incontro, quando le voci sull'accaduto si erano diffuse e si era palesato il rischio di scoppi di violenza. Gli uomini della banda di guerra di Ripa apparivano ringhianti e pronti a mordere come un cane infuriato, e per il momento erano privi di una guida decisa, dato che Lamar era morto e Krelis era sconvolto per il dolore. Caesus, il capitano di Veradis, era intervenuto con la sua banda di guerra e aveva ordinato agli uomini di Ripa di deporre le armi. Dopo alcuni momenti pieni di tensione, essi avevano obbedito, e adesso Lykos pensava di poter trarre vantaggio dalla confusione che era dilagata dopo l'incontro nella tenda.
Quel Caesus  uno da tenere d'occhio... ha eseguito gli ordini di Veradis senza esitazione, ed  parso chiaro che non avrebbe esitato neppure a uccidere i suoi connazionali. Un altro stolto, troppo leale per pensare a s stesso. Scosse il capo. Dove li va a scovare Nathair?
Attravers una sala dei banchetti in legno, oltrepass una porta ad arco, poi il pavimento si fece di pietra quando entr nella torre vera e propria, trovandosi di fronte una scala a spirale.
Su o gi? Dove saranno? Mand met degli uomini su per la scala e prese con s gli altri per proseguire invece verso il basso, i gradini che echeggiavano sotto i loro passi a mano a mano che si addentravano in profondit nelle viscere delle alture di Ripa. Mand degli uomini a perquisire ogni corridoio che incontravano, fino a rimanere con una scorta di una sola dozzina di Vin Thalun. Ben presto trov ci che stava cercando. Una porta sprangata, con all'esterno due guardie... uomini di Ripa che si pararono incerti davanti a lui. Lykos impart un secco ordine ed essi vennero rapidamente sopraffatti e disarmati, poi lui tir indietro il chiavistello e spalanc la porta con un calcio.
Ah, eccovi qui comment, sbirciando all'interno.
La gigantessa, Raina, e suo figlio Tain erano in piedi con le spalle addossate alla parete opposta.
La prima cosa che Lykos not fu che non avevano pi indosso il collare.
Quando avanz nella camera, Raina gli ringhi contro come un wolven con le spalle al muro. Anche Tain appariva ostile, ma in modo pi fragile e nervoso, il genere di ostilit di un cavallo selvaggio... fuoco che poteva sfuggire al controllo. Serrava in una mano una sedia.
Gli uomini di Lykos si riversarono nella stanza, e lui si fece pi vicino ai giganti, estraendo la spada.
Mi siete mancati disse, allargando le braccia in un saluto amichevole.
Non avvicinarti oltre sbrait Raina. Lykos not che aveva in mano un pezzo di catena.
Non dirmi cosa devo fare reag con rabbia. Credevo avessi imparato quella lezione molto tempo fa. Si avvicin ulteriormente, fermandosi a una dozzina di passi di distanza. Spero tu abbia apprezzato questo periodo di tregua, perch  finito. Sei di nuovo mia. Le guard le mani. Vedo che hai conservato collare e catena. Davvero servizievole da parte tua.
Li ho conservati per poterti schiacciare il cranio con essi.
Lykos sospir. Dobbiamo proprio fare tutta questa commedia? Se opponi resistenza, uccider tuo figlio. Non mi servite tutti e due, quello  solo un lusso, un'assicurazione aggiuntiva. Quindi... Spost l'attenzione dall'uno all'altra e vide la volont di Raina vacillare. Sollev una mano e i suoi uomini si fecero pi vicini, allargandosi in un arco irregolare intorno ai due giganti.
Allora?
Lo sguardo di Raina saett in giro per la stanza e lei si avvicin al figlio, riparandolo in parte dietro di s. Lykos vide i suoi occhi socchiudersi e comprese quale fosse la sua risposta. Sollev la spada. Con un ringhio, lei venne avanti e gli scagli il collare contro con una potenza e una rapidit sorprendenti, tenendolo per la catena e usandola come una frusta. Lykos si gett di lato e osserv il collare abbattersi sulla faccia di un guerriero che si trovava dietro di lui, che croll al suolo in un gorgoglio di sangue e di denti.
Un Vin Thalun afferr la catena, cosa che in retrospettiva risult essere un errore, perch venne strattonato in avanti verso Raina e afferrato da Tain, che lo colp con la sedia.
Lykos e i suoi uomini scattarono in avanti, e alcuni provarono a pungolare Raina con le lance, ma con esitazione, perch sapevano che, indipendentemente da qualsiasi cosa avesse detto ai giganti, Lykos avrebbe scuoiato vivo chiunque avesse causato la morte dell'uno o dell'altra. Mentre Raina era distratta dalle punte di lancia, Lykos si port rapidamente alle spalle del furioso Tain, che continuava a calare quel che restava di una gamba di sedia scheggiata sulla testa fracassata del guerriero. Lykos lo fer sul dorso di una gamba e gli assest anche un calcio dietro il ginocchio per sicurezza, scaraventandolo a terra, poi gli afferr una manciata di capelli e gli trasse indietro la testa, appoggiando il filo della spada sulla vena che gli pulsava nel collo.
Fermati tuon.
Raina s'immobilizz all'istante, poi lasci cadere la catena. Immediatamente i Vin Thalun sciamarono intorno ai due, legando loro i polsi con tratti di corda.
Nel corridoio risuon un rumore di passi, poi entrarono alcuni guerrieri, dapprima una dozzina, poi una ventina, tutti uomini di Tenebral sulla cui corazza lucida spiccava l'emblema dell'aquila. Alla loro testa procedeva quel vecchio, Alben.
Fatti indietro ingiunse, cercando con lo sguardo Lykos, messo immediatamente in guardia da qualcosa che lesse nei suoi occhi.
Sono miei prigionieri ribatt Lykos.
Sono prigionieri di guerra, ne convengo, replic Alben ma non sono tuoi. Veradis figlio di Lamar ha la carica pi alta, qui, e questi sono i suoi uomini. Lui ha ordinato che i prigionieri vengano messi sotto la sua custodia personale.
Cosa?  ridicolo! protest Lykos.
Ecco gli ordini, che recano il suo sigillo ritorse Alben mettendogli davanti una pergamena.
Puah grugn Lykos, agitando un braccio.  solo carta. Qui siamo tutti dalla stessa parte. Che importanza ha chi li prende in custodia?
Esatto convenne Alben. Quindi non ti dispiacer se saranno sotto la custodia di Veradis, invece che la tua. Non era una proposta.
Loro sono miei rugg Lykos, prossimo a cedere all'ira. Non era abituato ad avere a che fare con tanta gente seccante nello stesso giorno. Accenn a spingere da parte Alben per passare, con i suoi Vin Thalun che trascinavano con loro i giganti, ma Alben gli sbarr il passo.
Lykos port una mano alla spada, e Alben adagi con delicatezza le dita sulla sua. Un sibilo di lame estratte lentamente dal fodero risuon nella stanza quando le guardie dell'aquila lo imitarono.
Siamo inferiori di numero. Inoltre, detesto dirlo, ma quelle guardie dell'aquila sono i veterani di Veradis. In un ambiente ristretto come questo...
Con una smorfia, allontan la mano dalla spada e impart un aspro ordine ai suoi uomini, che lasciarono cadere le corde.
Veradis cosa intende farne di loro? chiese.
Portarli con s a Mikil.
Lykos inarc le sopracciglia in reazione a quelle parole. Posso? domand, indicando la porta aperte, e Alben si spost di lato.
Lykos si allontan a passo di marcia, sentendo un seme di dubbio gettare radici dentro di lui. Mikil. Calidus non apprezzer affatto la cosa, e molto probabilmente la colpa ricadr su di me. Accidenti, che giornata. Per sarebbe potuta andare peggio. Mi serve una buona bottiglia di vino, e poi devo rinnovare la conoscenza con un vecchio amico...

60. Ulfilas.

Ulfilas stava attraversando con passo zoppicante la fortezza di Mikil, con un braccio fasciato e appeso al collo. Non era certo che sarebbe mai riuscito di nuovo a usare una spada con l'abilit di un tempo, ma era grato di essere vivo.
Anche se forse non lo sar ancora per molto.
Stava per vedere Jael, la sua prima udienza presso il re da quando era stato incaricato di quella fatale missione in cerca di Haelan, il re fuggiasco di Isiltir.
Era trascorsa una luna da quando aveva guidato l'attacco contro la tenuta di Gramm e aveva affrontato una banda di guerra che aveva caricato i suoi uomini in salita, brandendo lunghe spade ricurve. Se avesse saputo che quelli erano i guerrieri pi abili che si fossero mai visti nelle Terre dell'Esilio, avrebbe organizzato una ritirata prima del loro arrivo, e avrebbe lasciato la tenuta di Gramm nelle loro mani.
Quantomeno, quello contro cui ho combattuto lo era. E a giudicare dal fatto che sono il solo superstite su oltre trecento uomini, ho il sospetto che neppure gli altri se la cavassero male con la spada.
Dag, il guardacaccia, gli camminava accanto senza che nessuno dei due rivolgesse la parola all'altro. In silenzio, salirono una scalinata e imboccarono un lungo corridoio in fondo al quale alcuni scudieri in mantello rosso e corazza nera erano di guardia davanti a una porta. Da oltre il battente giungevano i suoni tipici di un combattimento: grugniti, tonfi e il rumore di spade da addestramento.
Ulfilas e Dag furono introdotti nella stanza e si fermarono davanti a Jael, re di Isiltir.
Jael non era solo.
La stanza era ampia, e davanti al seggio di Jael era stato sgombrato uno spazio nel quale duellavano due uomini. Ulfilas riconobbe uno di essi: lo scudiero di nome Lafrid che aveva visto vincere un incontro a Dun Kellen. Non conosceva l'altro, ma gli bast un'occhiata per vedere che era in gamba. Cauto, non si scopriva mai troppo ed era paziente. Mentre osservava lo scontro, che per un momento aveva catturato la sua attenzione, Ulfilas vide Lafrid eseguire una finta molto simile a quella che aveva usato a Dun Kellen, ma l'altro uomo si limit a ritrarsi con un sorriso.
Il duello riprese.
Accanto a Jael, assisi su alti seggi, c'erano altri uomini, e in piedi alle loro spalle spiccava la sagoma massiccia di un gigante.
Non altri giganti.
Questo era scuro di capelli, impassibile in volto, con un martello da guerra appeso sulla schiena. Dei tre uomini seduti, Ulfilas riconobbe il primo... re Nathair, anche se era stato solo un principe l'ultima volta che Ulfilas lo aveva visto, durante il consiglio indetto da Aquilus. Gli anni lo avevano notevolmente logorato, e in lui non rimaneva pi niente del ragazzo entusiasta di un tempo. Era ancora snello e avvenente, con ribelli capelli ricciuti, ma il suo volto smagrito e lo sguardo opaco denunciava una profonda stanchezza.
Essere re pu fare questo a un uomo.
Accanto a lui sedeva un vecchio con i capelli argentei e una barba ben curata che incorniciava un volto dai lineamenti affilati, una rete di rughe da espressione lungo il viso. Nonostante gli anni, appariva pieno di vita, con gli occhi che brillavano e un'energia instancabile che pareva pervaderlo. Poi Ulfilas vide il terzo uomo, e per poco non mosse un passo indietro, le dita che si contraevano per il desiderio di raggiungere l'impugnatura della spada, perch si trattava di un guerriero simile a quelli contro cui aveva combattuto nella tenuta di Gramm, vestito di lino nero e cotta di maglia scura, con l'elsa di una spada ricurva che gli sporgeva da sopra la spalla.
Com' possibile?
Forse quel guerriero sent su di s il suo sguardo, perch distolse l'attenzione dal duello per fissarlo. Di nuovo Ulfilas avvert l'impulso di indietreggiare, perch gli occhi di quell'uomo erano completamente neri, senza pupilla o iride, solo un pozzo nero. Le sue dita si mossero a formare il simbolo di protezione contro il male.
L'uomo lo squadr lentamente dalla testa ai piedi, poi riport l'attenzione sul duello.
Esso si concluse all'improvviso, con l'uomo paziente che sopportava una rapidissima combinazione di colpi portata da Lafrid, finch l'ultimo colpo, troppo potente, gli fece perdere l'equilibrio. A quel punto l'arma dell'altro uomo saett in fuori e colp con forza il polso di Lafrid, per poi puntarsi contro la sua gola.
Sei morto disse l'uomo paziente.
Lafrid sbatt le palpebre, interdetto, perch era successo tutto molto in fretta, poi annu con riluttanza e strinse il braccio che gli veniva offerto. Ben fatto borbott.
Jael batt le mani, imitato da Nathair e dall'uomo pi anziano. Il guerriero vestito di nero rimase immobile.
Bene, pare che io abbia trovato la mia prima-spada, a meno che tu non sia venuto a mettere alla prova la tua lama comment Jael, guardando verso Ulfilas.
Temo di no, mio re replic Ulfilas, abbassando lo sguardo sul braccio bendato. Il taglio sul bicipite era stato la ferita peggiore, perch era penetrato in profondit nel muscolo.
Vedo che hai una storia da raccontare. Bene, sentiamola.
Ulfilas venne avanti, seguito da Dag.
Ho attaccato la tenuta di Gramm, mio signore, come pianificato. Ildaer e alcuni Jotun si sono uniti a noi, e stava andando tutto pi che bene: le porte erano state abbattute e i guerrieri di Gramm erano in rotta. Stavamo cercando il bambino quando abbiamo visto sopraggiungere due bande di guerra... una di esse con una piccola flotta.
Nel sentire quelle parole, Nathair e Calidus si protesero in avanti sui rispettivi seggi.
L'altra banda di guerra, composta da cavalieri, arrivava da sud. Sono uscito ad affrontarli... eravamo nettamente superiori a loro per numero. Lanci un'occhiata al guerriero vestito di nero. Erano come lui, in armatura nera, senza scudo, con una spada ricurva sulla schiena.
Tukul sussurr il guerriero in nero, e sulle sue labbra quel nome suon come un'imprecazione.
Tukul? ripet Jael.
Un mio fratello di spada. Un traditore.
Abbiamo combattuto prosegu Ulfilas, sentendosi pervadere dalla vergogna. Erano migliori di noi, guerrieri di cui non ho mai visto l'uguale. Sono caduto, e in seguito sono fuggito quando ho visto che la battaglia era perduta.
Nel parlare, Ulfilas ricord in modo fin troppo vivido come fosse stato colpito una mezza dozzina di volte in altrettanti istanti, e di come in qualche modo anche le redini del suo cavallo fossero state tagliate, cosicch lui si era ritrovato a cadere sul terreno con un impatto che lo aveva stordito. Era rimasto disteso supino nel sangue e nella polvere, con il guerriero vestito di nero che incombeva su di lui, convinto di essere a pochi momenti dalla morte. Poi aveva visto il guerriero scegliere di affrontare invece un orso e un gigante. Non era rimasto l a vedere l'esito dello scontro.
Dag mi ha trovato alcune leghe a sud di qui... stava seguendo le tracce degli uomini che avevano portato via i bambini da Dun Kellen. Pieg a terra un ginocchio davanti a Jael. Ti sono venuto meno, mio re.
S, lo hai fatto, sospir Jael ma la tua sincerit  piacevole, Ulfilas. Tu non hai mai avanzato scuse o giustificazioni. Hai commesso un errore? Io non credo. Qualcuno avrebbe potuto ottenere un risultato diverso nelle stesse circostanze? Di nuovo, non lo credo. Quindi ti lascer la testa sulle spalle. Per questa volta.
Ti ringrazio per la tua misericordia disse Ulfilas, ed era sincero.
Vedo che i nostri nemici hanno unito le forze osserv Nathair. Il Sole Nero mi  sfuggito in Narvon, ha rubato alcune navi e bruciato le altre. Adesso sappiamo dov' andato.
Il Sole Nero?
Bene, raduner una banda di guerra e far loro una visita dichiar Jael. Senza dubbio devono avere Haelan con loro.
Non sono pi alla tenuta di Gramm interloqu Dag. Ho trovato Ulfilas, ma non siamo tornati subito indietro. Siamo invece andati a tenerli d'occhio per un po'. Sono partiti quel giorno stesso; secondo i miei calcoli erano quasi in mille e si sono diretti a est. Ho messo sulle loro tracce alcuni dei miei ragazzi, e presto sapremo dove sono diretti.
Stanno andando a Drassil afferm il vecchio.
Cosa? esclam Jael.
Ricordi il consiglio indetto da mio padre a Jerolin? gli chiese Nathair. Ha parlato della Guerra degli Di, del polarizzarsi delle due fazioni intorno al Sole Nero e all'Astro Splendente. E di quella profezia che parlava dei Sette Tesori e di Drassil.
Lo ricordo annu Jael.
Ebbene,  di questo che si tratta. Sta succedendo, adesso. Nathair guard verso Ulfilas. Uno di coloro che ti hanno attaccato era il Sole Nero, un contadino pieno di s di nome Corban, anche se lui osa dichiarare di essere l'Astro Splendente. La bocca gli si contorse in una smorfia amara, I servitori di Asroth sono propensi a mentire e ingannare. Il suo sguardo si pos, fugace, su Calidus.  per questo che sono qui, perch  necessario tenere con i nostri alleati un consiglio di guerra. Si strinse l'arco del naso fra due dita e serr gli occhi. Meglio rimandare questa conversazione al momento del consiglio. Gli altri sono qui?
Lothar  arrivato ieri da Helveth, ma Gundul non si  ancora visto.
Dannazione si lament Nathair. Va bene, allora aspetteremo. C' sempre il domani. Adesso ho bisogno di dormire, perch  stato un lungo viaggio, ma prima di andare a cercare le mie camere, ho un dono per te.
Questo  estremamente gentile da parte tua comment Jael.
 una cosa un po' insolita, ma credo che la troverai pi preziosa dell'oro, o perfino della testa di quel bambino che insidia il tuo trono.
Hai destato il mio interesse ammise Jael.
Sumur.  lui il tuo dono. Questi sono tempi oscuri e i nostri nemici si annidano nell'ombra, in attesa della minima opportunit. Non potrai mai trovare una prima-spada migliore di lui.
Questi sono tempi oscuri, convenne Jael, pur guardando verso Sumur con ben poco entusiasmo e i miei nemici si radunano mentre parliamo. Come hai visto, tuttavia, la mia prima-spada  un uomo molto abile, e il migliore di tutto Isiltir.
Senza offesa per la tua prima-spada di recente nomina, intervenne l'uomo anziano ma Sumur  migliore di lui.
Fram, la prima-spada appena nominata, sbuff, studiando tuttavia Sumur con interesse e senza l'ira che altri guerrieri avrebbero dimostrato in quelle circostanze.
Questa  una cosa di lui che mi piace. Ha un'indole calma.
Nathair teme per la tua sicurezza, continu il vecchio e ci sembra che questa sia la soluzione perfetta. Sfoggi un cordiale sorriso, dietro cui per si celava qualcosa di pi. Una daga. Una minaccia sottintesa che pareva ingiungere, non mi opporre un rifiuto.
Non lo fare, pens Ulfilas. Non lo accettare. Come puoi fidarti di uno straniero... di un uomo che non  di Isiltir? Non importa quanto sia bravo, come potrai fare affidamento sulla sua lealt? Poi per ricord una conversazione avuta con Jael, e come lui paresse consumato dal timore di essere assassinato. Potrebbe essere indotto in tentazione, se quest'uomo  bravo quanto dicono. E se  come quelli contro cui ho combattuto, allora lo .
Sei certo che sia migliore di Fram? chiese Jael.
Magari gradisci una dimostrazione? sugger Calidus.
S, mi piacerebbe.
Sumur si alz e avanz nello spazio sgombro, liberandosi della spada riposta nel fodero, che adagi con cura su un tavolo, per poi prendere la spada di legno da addestramento usata da Lafrid.
Fram avanz nell'improvvisato anello dei duelli.
Una dimostrazione amichevole ammon Calidus. Non c' bisogno di spargimenti di sangue o di morte. O di lesioni permanenti. Nel parlare, fiss con durezza Sumur, che incontr il suo sguardo con quei suoi vuoti occhi neri. Scroll le spalle.
Fram e Sumur si inchinarono a Jael, poi si girarono uno di fronte all'altro.
Sumur si limit ad avanzare, come se Fram fosse stato una porta aperta che intendeva attraversare. Fram spost i piedi, la spada sollevata, e parve vagamente confuso.
Ama la tecnica del contrattacco, preferisce difendersi e colpire in risposta agli attacchi dell'avversario.
I piedi di Sumur si mossero, un fremito gli attravers il corpo a partire dalle caviglie, poi lui attacc Fram brandendo la spada a due mani, una fulminea combinazione diretta alla testa, alla gola, al petto, all'inguine e alla coscia. Ulfilas non vide quale di quei colpi and a segno... forse solo uno, o forse tutti... ma nell'arco di pochi secondi Fram si ritrov steso a terra, gemente.
Il problema dell'usare la tecnica del contrattacco  che devi prima parare i colpi che ti vengono sferrati.
Sumur si erse su Fram, dando l'impressione di sperare che si rialzasse, poi lasci cadere la spada da addestramento, recuper con calma la propria lama e se la appese di nuovo di traverso sulla schiena.
Impressionante comment Jael.
Lo , ed  tuo replic Nathair. Dormir meglio, sapendo che una persona come Sumur veglia su di te.
Ah, ti ringrazio, mormor Jael ma...
Cosa? Ah, ho capito. Dubiti della sua lealt. Uno scudiero deve essere pronto a dare la vita per te, e lui non  un uomo di Isiltir...
Esatto annu Jael.
Sumur  fedele all'estremo afferm Calidus, protendendosi in avanti sul suo seggio. Digli di piantarsi un coltello in una mano.
Questo non  necessario protest Jael.
Io credo che lo sia. L'ordine per deve venire da te, altrimenti continuerai a dubitare.
Jael si accigli, e Sumur si fece pi vicino.
Anche quando cammina  aggraziato come un danzatore.
Diglielo sibil Calidus.
Sumur, piantati un coltello nella mano ingiunse Jael, sussultando come se quelle parole avessero un sapore acido.
Sumur estrasse un coltello dalla cintura, ne appoggi la punta sul palmo della mano sinistra e spinse, un movimento lento e deliberato, con la lama che scompariva un centimetro dopo l'altro dentro la sua mano. E per tutto il tempo continu a fissare Jael, inespressivo.
Ulfilas dovette lui stesso reprimere un sussulto.
Basta cos disse Jael, con una risata nervosa.
Sumur si ferm.
Sei sicuro? chiese Calidus.
S. S. Sumur, estrai quella lama.
Lui lo fece con uno strattone fluido, poi tagli l'orlo della camicia di lino e leg una striscia di stoffa intorno al palmo. Ulfilas vide una goccia di sangue scuro cadere per terra.
Allora? domand Nathair.
 fedele, su questo non c' dubbio convenne Jael.
Se sei ancora preoccupato, tieni in carica anche Fram. Chi ha detto che i re debbano avere una sola prima-spada?
Jael sorrise, anche se Ulfilas si accorse che non era del tutto contento di quella novit.
Come posso privarti di qualcuno dotato di tanto talento e devozione, Nathair? Se io corro pericoli a causa dei miei nemici, di certo tu, il nostro sommo re, corri pericoli ancora maggiori, e avrai pi bisogno di me della sua abilit.
Nathair sorrise a sua volta. Questo non  un problema... non te ne devi preoccupare. E per dimostrartelo, intendo lasciarti un'altra ventina dei suoi fratelli di spada. Considerala una guardia d'onore.
Devo protestare replic Jael, che ora quasi si contorceva sul suo seggio. Non puoi rinunciare a cos temibili guerrieri a mio vantaggio.
Nathair accanton quelle parole con un gesto. Ti ho detto che non  un problema. Ne ho un altro migliaio proprio come lui che in questo momento si stanno accampando fuori delle tue mura.

61. Coralen.

Coralen spinse di lato un ramo, sal su un tronco marcio che giaceva al suolo e salt gi, evitando una macchia di viticci selvatici che le si sarebbero incollati agli stivali e le avrebbero bruciato la punta delle dita se li avesse toccati, il tutto muovendosi attraverso la foresta nel modo pi silenzioso possibile. Aveva alle sue spalle anni di pratica, quando prestava servizio con il gruppo di Rath.
Per neppure tutto quel cacciare e vivere nelle foreste avrebbe potuto prepararmi a questo.
La foresta di Forn era diversa da qualsiasi altro posto avesse mai visto, scura, opprimente ed enorme. In media, gli alberi erano grossi come una torre di una fortezza, e cos alti che la coltre di verzura della foresta sembrava una massa di nuvole verdi. La luce del giorno era un alone di luce diffuso in alto, che scivolava fino a loro come una nebbia di rame, e il pi delle volte la sua intensit era una via di mezzo fra il chiarore del crepuscolo e il buio notturno. Al suolo, la vegetazione si riduceva in alcuni punti a piatti strati di humus, creando spazi sgombri abbastanza larghi da permettere il passaggio di due carri, ma in altri era un tale groviglio di cespugli, boschetti e spine che neppure Balur e i suoi giganti riuscivano ad aprirvi un varco.
E non erano soli. La foresta era pervasa di rumori... durante il giorno si trattava in prevalenza di uccelli e di insetti, anche se alcuni di essi erano grandi quanto la sua mano. La notte era peggio. C'erano suoni che le erano familiari, come i richiami delle volpi e dei gufi e l'occasionale ululato di un wolven, che induceva sempre Tempesta a inclinare la testa in quella direzione. C'erano per anche suoni che lei non aveva mai udito prima. Uno strano schioccare, grattare e sibilare, di solito appena oltre il cerchio di luce del fuoco. Una volta avevano sentito un rombo profondo, che le era riverberato lungo i piedi, attraverso il terreno. Balur aveva detto loro che si trattava di un draig e aveva assicurato che era a leghe di distanza. E poi, naturalmente, c'erano i famosi pipistrelli della foresta di Forn... un sibilo di ali quasi silenziose come un respiro, a volte uno stridio lontano. Finora non aveva visto nessuno di quei grandi pipistrelli, solo i resti disseccati delle loro vittime. Un daino, un cinghiale, e una volta un alce grosso quanto un cavallo. Era stato allora che aveva deciso di non girovagare per la foresta da sola e di accertarsi che i suoi esploratori uscissero sempre in coppie.
Avevano lasciato la tenuta di Gramm quasi venti notti prima e per le prime dieci avevano viaggiato abbastanza spediti, mentre nella seconda decina l'andatura si era fatta pi lenta. Perfino l'aver abbandonato i carri non si era rivelata una soluzione valida quanto lei aveva sperato.
Come possiamo continuare ad avanzare qui in mezzo? borbott a Enkara, che le camminava accanto in silenzio.
Siamo quasi arrivati assicur la Jehar, asciugandosi il sudore dalla fronte. Secondo i calcoli di Coralen, ormai era autunno avanzato e l'inverno era alle porte, ma il clima all'interno della foresta di Forn era sorprendentemente mite, perch il fitto intreccio di rami sopra di loro impediva sbalzi climatici estremi, lasciando passare solo la pioggia, che colava lungo le foglie e finiva per scivolarle gi per il collo con irritante precisione. Si erano messe in cammino all'alba, quando l'aria era tanto fredda da trasformare in vapore il loro respiro, e non era ancora l'altosole, ma ci voleva poco per accaldarsi quando si avanzava a fatica attraverso una foresta.
Quasi arrivati? ribatt, pervasa da un impeto di eccitazione. Drassil  cos vicina?
Non Drassil, ma qualcos'altro... rispose Enkara.
Coralen chiam una voce, alle loro spalle.
Entrambe si fermarono e si girarono, scorsero un movimento nel sottobosco e attesero.
Poi Coralen si accigli nel veder apparire Dath.
Dovrebbe essere alla retroguardia.
Una figura si materializz alle spalle di Dath, una chiazza scura fra il fogliame.
Kulla. Coralen lev gli occhi al cielo. Quando si trattava di Dath, quella Jehar era come un viticcio selvatico.
Dath li raggiunse, con il respiro affannoso e fradicio di sudore. Appoggi una mano sul ginocchio, apr la bocca per parlare, poi si rese conto di non essere ancora in grado di farlo.
Dath pensa che ci stiano seguendo disse Kulla al suo posto.
Dath annu.
Dovresti essere pi in forma aggiunse Kulla, pungolandolo nelle costole.
Sei l'amico pi intimo dell'Astro Splendente, ma lo disonori. Come potresti mai difenderlo, se prima dovessi correre un poco?
Io... sono... in forma ansim Dath, che appariva pi ferito che irritato.
Seguiti? chiese Coralen.
S. Sono tornato indietro perch avevo visto una cerva passarci vicino e ho pensato che sarebbe stata una piacevole alternativa al brot. Le ho dato la caccia per un po'
In questo  molto bravo comment Kulla.
Mi  parso di vedere qualcosa continu Dath.
Cosa?
Un bagliore metallico alle nostre spalle.
Coralen era in attesa.
Aveva lasciato che Enkara continuasse da sola a esplorare il terreno davanti a loro e aveva oltrepassato in fretta la lunga colonna della loro banda di guerra, che si stendeva per oltre una lega attraverso la foresta, poi aveva proseguito ancora per un poco, per buona misura, prendendo con s alcuni dei suoi scout lungo la strada. Con lei c'erano Dath e Kulla insieme a Teca, la donna che lei aveva salvato dai Kadoshim nei boschi di Narvon settentrionale e che aveva le doti di un'eccellente guardacaccia. Con loro c'era anche Yalric, uno dei guerrieri di Gramm sopravvissuti alla battaglia nella tenuta. E Tempesta, naturalmente.
Adesso il wolven era accoccolato accanto a lei, che sedeva in mezzo al fitto fogliame, su un terrapieno; il resto dei cacciatori di Coralen era sparpagliato sul lato opposto del sentiero. Si trovavano l da circa mezza giornata, con il chiarore del sole al di sopra degli alberi che si spostava costante verso ovest mentre loro aspettavano gli inseguitori che Dath aveva intravisto. Coralen appoggi la testa contro la spalla di Tempesta.
Sono lieta che tu sia guarita le sussurr, giocherellando con una delle sue orecchie. Il wolven aveva zoppicato per una decimana, dopo il suo scontro con l'orso alla tenuta di Gramm, che le aveva ammaccato e forse addirittura incrinato le costole. Tempesta per era coraggiosa, pi dura di qualsiasi guerriero che Coralen avesse mai conosciuto e aveva continuato a correre, giorno dopo giorno, lega dopo lega. Coralen aveva notato lo sguardo preoccupato di Corban, e aveva condiviso i suoi timori, ma un giorno Tempesta si era svegliata, stiracchiata, ed era parsa stare di nuovo bene. Coralen aveva sentito svanire un peso che non si era resa conto le gravasse addosso.
Stento a credere a quanto mi sto rammollendo. Rath si vergognerebbe di me.
Avvert una vibrazione, e si rese conto che Tempesta stava ringhiando in silenzio. Si sollev a sedere e allung lentamente la mano verso l'arco incordato e posato accanto a una mezza dozzina di frecce conficcate nel terreno davanti a lei. Qua e l un raggio di sole filtrava nella foresta da ovest e granelli di polvere danzavano sospesi in quel chiarore ambrato.
Stai calma bisbigli a Tempesta, mentre incoccava una freccia e si concentrava a rimanere il pi possibile immobile. Si focalizz sul proprio respiro, come Rath le aveva insegnato a fare: un lungo respiro profondo, trattenuto e poi esalato lentamente, pi e pi volte. Proprio quando cominciava a pensare che Tempesta dovesse aver sentito qualcosa di diverso da ci che cercavano, un rumore risuon alla sua sinistra, un crepitare del fogliame sparso sul suolo della foresta. Poi, sommessa ma nitida quanto l'albero che aveva davanti, ud una conversazione sussurrata. Sent la pelle che le formicolava.
Dath aveva ragione.
Pochi momenti pi tardi, una figura apparve nella penombra e si sofferm per un momento sul sentiero, sotto di lei, per poi riprendere ad avanzare con movimenti lenti e costanti, gli occhi che scrutavano la foresta su entrambi i lati. Apparvero quindi altre due figure, pi indietro e a venti passi di distanza una dall'altra, come a formare una punta di freccia. Coralen attese ancora.
Non arriv nessun altro.
Ci fu un rumore alle sue spalle, uno strisciare sulla corteccia, poi un ringhio sorpreso di Tempesta, e Coralen si catapult in avanti, contorcendosi mentre cadeva e lasciando partire la freccia, in parte alla cieca, contro l'ombra che incombeva alle sue spalle. Ci fu un urlo, poi Tempesta si abbatt sulla sagoma in un'esplosione di sangue.
Coralen si rialz barcollando, fiduciosa che Tempesta le avrebbe protetto le spalle e allung la mano per prendere un'altra freccia. Gli uomini sul sentiero si stavano precipitando al coperto, e uno di essi era gi a terra, la gola trafitta da una freccia che lei comprese istintivamente essere stata scagliata da Dath. Altre frecce sibilarono nella luce crepuscolare, e una di esse rimbalz contro un tronco, mentre un'altra si piant vibrando nel legno.
Laggi ci sono due uomini... almeno due.
Poi li individu: uno addossato a un albero con una lancia in mano, l'altro a una dozzina di passi di distanza, accoccolato dietro un tronco caduto. Quello dietro l'albero sbirci al di l di esso mostrandole la schiena, e lei vi piant una freccia. L'uomo si accasci con un grugnito. Nel vedere il compagno che cadeva, l'uomo dietro il tronco caduto si rese conto di avere qualcuno alle spalle e si mosse fulmineo. Era veloce, e si mise a correre e saltare in diagonale, in modo da allontanarsi non solo dagli altri che Coralen aveva posizionato sul lato opposto del sentiero, ma anche da lei. E zigzagava nel correre. Coralen scagli una freccia che lo manc per un pelo, poi si mise a correre a sua volta. Entro una dozzina di passi comprese che l'uomo era pi veloce di lei.
Ma non pi veloce di Tempesta.
Il wolven la oltrepass nel lanciarsi gi per il pendio, il pelo candido che si trasformava in una macchia indistinta nella penombra mentre inseguiva il guardacaccia. L'uomo sent il tamburellare delle sue zampe, si gir per guardarsi indietro con occhi pieni di panico e armeggi per afferrare il coltello che aveva alla cintura, poi Tempesta gli fu addosso, azzannando mentre rotolavano.
Coralen acceler la corsa, vide i due che si separavano e Tempesta che scattava in piedi, girandosi per tornare ad attaccare. Il guardacaccia lott per rialzarsi, con la spalla e la schiena sanguinanti, e Tempesta scatt verso di lui.
Ferma! le grid Coralen, e il wolven si arrest davanti all'uomo ringhiando e sbavando. Coralen raggiunse il guardacaccia, gli fece cadere di mano il coltello con un calcio, poi gliene assest un altro alla testa che lo fece ricadere supino.
Dath emerse dalla penombra, seguito dagli altri.
Il guardacaccia gemette. Di chi sei al servizio? chiese Coralen estraendo la spada e puntandogliela con fermezza contro il petto. L'uomo contrasse le labbra e sput sangue.
Questo  scortese osserv Kulla. Aveva la spada in mano, e anche se non accenn a muoversi, l'uomo sussult leggermente.
Guardami ingiunse Coralen, e quando lui lo fece continu: In un modo o nell'altro, avr una risposta alla mia domanda.
Sostenne lo sguardo dell'uomo, preparandosi a quello che avrebbe potuto essere costretta a fare. Aveva visto Rath e Baird interrogare degli uomini, ma non lo aveva mai fatto di persona. Torturare uomini indifesi non era qualcosa che avesse mai aspirato a fare.
Per devo sapere.
Ricord quello che Rath era solito dire in situazioni come queste. A volte, funzionava.
In un modo o nell'altro, per te questa  la fine. Non ti far false promesse, offrendoti salva la vita. Non vedrai un'altra alba.
Fece una breve pausa per dargli il tempo di assimilare quelle parole.
Quello che ti offro  una fine rapida, senza dolore. Non ti strapperemo la pelle o romperemo le ossa. Non ti strapperemo gli occhi o arrostiremo i testicoli. Non ti daremo a lei... Guard in modo espressivo verso Tempesta, che fissava il prigioniero con le zanne snudate e insanguinate.
Quindi, te lo chiedo per l'ultima volta. Di chi sei al servizio?
L'uomo si umett le labbra e fece scorrere lo sguardo sul gruppo, da Coralen a Tempesta, Kulla, Dath, Teca e Yalric, tutti cupi e silenziosi. Dovette capire che nessuno di loro offriva speranza o misericordia, perch Coralen lesse la decisione nei suoi occhi ancor prima che lui aprisse bocca.
Jael confess. Servo Jael, re di Isiltir.
Non  il mio re ringhi Yalric, sollevando l'ascia.
Coralen gli rivolse un verso di rimprovero.
A quanta distanza da noi  Jael?
Non vi sta ancora seguendo. Per quanto ne so, il mio capo ci ha messi sulla vostra pista, poi  andato a riferire a Jael riguardo agli eventi della tenuta e a voi...
Quanti di voi ci stavano seguendo?
Quattro replic l'uomo, senza esitazione.
E qui ce ne sono quattro: tre morti, e uno che presto lo sar. Coralen pens di venire meno alla sua parola e di sottoporlo comunque a un interrogatorio. Seguire le loro tracce non era difficile, perch erano pi di mille, con qualche centinaio di cavalli, e nascondere le loro tracce attraverso la foresta sarebbe stato impossibile. Era per di vitale importanza che non avessero occhi addosso. Era quello che aveva detto Enkara: Niente occhi che ci osservino.'
Nel guardare l'uomo, per gli credette, e del resto ci che aveva detto aveva senso. Era quello che avrebbe fatto lei: mettere alcuni uomini in gamba alle loro calcagna, dicendo loro di tenersi a distanza e di non perdere la pista, per poi tornare a fare rapporto quando ci fosse stato qualcosa da riferire.
Spost in avanti il proprio peso e gli trafisse il cuore.
Prendete i corpi. Meglio lasciare un messaggio per quelli che li seguiranno.
Mi piaci le disse Kulla mentre tornavano verso la banda di guerra.
Coralen le lanci un'occhiata e rispose con un grugnito. Kulla era bassa, snella, con grandi occhi scuri nel volto ovale, ed era letale. Coralen l'aveva vista esercitarsi, e l'aveva vista spegnere vite con letale efficienza nella tenuta di Gramm, quasi stesse mietendo un raccolto.
Sei forte, qui continu Kulla, battendosi un colpetto sulla fronte. E qui. Si premette il palmo sul cuore. Laggi hai fatto quello che dovevi, anche se non ti andava a genio.
Avevano raccolto i quattro guardacaccia morti, legato loro una corda intorno ai piedi e li avevano appesi in modo che penzolassero sul sentiero calpestato. Poi Coralen li aveva sventrati, facendo riversare in un groviglio gli intestini sotto le loro braccia penzolanti. Sapeva che prima o poi la banda di guerra nemica sarebbe giunta fin l e che li avrebbe trovati, probabilmente mezzi divorati e macellati come selvaggina dopo una caccia. Questo avrebbe piantato semi di paura.
Si guard le mani, ancora sporche di sangue.
No, non mi  piaciuto conferm.
Sarai una buona compagna per l'Astro Splendente.
Coralen sbatt le palpebre, interdetta, poi sent il rossore salirle lungo il collo.
Hai parlato con Tukul? domand in tono pi brusco di quanto fosse sua intenzione.
No rispose Kulla, aggrottando la fronte. Perch?
Lascia perdere.
Coralen si rese conto di sentire la mancanza di Tukul. Le era piaciuta la sua compagnia in quella loro folle corsa attraverso Isiltir. Tutti i Jehar erano seri e severi, ma in Tukul c'era stato un aspetto diverso, un pragmatico umorismo che permeava tutto quello che faceva o diceva. Le aveva ricordato Rath.
E adesso  morto anche lui. Come Rath.
Sent il cordoglio contrarle il petto come un pugno che le si chiudesse intorno al cuore, ed esal un lento respiro per allentarne la morsa, poi si trov a pensare a Gar. Lui aveva ululato come un animale quando Tukul era morto, e il peso del lutto gli gravava ancora addosso, schiacciante, i suoi occhi erano spenti e pieni di rabbia.
Non credo ci sia una sola persona in tutta questa banda che non abbia perso qualcuno che amava a causa di questa Guerra degli Di. Questo pensiero dest in lei un impeto di rabbia.
Avremo la nostra vendetta.
Adesso avevano quasi raggiunto la banda di guerra. Qualcosa alle sue spalle attir la sua attenzione e si gir lentamente per fissare la foresta, la testa inclinata da un lato.
Cosa c'? chiese Kulla, fissandola.
Non lo so. Coralen si accigli. Non avrebbe saputo dire con esattezza cosa l'avesse indotta a fermarsi... non proprio un suono, pi un formicolare della pelle.
Come se mi stessero osservando.
Per non c'era niente, solo il lieve frusciare della brezza fra i rami. Scrollando le spalle riprese a camminare, lasciando Kulla e gli altri come esploratori di retroguardia e accelerando il passo per cercare di raggiungere Enkara prima che facesse buio. Tempesta le procedette accanto, e quanto raggiunsero Corban corse da lui. Abbassando lo sguardo, Coralen not che il terreno era spruzzato di qualcosa di rosso. Quando si accoccol per guardare meglio, not che era qualcosa di pi pallido del sangue, quasi rosa. Poi sent Tempesta ringhiare e nel sollevare lo sguardo vide che Buddai la stava annusando. Il cane le si fece pi vicino, in vena di giocare, ma Tempesta lo colp con una zampa e lui balz indietro.
Mmh...
Corban abbass una mano per passare le dita nel pelo di Tempesta, poi sorrise a Coralen.
Dovr riferirgli quello che  successo, ma devo trovare Enkara prima che faccia buio,
Ignorando Corban, continu a correre, e ben presto trov Enkara, un'ombra pi scura nel buio sempre pi fitto.
L'ho trovata disse, mostrandosi molto compiaciuta di s stessa.
Cosa?
Vieni qui.
Coralen obbed e oltrepass Enkara, Per un momento avvert qualcosa, una sorta di pizzicore sulla pelle, come l'elettricit nell'aria prima dello scoppio di una tempesta, poi qualcosa si mosse sotto i suoi piedi e lei abbass lo guardo per badare a dove camminava. Il terreno era coperto da un fitto strato di humus, con ammassi di viticci selvatici sparsi qua e l. Mosse alcuni lunghi passi per evitarli, poi si ferm e si gir a guardare verso Enkara, che le sorrideva.
Cosa c'? le chiese.
Non riesci a vederla?
Vedere cosa? Coralen cominciava a irritarsi.
Adesso Corban stava sopraggiungendo insieme a Meical, entrambi conducendo a mano i cavalli attraverso il fitto sottobosco. Dietro di loro, la banda di guerra era un'ombra massiccia.
Enkara si chin e parve immergere le mani nel terreno, poi Coralen la vide sollevare una spessa corda cosparsa di nodi e proiettarsi all'indietro per tirare. Quando lo fece, il terreno tremol e si incresp, allargandosi in onde circolari dal punto in cui lei si trovava, come se fosse stata un sasso gettato in una polla. Coralen ritrov l'equilibrio, e nell'abbassare lo sguardo cap che era in piedi su una struttura di legno di qualche tipo.
Enkara aveva ripreso a tirare. Mi serve aiuto grugn, e Coralen si affrett a raggiungerla. Insieme, tirarono la corda, e con un gemito scricchiolante una porta di legno si sollev dal suolo della foresta, un enorme semicerchio rinforzato in ferro e dotato di cardini.
Coralen rimase a bocca aperta a guardare un ampio pendio di pietra che digradava nell'oscurit.
Un incantesimo spieg Enkara.
Questo cos'? domand Coralen.
Un tunnel che ci porter a Drassil rispose Meical.
Balur sorrise quando lo vide.
Bene, allora ne avete trovato uno tuon. Quando Drassil  stata abbandonata, le gallerie sono state nascoste tanto bene che quanti sono venuti dopo non sono pi riusciti a trovare la via per tornare indietro.
Accanto a lui, Ethlinn trasse un profondo respiro e chiuse gli occhi. L'incantesimo  ancora potente su di essi disse, con voce simile a uno spezzarsi di rami.
Allora ce n' pi di uno? chiese Corban.
S replic Enkara. Ne abbiamo trovati sei, che partivano tutti da Drassil. Tukul ci ha messi al lavoro per ripulirli... alcuni erano bloccati, altri crollati, e qualcuno aveva delle cose che ci vivevano dentro... Rabbrivid al ricordo.
Ma come faremo a nasconderli al nemico? la incalz ancora Corban. Lo guideremo dritto fino a Drassil.
No lo rassicur Balur. L'incantesimo  astuto. Non puoi vederli finch non ti vengono rivelati da qualcuno che li ha percorsi. Una volta visto uno, li riuscirai a vedere tutti.
Non capisco confess Corban.
Neppure io, pens Coralen.
Una volta che saremo all'interno e avremo richiuso la porta, l'incantesimo torner a nascondere le gallerie. Nessun nuovo venuto le vedr, o noter qualcosa di pi del solo suolo della foresta.
Ma allora, come ha fatto Enkara a vederlo? insistette Corban.
Lo aveva gi visto in precedenza. Adesso che lo hai visto, l'incantesimo non funzioner pi su di te. Adesso riuscirai a vedere tutti e sei i tunnel.
Corban ci riflett su per un momento, poi sollev lo sguardo e sorrise.
Eccellente sentenzi.
La porta si richiuse con un tonfo sonoro e l'oscurit scese su di loro, infranta dalle innumerevoli torce che ardevano in una linea irregolare lungo l'interminabile galleria.
Mentre il resto della banda di guerra riprendeva la marcia, Ethlinn era rimasta indietro insieme a Enkara e a Coralen. Sollevata un'enorme trave di legno, la fece passare attraverso le sbarre di ferro applicate all'enorme botola.
Una precauzione, chiar anche se indubbiamente superflua. Poi mormor alcune parole nella lingua dei giganti, e Coralen sent la pelle che le pizzicava, com'era successo in precedenza, quando si era trovata sopra la porta senza vederla.
Fatto comment Ethlinn, avviandosi.
Quindi Drassil  laggi? chiese Coralen.
S rispose Enkara. Per raggiungerla da questo punto ci vorrebbero tre o quattro lune di marcia faticosa attraverso la foresta di Forn, e questo senza contare gli incantesimi e le trappole che circondano la fortezza. In questo tunnel, a cavallo, saremo l in una decimana.
Andiamo, allora esort Coralen.
Casa sussurr Ethlinn.

62. Ulfilas.

Con la schiena addossata alle grandi porte della sala dei banchetti, Ulfilas controllava tutte le entrate e le uscite, accertandosi che fossero sorvegliate da uomini fidati. Anche se erano nel cuore di Isiltir, nella fortezza che un tempo era stata la sede di potere di Romar, lui era arrivato al punto di vivere nella diffidenza continua.
Forse la paranoia di Jael mi sta contagiando.
Flesse le dita e serr il pugno, sentendo muscoli e tendini fluire e contrarsi lungo il braccio, i punti tendersi sul bicipite. Era passata una decimana da quando era arrivato a Mikil e si era incontrato con Jael. Adesso non portava pi il braccio al collo, esso era ancora debole e gli doleva come non avrebbe mai immaginato che potesse fare, ma lentamente - molto lentamente - cominciava a sentirlo recuperare un po' di forza.
La stanza era stata convertita in una camera del consiglio, con la fossa per il fuoco coperta da travi e un tavolo intagliato e dalle spesse gambe posizionato su di essa.
Dovrebbero accendere il fuoco nella fossa, se non altro per scaldare un poco questa stanza. L'estate aveva ceduto il posto all'autunno, e il vento soffiava gelido sulle pianure ondulate di Isiltir.
Erano presenti tutti i re dell'alleanza: Jael era a capotavola, con Fram accanto e Sumur simile a un'ombra scura alle sue spalle, poi c'era Nathair con i suoi compagni... il canuto Calidus e il cupo gigante, con la sagoma del martello da guerra che gli sputava come un corvo da sopra la spalla. Lothar, un tempo capo militare del sovrano di Helveth e adesso re di quel regno. Ulfilas lo ricordava dalla battaglia di Haldis, nel cuore della foresta di Forn, un uomo razionale in consiglio e feroce in battaglia. Adesso sedeva in silenzio, ammantato di regale splendore, con il martello nero simbolo del suo regno che spiccava su una corazza bianca e sulle spalle un mantello di pelo bianco di wolven bordato in oro. Il suo volto aquilino, da predatore, aveva un naso curvo e affilato. Un guerriero era in piedi alle sue spalle.
Poi c'era Gundul, re di Carnutan, scuro di capelli e dal volto rotondo, Era il figlio del traditore Mandron, che aveva ucciso Aquilus, il padre di Nathair, e per ricompensa era stato decapitato da Veradis, la prima-spada di Nathair. Gundul aveva contribuito alla caduta di Mandros, e in cambio Nathair aveva sostenuto la sua rivendicazione del trono di Carnutan.
Se non fosse per Nathair, adesso nessuno di questi uomini sarebbe re. Non mi meraviglia che Jael sia in debito con lui, ma nessun uomo elargisce simili favori gratuitamente. Cosa chieder in cambio? Accanto a Gundul, un uomo dal volto stretto e profondamente segnato, con una barba grigio ferro, sedeva eretto e vigile, con gli occhi attenti che registravano ogni dettaglio.
Belo, un parente di Gundul, che pare controllare Carnutan pi di quanto lo faccia lo stesso Gundul.
Gundul era arrivato soltanto il giorno precedente con una guardia d'onore di duecento guerrieri. Quel ritardo aveva irritato Jael e anche Nathair, che aveva trascorso la maggior parte delle giornate nascosto nel suo accampamento, strutturato come una fortezza intorno a un enorme carro con ruote grandi quanto un cavallo. Nathair si alz in piedi e la sommessa conversazione si spense, mentre il silenzio scendeva intorno al tavolo.
Ben incontrati esord, rivolgendo un cenno del capo a ciascun re. Abbiamo percorso tutti una lunga strada dall'ultima volta che ci siamo riuniti... durante il consiglio indetto da mio padre a Jerolin.  stato l che ci siamo impegnati gli uni con gli altri pronunciando il nostro giuramento di alleanza. E adesso, guardate. Siamo tutti re. La fortuna ci ha favoriti. Sollev la coppa verso gli altri, le labbra contratte in un'espressione che era quasi un sorriso, come per uno scherzo noto a lui solo.
Gli altri re sollevarono a loro volta la coppa.
Vi ho aiutati tutti, vi ho supportati quando lo avete chiesto. Vi ho prestato le mie bande di guerra e il loro sangue  stato versato per le vostre cause. Ora vi chiedo di ricordare i giuramenti che ci siamo scambiati e la guerra che ci siamo impegnati a combattere.
Ricordo bene afferm Gundul. Il suo volto era arrossato, ma Ulfilas non avrebbe saputo dire se per il vino o per l'entusiasmo. Personalmente, ricordo con gratitudine tutto quello che hai fatto per me. Sono quindi disposto a fare qualsiasi cosa che debba essere fatta e che sia in mio potere realizzare.
Jael e Lothar brindarono a quelle parole, anche se il volto di Belo non appariva altrettanto compiaciuto.
La Guerra degli Di  cominciata sul serio. Il Sole Nero si  rivelato come un guerriero di Ardan, nell'Ovest. Ha radunato intorno a s una banda di guerra di uomini malvagi e di giganti... il capo militare di Jael si  gi scontrato con lui. Nathair accenn in direzione di Ulfilas, che rimase un po' interdetto nel trovarsi esposto all'attenzione di tutti quei re delle Terre dell'Esilio. Il silenzio si protrasse.
Ho combattuto contro di loro nel nord disse infine Ulfilas.  vero, sono giganti e guerrieri letali di cui non ho mai incontrato prima l'uguale. Il suo sguardo si spost su Nathair. Tutta la mia banda di guerra  stata massacrata, e soltanto io mi sono salvato.
Nel nord? ripet Lothar. In quanti erano, e dove sono adesso?
Sono pi di mille, e altri si stanno unendo a loro, o almeno cos ci hanno riferito gli esploratori di Jael. Si sono addentrati nella foresta di Forn e cercano di rifugiarsi a Drassil rispose Nathair.
In nome di Dio, perch mai dovrebbero fare una cosa del genere? esclam Gundul, quello che viveva pi lontano dalla vecchia foresta.
Tutto quello che sa di Forn sono probabilmente le favole e le storie relative ai suoi abitanti assetati di sangue... draig, wolven, pipistrelli e ogni sorta di bestie che ti vedrebbero come un pasto eccellente.
Belo si protese in avanti, appoggiando il mento sulla punta congiunta delle dita.
Cosa proponi che si faccia riguardo a questo Sole Nero? chiese.
Dobbiamo inseguirlo.
Non sarebbe il pi facile dei compiti comment Belo.
Nathair si accigli, guardandolo con espressione cupa. Pensavi forse che la Guerra degli Di sarebbe stata una cosa facile?
Non poso dire di averci pensato molto replic Belo. Il tempo di Gundul e il mio sono stati impegnati lavorando duramente nel nostro regno per risanare i danni fatti durante la successione.
Nathair inarc un sopracciglio, ma non fece commenti.
Cosa vorresti che facessimo? domand Lothar.
Costruire strade che si addentrino nella foresta di Forn, larghe e dritte come le antiche strade dei giganti. Ciascuno di voi partir da un luogo diverso, tenendo una direzione tale che le strade si incontrino nel cuore di Forn. L costruiremo una nostra fortezza. Bisogna trovare Drassil e stanare il Sole Nero dal buco in cui si  andato a nascondere.
Perch non limitarsi a lasciarlo l? chiese Belo. Se si sta nascondendo, lasciamo che lo faccia. La maggior parte di quelli che si addentrano nella foresta di Forn non vengono rivisti mai pi. Scroll le spalle. Lasciamo che sia essa a fare il nostro lavoro.
Nathair lo fiss e trasse un profondo respiro che era quasi un sospiro. Questo  un consiglio di re sottoline. Lascia che sia il tuo re a parlare per il suo regno.
Io consiglio il mio re, ribatt Belo e per farlo mi piace capire lo stato dei fatti.
Nathair si strinse fra due dita l'arco del naso.
Ti ho fornito tutti i fatti necessari. Il Sole Nero  a Forn. Per riversare su di lui la potenza delle nostre bande di guerra dobbiamo costruire strade su cui esse possano marciare, che permettano il trasporto di vettovaglie e mettano gli uomini in condizione di combattere senza ritrovarsi un ramo d'albero ficcato su per il posteriore.
Credo cominci a irritarsi.
Ci possono essere altre alternative.
Nathair cal un pugno sul tavolo. Non ho viaggiato per migliaia di leghe, combattuto una miriade di battaglie, detronizzato re e incoronato nuovi sovrani, preso d'assalto le porte di Murias per venire qui a contrattare come una pescivendola riguardo alle alternative. Quando arriv alla fine della frase stava urlando.
Belo si limit a guardarlo negli occhi, le dita sempre congiunte sotto il mento.
Questa  un'alleanza, disse con calma non una dittatura. Tu non governi qui, e neppure comandi sui re delle Terre dell'Esilio.
Nathair si immobilizz del tutto.
Calidus si alz in piedi accanto a lui e gli tocc un braccio. Il re di Tenebral era impallidito. Traendo un profondo respiro, si rimise a sedere.
Calidus intanto fronteggi Belo. Dentro Forn ci sono delle armi spieg. Reliquie delle Guerre dei Giganti e dello Scisma. Dobbiamo toglierle al Sole Nero. Lasciarlo dov' significa permettergli di diventare pi forte e di consolidare il suo potere. La voce di Calidus era profonda e risonante, il suo tono e la sua cadenza erano rilassanti, tanto che Ulfilas si trov ad annuire alle parole del vecchio. Se lasciato in pace, un giorno emerger da Forn pi forte, decisamente troppo potente, e pronto ad annientarci tutti.
Questo non suona molto piacevole borbott Gundul.
No. Meglio colpire adesso, prima che lui diventi pi forte comment Jael.
Anche noi la vediamo cos convenne bonariamente Calidus.
Jael ha una motivazione per combattere questa guerra e inseguire quella banda di guerra dentro Forn: Haelan. Prendere uno significa prendere anche l'altro. Questi altri re, per, che bisogno hanno di farlo? Di impegnare le loro bande di guerra in un compito cos monumentale?
Studiando i volti radunati intorno al tavolo, Ulfilas vide che almeno alcuni dei presenti stavano pensando la stessa cosa. Lothar annuiva con aria pensosa, Guldul appariva soltanto spaventato. Belo per non pareva colpito favorevolmente dall'idea di aprire una strada dentro la foresta di Forn.
Quindi vorresti che costruissimo delle strade? chiese.
Esatto. Convocate le vostre bande di guerra, e cominceremo la ricerca di Drassil e del Sole Nero.
Forn  vasta osserv Belo.
Allora sar meglio cominciare al pi presto ritorse Nathair, con voce aspra.
Manca qualcuno intorno a questo tavolo not Belo. Qualcuno che, a quanto ho sentito, si  unito alla tua alleanza. La regina Rhin.
Verr replic Calidus. Sta rendendo sicuri i suoi confini, ma quando la chiameremo verr, e porter con s una possente banda di guerra.
Allora ci sono lotte intestine comment Belo, poi fiss esplicitamente Nathair. Corre voce che altri regni stiano faticando a mantenere l'ordine nei loro confini. Ho sentito pronunciare la parola ribellione, connessa a Tenebral. C' qualcosa di vero in questo?
C' stato... cominci Calidus
La rivolta  stata schiacciata lo interruppe Nathair. La mia prima-spada mi ha informato che Tenebral  in pace, e che porter qui i capi di questa cosiddetta ribellione perch possa giudicarli.
Veradis, il tuo risolutore di problemi.
 stato Veradis a decapitare Mandros, che era cugino di Belo.
Proprio cos conferm Nathair, lo sguardo fisso su Belo, che diede il primo segno di una qualche emozione, un serrarsi della mascella e socchiudersi degli occhi.
Credo sia tempo che ci ritiriamo disse quindi. Hai esposto con chiarezza cosa desideri che facciamo. Gundul e io ne discuteremo a lungo.
Non  sufficiente ribatt Nathair. Calidus gli pos una mano sulla spalla, ma lui si liber con una scrollata. Non possiamo sprecare tempo. Devo avere la vostra risposta adesso. Entro oggi.
Belo fece spallucce e si alz, spingendo rumorosamente indietro la sedia. Non sempre si ottiene quello che si vuole dichiar. Per quanto mi riguarda, non sono certo che consiglier al mio re di dare ascolto a un uomo che non riesce a mantenere l'ordine neppure nel suo stesso regno. Vieni, Gundul aggiunse, toccando il braccio del giovane re.
Fermati ingiunse Nathair, in tono sommesso ma con voce che grondava veleno.
Belo si ferm, e per un momento guard Nathair con l'ira negli occhi.
Tu non dai ordini a noi, re di Tenebral. Questo  un consiglio fra pari, e io prendo ordini da mio re, non da un arrampicatore sociale con un titolo sbiadito, un regno nel caos e la reputazione di assassinare re. Avanti, Gundul, andiamo...
Sumur, uccidi questa spina nel mio fianco ordin Nathair.
Sumur si mosse senza un secondo di esitazione, aggirando con calma il tavolo nel portare la mano sopra la spalla, verso l'impugnatura della spada.
Questo non  divertente scatt Belo. Non intendo lasciarmi intimidire. Ulfilas vide il suo sguardo spostarsi fra Nathair e Sumur.
La mia pazienza si  esaurita. Non intendo ascoltare oltre la tua lamentosa opposizione ribatt Nathair
Sumur estrasse la spada con uno stridio.
Questo  un consiglio fra alleati protest Belo, paura e incredulit che si mescolavano nella sua voce. Indietreggi di qualche passo e port a sua volta la mano alla spada.
Non sei un mio alleato sottoline Nathair. Non sei stato tu a giurare, ma Gundul.
Questo  oltraggioso sbrait Belo.
Sumur continu ad avanzare, oltre il tavolo.
Alric chiam Belo con voce ora pervasa di panico, e lo scudiero alle spalle di Gundul si mosse, spostando lo sguardo fra il suo re e Belo.
Alric, ora! url Belo, e lo scudiero si par di fronte a Sumur, estraendo la spada.
Sumur incurv un labbro, ruot la spalla, e la sua spada scatt in fuori. Lo scudiero si mosse troppo lentamente e barcoll contro il seggio di Gundul, gorgogliando per il sangue che gli fiottava dalla gola.
Sumur continu ad avanzare.
Belo estrasse la spada e indietreggi fino a trovarsi contro una colonna. Sumur lo raggiunse e vibr un fendente dall'alto, a due mani. Belo lo blocc, ma Ulfilas sent il rumore inconfondibile di ossa che si rompevano e sussult, nonostante la sua familiarit con la battaglia.
Gli ha spezzato i polsi.
Belo strill, e la spada gli cadde dalle dita d'un tratto prive di forza.
Nessuno  tanto forte.
Sumur sollev la spada e colp ancora, troncando l'urlo di Belo, poi ancora, producendo un rumore di carne lacerata e di altre ossa che si rompevano.
Basta cos! grid Calidus. Sumur si immobilizz e si guard indietro da sopra la spalla, il volto schizzato di sangue. Ne lecc via una goccia dal labbro superiore.
Il silenzio era sceso sulla camera, con gli altri re che fissavano la scena inorriditi e Gundul con lo sguardo fisso sul cadavere di Belo. Il giovane re gemette.
Intendevo farlo pi tardi, sospir Calidus ma forse questo  il momento pi adatto. Segnal di aprire le porte della sala dei banchetti. Ulfilas pens di contestare quell'ordine, poi guard verso il mucchio di carne e di ossa che era stato Belo e decise di muoversi, segnalando ai suoi uomini di aprire le grandi porte. La luce del giorno fiott all'interno insieme a un vento tagliente, poi ci fu un rumore di passi ed entrarono numerosi guerrieri, uomini e donne vestiti di nero come Sumur... cento, duecento, e altri ancora. Essi si arrestarono davanti al tavolo del consiglio, gli occhi neri e vuoti.
Questi guerrieri sono un dono per i re miei alleati disse Nathair. Cento per ciascuno di voi, come protezione in questi tempi oscuri e pericolosi.
Protezione da chi? Piuttosto, sono i tuoi sgherri. A Ulfilas la cosa non piacque per niente, e vide che gli altri re e i loro scudieri la pensavano allo stesso modo. Quell'esibizione di violenza era stata sconvolgente, ma solo adesso cominciava a realizzare le conseguenze di tutto questo. Nathair stava assumendo il controllo del consiglio dei re. Se ciascuno dei guerrieri che aveva davanti era abile anche solo la met di quanto lo era Sumur, allora tutti insieme avrebbero potuto fare a pezzi una banda di guerra.
Questo  Isiltir, non Tenebral. Guard verso Jael, nella speranza che lui gli ordinasse di radunare la sua banda di guerra e porre fine a quella cosa, ma Jael si limit a restarsene seduto con la stessa aria sconvolta e spaventata di tutti gli altri.
E adesso, riprese Nathair discutiamo del nostro attacco contro Drassil.

63. Uthas.

Uthas procedeva al fianco di Rhin, con Dun Carreg che torreggiava su di loro in cima alla sua altura, come un rapace appollaiato. Al suono dei corni, la guardia d'onore di Rhin si arrest progressivamente sulla via dei giganti.
Guardia d'onore... Direi che  pi una banda di guerra: cinquecento scudieri di Rhin e cinquanta giganti Benothi. Non  qualcosa che si sia visto spesso in Ardan. Adesso lo chiamano cos, ma per me  sempre stato solo Benoth. C' stato un tempo in cui pensavo che non avrei mai pi rivisto questa terra.
Davanti a loro, Dun Carreg sedeva sulla sua altura; un villaggio di pescatori si allargava ai suoi piedi, tutt'intorno si stendevano pascoli ondulati, e a nord si scorgeva il bagliore di un mare color peltro e si udivano le strida dei gabbiani. Uthas trasse un respiro profondo, assaporando l'aria fredda e salmastra che gli riempiva i polmoni.
Questa un tempo era la tua casa? gli chiese Rhin.
Non la mia casa rispose Uthas. Io dimoravo a Dun Taras, governavo quella parte di Benoth per conto di Nemain. Per venivo spesso qui. Ho... piacevoli ricordi di questo posto.
Non sempre la realt  all'altezza dei ricordi osserv Rhin, sollevando lo sguardo sulla sagoma di Dun Carreg. Vediamo che genere di benvenuto ci ha preparato Evnis. Spron di nuovo il cavallo e si avviarono attraverso il villaggio di pescatori, i cui abitanti si affrettarono a rifugiarsi nelle case non appena videro avvicinarsi Uthas e i suoi compagni. Percorsero la strada tortuosa fino alla fortezza, con gli zoccoli che risuonavano sulla pietra del ponte quando attraversarono l'abisso che separava Dun Carreg dalla terraferma, con il vento che li sferzava in folate violente.
Molti guerrieri erano schierati nel cortile, oltre il Cancello di Pietra, tutti con indosso la loro livrea migliore per accogliere la loro regina. A mano a mano che i guerrieri di Rhin e i giganti varcarono le porte, il cortile si fece ben presto affollato.
Dov' Evnis? chiese Rhin, accigliata, all'uomo che si fece avanti per accoglierla, un capitano di nome Andran.
 andato a sud, mia regina rispose Andran. Ha ricevuto notizie riguardo ai ribelli di Dun Crin.
Quanto dista Dun Crin? domand Rhin, che appariva seccata.
Una decimana di marcia lungo la strada dei giganti replic Uthas. Attraverso Baglun e sul suo lato opposto. Per Dun Crin  sprofondata nella palude.
Rhin annu con aria pensosa. Bene, immagino che lui non ci serva per ci per cui siamo venuti, ma mi sarebbe piaciuto vederlo. Ordin quindi che ci si prendesse cura della sua guardia d'onore e delle cavalcature, e che i suoi guerrieri fossero scortati nella sala dei banchetti e rifocillati.
I tuoi giganti li dovrebbero accompagnare aggiunse.
Questo potrebbe causare problemi obiett Uthas.
Giganti che si aggirano per Dun Carreg... Non succedeva da un migliaio di anni. E le reazioni che questo probabilmente provocher sono il motivo per cui Rhin  venuta con noi.
Loro sono miei ospiti, qui. Qualsiasi disordine si concluder con qualche testa su una picca ribatt lei, a voce abbastanza alta da essere sentita in tutto il cortile.
Questo dovrebbe bastare. La presenza di Rhin, e i suoi ordini, dovrebbero essere sufficienti a garantire la nostra sicurezza.
Eisa, guida tu la nostra gente ordin Uthas. Mangiate, bevete e riposate con i nostri amici. E siate cortesi. Incroci lo sguardo di lei e inarc un sopracciglio. Salach, tu resterai con me.
Ora mi rimetto alla tua guida, Uthas disse Rhin. Andiamo a cercare il tuo Tesoro.
Uthas guid Rhin e Salach lungo le strade di Dun Carreg, sentendosi pervadere da un senso di meraviglia. Nel contemplare le ampie strade pavimentate e gli edifici di pietra che incombevano su di loro, ricord il tempo in cui la sua gente lo osservava da dietro le finestre chiuse e i bambini correvano ridendo per le strade.
Ben presto aggirarono la rocca e si vennero a trovare in un ampio cortile, con una polla abbinata a una fontana che dominava lo spiazzo. Pi avanti, scesero una rampa di gradini fino a una galleria che portava al grande pozzo. Tutto era esattamente come lo ricordava, perfino l'odore umido, lo sgocciolio dell'acqua e l'eco prodotto dal loro ingresso nella stanza circolare, dove il grande buco rotondo scendeva in profondit nelle viscere dell'altura su cui Dun Carreg era stata costruita.
Uthas rivolse un cenno a Salach, che si accoccol accanto al pozzo e allung la mano lungo il condotto di pietra grezza. Annu per indicare che aveva trovato quello che cercava, poi si sent uno scatto seguito da un sibilo, e i contorni di una porta apparvero nella parete alla loro sinistra.
Rhin annu a sua volta in approvazione, e tutti e tre varcarono la soglia.
Lasair ordin Uthas, e la torcia di canne che teneva in mano si accese. Guid quindi gli altri nelle gallerie sottostanti Dun Carreg, sentendo l'eccitazione che gli scorreva nelle vene.
La collana di Nemain, uno dei Sette Tesori.
Calidus lo aveva mandato a cercarle - la collana e la coppa, i Tesori che aveva promesso ad Asroth - e Rhin era l per proteggerlo, perch i locali non avrebbero apprezzato molto il fatto di avere cinquanta giganti Benothi che se ne andavano in giro per l'occidente. I suoi ordini erano di portare i Tesori recuperati a Calidus, a Mikil o in qualche altro luogo pi vicino a Forn e a Drassil.
Drassil. Questo mi porter pi vicino di un lungo passo a reclamare la fortezza per la mia gente. Per tutti i clan. Quel pensiero gli gener un brivido di eccitazione: sedere sul trono di Skald, divenire un condottiero davanti al quale cinque clan si sarebbero inchinati. Si rese conto che stava sorridendo.
Sbucarono in una vasta camera, sulle cui pareti erano affissi sostegni di ferro che reggevano torce spente. Uthas ne accese alcune, generando ombre e luci che presero a danzare per la stanza.
Nel centro della sala c'era una forma accasciata e raggomitolata su s stessa. Era lo scheletro di un wyrm, non molto grande se paragonato a quelli che dimoravano a Murias, ma comunque di rispettabili dimensioni, con brandelli di pelle che pendevano dalle ossa sbiancate.
La testa mancava.
Questo  un taglio netto osserv Salach, inginocchiandosi accanto allo scheletro per indicare il punto in cui la testa era stata staccata dalla colonna vertebrale. Non  stato un morso, ma una lama.
Quindi quaggi ci sono state delle persone, qualcuno ha trovato il modo di entrare. E ha incontrato il wyrm.
Da questa parte continu Salach, precedendoli verso la parte sinistra della camera e un mucchio di macerie coperte da spesse ragnatele. Verso la tomba in cui Uthas aveva visto Nemain riporre il cofanetto contenente la collana e il libro.
 qui che era stato messo il cofanetto disse, levando pi alta la torcia.
Qua e l era possibile vedere la sagoma diroccata di una porta, dove rocce e massi erano crollati a ostruire l'ingresso. Uthas si scambi un cenno con Salach, sentendo un nodo di preoccupazione che cominciava a formarglisi nello stomaco.
Com' successo tutto questo? Un wyrm morto, l'ingresso della tomba crollato.
Nelle macerie c'era un'apertura, abbastanza alta, ma troppo angusta per permettere il passaggio di un gigante; dal momento che non riusciva immaginare Rhin che strisciava in quel pertugio, Uthas pos la torcia e cominci a rimuovere le rocce, imitato ben presto da Salach.
Uthas si immerse nel ritmo del lavoro fisico, e intanto continu a scoccare occhiate a Rhin: la luce delle torce alterava i suoi tratti in un gioco di luci e ombre.
 cambiata, dopo Uthandun. Calidus l'ha umiliata, l'ha coperta di vergogna davanti a tutti noi, e questo non va gi a una donna orgogliosa come lei. Nel corso del viaggio verso sud da Uthandun, attraverso Boscoscuro e in Ardan, Uthas aveva visto a tratti tracce di quel cambiamento: Rhin non era pi tanto calma, era propensa a scatti d'ira e crisi di malinconia.
Adesso d la sensazione di essere pi, e non meno, pericolosa di quanto lo fosse prima. Cosa le ha fatto Calidus?
Cos dovrebbe bastare disse Rhin, distogliendolo dai suoi pensieri. Nel guardare il proprio operato, Uthas vide che adesso nelle macerie c'era un buco abbastanza ampio da permettere anche a lui di passare, chinandosi. Salach raccolse la torcia, impugn l'ascia che portava sulla schiena e varc la soglia, seguito da Uthas e da Rhin.
Si vennero a trovare in una camera circolare, pi piccola di quella da cui erano venuti. Sul fondo c'era una tomba di pietra con il coperchio che giaceva infranto sul pavimento. File di asce di giganti e di martelli da guerra erano disposte lungo il perimetro della stanza, tutte coperte da uno strato di polvere e di ragnatele.
Sono ancora affilate comment Salach, passando il pollice sul filo di una delle asce.
Si avvicinarono alla tomba, passando sul piatto coperchio di pietra che era spaccato in grossi pezzi. Sollevando la torcia, Uthas sbirci nel sarcofago.
Dentro c'era lo scheletro di un gigante con le mani incrociate sul petto, ai piedi frammenti di gusci di uova di wyrm. Ricordando lo scheletro nella camera esterna, Uthas si guard intorno nella stanza, poi torn a guardare nella tomba, scrutandone l'interno con crescente agitazione. Salach si protese in avanti, strapp via la cavit toracica dello scheletro e fece scorrere la mano lungo la base del sepolcro.
Non  qui ringhi Uthas, sentendo i suoi sogni di regnare a Drassil sgretolarsi come sabbia nelle mani.
Fiss Rhin, che lo ricambi, un sospetto che andava intensificandosi nel loro sguardo.
Evnis dissero contemporaneamente.

64. Corban.

Corban sbatt le palpebre quando la botola si apr sopra di lui. Enkara si avvi per prima, tenendo alte le mani, e sopra di lei ci fu un bagliore di metallo che scintillava alla luce delle torce. Corban spinse Scudo su per il pendio, con Tempesta che gli correva accanto, e socchiuse gli occhi nell'entrare in una camera che gli parve luminosa quanto il sole stesso, dopo aver trascorso una decimana in quell'enorme e interminabile galleria.
Ferm il cavallo, intravedendo una serie di figure indistinte disposte in semicerchio intorno a lui. Quando la vista cominci a schiarirglisi, vide che erano Jehar. Essi estrassero la spada e piegarono a terra un ginocchio davanti a lui, chinando il capo nel gridare: Il Seren Disglair!
Per favore, alzatevi disse Corban, smontando di sella.
Erano in dieci, non pi giovani; come Enkara, dovevano avere fra le quaranta e le cinquanta estati.
Credevo avessimo superato questo genere di comportamento. Ho accettato ci che sono, ma che io sia il Seren Disglair, o l'Astro Splendente, o come altro vogliono chiamarmi, questo non significa che la gente si debba inginocchiare davanti a me.
In piedi ordin con maggiore fermezza, accostandosi al pi vicino dei guerrieri e sollevandolo con gentilezza. Gli altri si rialzarono e riposero la spada, fissandolo con occhi pieni di reverenza.
Ben incontrati. Sono onorato di fare la vostra conoscenza continu Corban. Mi hanno parlato molto di voi, e apprezzo la fedelt con cui avete sorvegliato Drassil fino a oggi. Aveva parlato a lungo di questo con Enkara, interrogandola nel corso del lungo viaggio nella galleria riguardo cosa dovessero aspettarsi di trovare al loro arrivo.
Li salut tutti per nome, altra cosa che aveva appreso da Enkara. Pensava che fosse il minimo che poteva fare, in quanto non riusciva neppure a immaginare quanta dedizione ci fosse voluta per trascorrere sedici anni a preparare Drassil per questo momento e poi guardare i loro compagni andarsene, sapendo che sarebbero dovuti rimanere a sorvegliare una fortezza vuota.
E tu devi essere Hamil disse all'ultimo dei guerrieri, un uomo dall'aspetto serio, con le tempie brizzolate e un naso aquilino. Lui chin il capo.
Hamil, abbiamo viaggiato a lungo e siamo in molti. Tu e i tuoi compagni volete per favore aiutare questa gente a insediarsi qui?
Certo, Astro Splendente rispose Hamil.
Corban... Per favore, il mio nome  Corban.
Certo. Ho una domanda.
S.
Dov' Tukul?
Per un momento, Corban non seppe cosa dire. Sentiva ogni giorno la mancanza di Tukul. Pur non essendo stato molto il tempo trascorso insieme, aveva avuto su di lui un impatto immenso.
Poi Hamil guard oltre la spalla di Corban e vide Gar. Lo fiss per un momento e infine sorrise, un'espressione che trasform il suo volto.
Gar, sei tu? chiese.
Gar dapprima ricambi il suo sguardo con occhi vacui, poi sorrise a sua volta, anche se a Corban il suo sorriso parve spento. Comunque, Gar scese di sella e abbracci Hamil, che lo strinse a s con forza e gli batt una pacca sulla schiena.
Oh, quanto sei cresciuto! esclam.
Gi, diciassette anni. Gar scroll le spalle.
Dov' tuo padre? chiese Hamil.
Il sorriso di Gar scomparve, lasciando il posto a un'espressione sconvolta e vuota.
 caduto rispose.
Cosa? No! sussult Hamil. Poi diede una lunga occhiata a Gar e lo abbracci nuovamente. Questo mondo non sar lo stesso senza di lui.
No sussurr Gar.
Ci sono molte persone stanche quaggi intervenne Meical, che stava aspettando pazientemente sul pendio.
Certo, certo annu Hamil prendendo le redini di Scudo e lasciando che Corban si addentrasse maggiormente nella sala. La gente cominci a emergere dalla galleria, un esodo di figure che socchiudevano gli occhi di fronte alla luce. Buddai raggiunse a grandi balzi Tempesta e i due si allontanarono insieme. Adesso che i suoi occhi si erano abituati, Corban si prese un momento per guardarsi intorno, e vide una sala enorme ancora pi grande di quella di Murias in cui era stato custodito il calderone.
La camera aveva una pianta rozzamente circolare, con il pavimento rivestito da lastre di pietra incassate nel terreno e vasti fasci di luce che filtravano all'interno attraverso finestre coperte da cartapecora. Ampi gradini di pietra salivano fino alle grandi porte di legno di quercia e ferro. Quei gradini erano cos lunghi che si sarebbero estesi per tutta la lunghezza della rocca di Dun Carreg, e tanto larghi da sembrare le file di sedili di un teatro o di una tribuna. Ci che per indusse Corban a trattenere il respiro per la meraviglia non fu nulla di tutto questo. In alto, rami spessi quanto tronchi d'albero di Boscoscuro si stendevano attraverso la camera e molti di essi passavano attraverso il soffitto o forse, come pens Corban nel guardare pi attentamente, era il soffitto a essere stato costruito intorno a essi, dato che l'insieme pareva avere una pianificazione ben precisa. Una brezza gentile faceva stormire i rami e le foglie, come se un esercito nascosto stesse sussurrando nell'ombra, sopra di loro. Corban si gir, descrivendo un semicerchio nel tentativo di assimilare ogni cosa, poi si immobilizz, a bocca aperta. In un primo momento non riusc a capire cosa stesse vedendo, quindi si fece pi vicino. Poi cap. Nel centro della camera c'era un tronco enorme, pi ampio della rocca di Dun Kellen, che si levava in alto fino a scomparire nell'ombra del soffitto. La camera in cui si trovava era stata costruita intorno a quel tronco, un cerchio esterno di pietra intorno a uno di legno, linfa e corteccia.
Qualcosa era incastonato nel tronco, alla sua base, dove incontrava il pavimento.
Corban fece scorrere una mano lungo la corteccia, che era dura come il ferro ma non altrettanto fredda. Anzi, si avvertiva un senso di calore, un formicolio alla punta delle dita. Cammin lentamente intorno al tronco, fissandolo con meraviglia, e infine raggiunse la costruzione che aveva visto.
Si trattava di un trono, in parte scolpito nel legno del tronco e in parte in pietra, con i braccioli intagliati nella forma dei grandi wyrm che lui aveva visto sotto Dun Carreg e nella camera del calderone di Murias. Seduto su di esso, accasciato nel suo abbraccio, c'era il cadavere di un gigante: pelle grigia tesa sulle ossa candide, che ne affioravano qua e l, qualche lacero frammento di cuoio o di tessuto. E nel suo petto, piantata attraverso esso e lo schienale della sedia, fino ad affondare in profondit nel tronco, c'era una lancia. La linfa era colata, solidificandosi. Corban fece scorrere una mano lungo l'asta della lancia, che era spessa e liscia, solcata da venature pi scure e aveva una punta di ferro nero all'estremit dell'asta. Quando le sue dita raggiunsero il metallo, Corban ritrasse la mano come se si fosse scottato. Per un momento gli era parso di sentire delle voci, un coro sibilante nella sua testa.
 la lancia di Skald tuon una voce alle sue spalle.
Balur Occhio Solo.
Con questo colpo il nostro sommo re  stato ucciso, le Guerre dei Giganti sono iniziate e lo Scisma  stato sigillato. La tristezza gli grondava dalla voce.
Chi  stato? Chi ha ucciso Skald?
Sono stato io rispose Balur.
Corban sollev lo sguardo su di lui, e vide alcune lacrime scorrere lungo il suo volto duro.
Mille domande gli si accalcarono sulla punta della lingua, ma la voce gli venne meno. Il dolore che traspariva dal volto di Balur era troppo intenso per disturbarlo.
Le domande dovranno aspettare.
Per un po' sostarono in silenzio mentre la banda di guerra si riversava fuori dal tunnel sottostante Drassil come una colonna di formiche che marcia fuori del nido.
Ethlinn gli si ferm accanto, sull'altro lato.
Vieni, Astro Splendente, lascia che Balur ci mostri Drassil, prima e pi grande fra le roccaforti dei giganti.
Tu non l'hai mai vista prima?
No. Sono nata in Benoth, e come te ne ho sentito parlare soltanto nelle storie.
Venite, allora grugn Balur.
Corban percorse le strade ed esplor i cortili di Drassil in uno stato di meraviglia crescente. La fortezza era costruita intorno a un albero, anche se si trattava di un albero le cui dimensioni erano tali che lui le avrebbe ritenute impossibili. Il tronco principale era pi spesso e pi alto di qualsiasi costruzione lui avesse mai visto, pi simile a una montagna che si leva verso il cielo che a una cosa di legno e corteccia, con i rami pi alti che parevano spingersi a toccare le nuvole. Altri rami crescevano tutt'intorno al tronco, con le torri e le pareti di pietra che salivano a spirale, quasi fossero stati disposti dall'immaginazione senza limiti di un dio-bambino. Qua e l il terreno era sfregiato e squarciato dalle radici che ne emergevano come le antiche nocche nodose di un gigante addormentato.
Hamil sbuc da una strada laterale e si diresse in fretta verso Corban.
Abbiamo lavorato duramente per preparare Drassil per il vostro arrivo disse. Indossava la consueta cotta di maglia scura dei Jehar, su una tunica di lino nero, ma appariva meno severo della maggior parte dei Jehar che Corban aveva conosciuto.
Vi sono grato per il vostro impegno rispose. Questo parve rendere incredibilmente felice Hamil, che si assunse con gentilezza il ruolo di guida, indicando dove i viticci erano stati rimossi dalle mura e queste ultime riparate, e spiegando come avessero tracciato mappe del labirinto di catacombe che si stendeva sotto la fortezza e sotto la foresta di Forn. Poi oltrepassarono una manciata di tumuli.
Quelli sono nuovi osserv Balur.
S. Sono stati innalzati sui nostri compagni Jehar che sono morti qui. Siamo rimasti quaggi per sedici anni, come i Cento. Alcuni sono morti di malattia, altri hanno incontrato i predatori di Forn. Daria, la madre di Gar,  laggi.
Corban guard i tumuli, lastre di pietra punteggiate di muschio e pallidi fiori. Non aveva mai pensato che Gar potesse avere parenti altrove. Quell'uomo era stato una parte integrante della sua vita, ed era strano pensare che avesse avuto una vita in un altro luogo.
Laggi c' il cortile delle fucine spieg Hamil. I tuoi giganti erano molto organizzati; niente  sparpagliato, tutto  al suo posto aggiunse.
Balur si limit a grugnire.
Durante la nostra permanenza qui abbiamo usato sempre e soltanto una fucina, ma sono tutte pronte all'uso.
Grazie replic Corban. Ci serviranno tutte.
Da questa parte esort Balur, cambiando direzione.
Ah. Hamil sorrise, ma non aggiunse altro.
Balur li guid fino a un'ampia porta ad arco a due battenti, e per un momento rimase fermo l, con la mano sulla maniglia, a testa china. Dentro era tutto coperto di polvere, con la luce che si riversava su ragnatele spesse come funi. Balur entr per primo, e gli altri lo seguirono.
Era un'armeria, vasta quanto la sala dei banchetti di Dun Carreg, con rastrelliere piene di armi disposte lungo le pareti: asce, martelli da guerra, ance, spade lunghe, daghe. Lungo la parete di fondo c'erano cotte di maglia e armature di cuoio, corazze, protezioni per le spalle e per le braccia. Balur sorrise.
Rimasero l per un po', con Balur che camminava lungo ciascuna parete, facendo scorrere le dita lungo l'impugnatura delle asce e la testa dei martelli come se stesse salutando vecchi amici. Poi si ferm, sfil una lancia da una rastrelliera e la lanci a Ethlinn, che l'afferr con una mano e la fece ruotare, le ragnatele che schizzavano in ogni direzione dall'estremit dell'asta, coperta da una punta di metallo. Corban si arrest davanti a una daga, la cui lama era pi larga e probabilmente un po' pi lunga di quella della sua spada. Fece scorrere il pollice lungo il filo della lama e lo ritrasse insanguinato.
Posso averla? chiese a Balur.
Certamente rispose il gigante.
Corban sfil la daga dalla rastrelliera e cerc un fodero di cuoio che vi si adattasse.
Per Farrell, per quando dovr staccare la testa a qualche Kadoshim.
A malincuore, lasciarono la camera e si addentrarono in un cortile circondato da centinaia di edifici di pietra che sembravano pi che altro una fila di stalle, anche se pi alti e larghi.
I recinti degli orsi disse Balur.
Adesso quei recinti erano un alveare di attivit, e a quanto pareva se ne stava facendo buon uso. Corban not alcuni dei Jehar rimasti a custodire la fortezza impegnati a organizzare la conversione degli edifici in stalle per i cavalli, togliendo i finimenti agli animali, strigliandoli e rifornendoli di acqua e di cibo.
Una fila di recinti era stata costruita a ridosso di un alto muro, ricoperto da uno spesso strato di viticci e fiori viola. Hamil li guid attraverso il cortile, fino a una serie di gradini incassati nel muro. Mentre si accingevano a salirli, Meical usc da una stalla, li vide e li segu.
La vista che si aveva dalla cima non risult essere quella che Corban si era aspettato.
I rami del grande albero di Drassil si allargavano al di l del muro e proiettavano chiazze d'ombra sul vasto prato che circondava la fortezza, un ampio spazio aperto... o un'area in cui abbattere i nemici allo scoperto.
Quello non  naturale osserv, indicando il prato.
Non lo  conferm con orgoglio Hamil.  stata un'iniziativa di Tukul, e ci abbiamo impiegato molti anni a sgombrare il terreno dagli alberi e dal sottobosco per un tratto cos ampio. Sul lato sud della fortezza abbiamo campi coltivati a grano, mais e segale. Il raccolto  stato buono.
Un'impresa incredibile comment Meical.
Infatti convenne Corban. Questo ci sar estremamente utile se Nathair e Calidus ci attaccheranno qui.
Lo faranno dichiar Meical.
Ne sei certo? Corban si volt a fissare il Ben-Elim.
S.
Corban trasse un profondo respiro. Sono stato cos concentrato sul riuscire ad arrivare qui che ho pensato ben poco a cosa faremo ora che siamo arrivati. Dobbiamo discuterne.
Infatti replicarono all'unisono Meical e Balur, mentre Hamil annuiva.
Per adesso, per, insediamoci nella fortezza, troviamoci ciascuno un posto qui e riposiamo. Presto stabiliremo i nostri piani.
Una pallida luce grigia cominciava a filtrare nella sua stanza quando Corban si svegli, sentendosi turbato. Quella era la prima notte passata in un letto da quando aveva lasciato Dun Taras con la banda di guerra di Domhain, e tuttavia aveva dormito male.
 stato un anno fa. Eppure la schiena mi fa pi male adesso, dopo una notte su un materasso imbottito di piume d'oca e crini di cavallo, di quando dormivo sistemato alla meglio sul terreno.
La sua notte di sonno agitato non era per dovuta soltanto al materasso. Aveva sognato di nuovo l'Oltremondo. Come la volta precedente, si era trovato a camminare in una verde vallata, con davanti un lago dalle acque pure e immote e alle spalle erte alture che si levavano a sfiorare le gonfie nubi rosso sangue.
Questo gli era parso strano. Il suo ricordo dell'Oltremondo era di un luogo in cui ogni cosa - terra, fiumi e cielo - era grigio, mentre quel posto era tutto colori intensi. Aveva continuato a girovagare, mentre la bellezza del luogo gli infondeva un senso di calma tranquillit. Poi aveva visto Meical volare sopra di lui, battendo con forza le ali bianche. In qualche modo, aveva saputo che si trattava di Meical, anche se era troppo lontano per distinguerne i lineamenti, e si era ricordato le parole che il Ben-Elim gli aveva rivolto, riguardo il fatto che Asroth gli dava la caccia e i Kadoshim che infestavano l'Oltremondo. Promettimi che se ti troverai di nuovo l ti nasconderai e non ti muoverai. I Kadoshim di Asroth volano alti, e ti scorgeranno prima che tu possa vedere loro.'
Quindi aveva trovato riparo sotto un acero rosso, si era seduto e aveva guardato Meical andare a posarsi sull'altura che aveva davanti. Gli era parso di intravedere altre figure dalle ali bianche che venivano ad accoglierlo, ma poi erano scomparse tutte in un buco nero nella parete. E poi...
Poi mi sono svegliato.
Si vest in fretta, allacciandosi la cintura con la spada e fermandosi sulle spalle il mantello di pelo di wolven. Poi sent che qualcosa non andava. Nel guardarsi intorno si rese conto che Tempesta non era con lui, e ricord di averla cercata quando si era svegliato durante la notte, sentendo la sua mancanza. Forse questo aveva contribuito ad alimentare la sua inquietudine.
Probabilmente sar in esplorazione, impegnata ad annusare ogni angolo di questo posto. Tuttavia, era una cosa insolita, e avrebbe preferito averla al suo fianco. Nell'aprire la porta si trov davanti Gar con il pugno gi sollevato per bussare.
La danza delle spade si limit a dire lui a titolo di spiegazione, poi si volt e si allontan. Corban lo segu, sentendo il rumore dei propri passi echeggiare nel corridoio vuoto.
Come ogni altra cosa in quella leggendaria fortezza, la corte delle armi di Drassil era enorme, perlopi uno spiazzo di terra battuta ed erba, anche se da un lato c'era un'area pavimentata con lastre di pietra. Alcuni contenitori erano pieni di spade da addestramento, anche se i Jehar utilizzavano soltanto quelle ricurve, e c'erano rastrelliere piene di scudi e di lance, come pure una fila di bersagli di paglia disposti lungo l'estremit pi lontana del campo.
Non  poi cos diversa dal Campo del Sorbo di Dun Carreg.
La caligine dell'alba aderiva ancora al terreno, l'aria era gelida e intrisa di umidit, e in alto il cielo sembrava premere su di loro, coperto di nuvole rigonfie di pioggia. Mentre si affrettava a seguire Gar, Corban vide Coralen ferma accanto a Kulla e a Enkara, che stava mostrando loro una rotazione combinata della spalla e del polso. Riconobbe quella mossa come una tecnica che Gar gli aveva insegnato qualche tempo prima, un modo per imprimere l'impulso finale a un fendente a due mani.
Le tre donne sollevarono lo sguardo quando lui si avvicin.
Coralen, hai visto Tempesta?
Non la vedo da ieri rispose lei.
Corban si accigli. Neppure io. L'ultima volta che l'ho vista  stato subito dopo che siamo usciti dal tunnel.  corsa via con Buddai.
Coralen inarc un sopracciglio.
Allora credo di sapere dove sono, o almeno cosa stanno facendo.
Cosa vuoi dire?
Credo che Tempesta sia in calore.
Cosa?
Per un momento, Corban sbatt le palpebre, interdetto, non riuscendo a capire. Poi afferr il senso delle parole di Coralen.
In calore? Tempesta e Buddai stanno facendo dei cuccioli? Riflettendoci, la cosa era talmente ovvia che quasi si assest una manata sulla fronte. Il suo cambiamento di umore, il modo in cui giocava con Buddai... Ma certo, per i wolven  la stagione del calore, ma io non mi sono accorto di niente, ero troppo impegnato per notare quanti mi circondano. E adesso lei  corsa via con Buddai.
Ci pens su per un momento, poi sorrise. Faranno degli splendidi cuccioli. O saranno piccoli wolven?
Corban chiam Gar, e quando lui si affrett a raggiungerlo gli gett una spada da addestramento.
Corban adorava la danza delle spade: era come un vecchio amico, o un posto preferito, come la radura della roccia del giuramento nella foresta di Baglun, un luogo in cui poteva andare per sentirsi al sicuro e a suo agio. Una volta che ebbe sollevato la spada, impugnandola a due mani nella posizione del falco in picchiata, tutto il resto parve scomparire. Non ricord neppure i passaggi da una figura alla successiva, fluendo dall'una all'altra come un liquido scuro. La danza termin con un affondo e un grido, un proiettarsi in avanti che partiva dalle caviglie e terminava con la sua lama che trapassava il cuore di un avversario immaginario.
Mentre il grido risuonava ancora nell'aria, Corban sbatt le palpebre e si guard intorno, il sudore che gli gocciolava lungo il naso. La corte delle armi era piena di gente, pareva che ogni singola persona che aveva viaggiato con lui fino a Drassil fosse l. Vide Balur e gli altri Benothi, la gente dei villaggi di Narvon, Wulf e i superstiti della tenuta di Gramm, Javed e i rematori delle navi dei Vin Thalun. Tutti mescolati gli uni agli altri. Qualcosa di bianco si mosse, e per un momento lui pens che fosse Tempesta, ma poi si rese conto che si trattava di un animale molto pi piccolo - il terrier, con Haelan fermo accanto a lui.
Tutti lo fissavano, e nel guardarsi intorno, Corban si rese conto di come formassero una banda di guerra unica e varia, che comprendeva cos tanti punti di forza e specializzazioni.
Siamo una forza da temere.
Questa  la corte delle armi si trov a gridare. Venite, unitevi a noi, perch qui forgeremo la banda di guerra che uccider il Sole Nero e i suoi seguaci, e liberer le Terre dell'Esilio.
E questo da dove mi  uscito?
Intorno a lui scese il silenzio, poi si lev un possente ruggito, che Corban sospett essere partito da Farrell e da Dath, ma che and crescendo fino a trasformarsi in un suono pi assordante del ruggire di cento draig. Quando quel clamore si spense e la gente cominci ad addentrarsi nella corte delle armi, Corban si diresse verso Balur, seguito da Gar.
Anche se sono l'Astro Splendente, non mi permetter di cavarmela senza un duello di esercitazione.
Balur, ti vorrei chiedere una cosa disse.
S rispose il gigante, aggrottando le sopracciglia sopra l'orbita sfregiata dell'occhio mancante.
Tu e la tua gente sareste disposti a esercitarvi con noi?
 una cosa saggia? domand Gar.
Una valida domanda tuon Balur.
Alla tenuta di Gramm abbiamo combattuto contro alcuni giganti. A Murias ho visto i Benothi combattere al fianco dei Kadoshim. Suppongo quindi che ci troveremo ancora ad affrontare altri giganti.
Se possibile, le sopracciglia di Balur si contrassero ancora di pi e sporsero maggiormente sulla fronte.
Quindi vuoi che vi insegni come uccidere i giganti?
S. Corban scroll le spalle. Non la prenderei sul personale, se fossi in te... Ci esercitiamo gi a ucciderci a vicenda, noi uomini. Lanci uno sguardo ai Jehar presenti sul campo, molti dei quali erano donne, poi lo spost su Coralen, che stava eseguendo una mossa particolarmente letale, che termin con Farrell steso a terra supino e lei che gli puntava la spada sotto la mascella. E donne aggiunse.
Balur lo fiss con occhi roventi, poi le sue sopracciglia si rilassarono.
Mi stavo domandando se me lo avresti chiesto. La risposta  s,  una cosa saggia. Ci eserciteremo con voi, anche se forse dovreste prima costruirci delle armi da esercitazione, asce e martelli da guerra delle dimensioni che noi usiamo.
Ecco, non  che qui ci sia carenza di legname sorrise Corban.
Il volto di Balur si contorse, e Corban impieg un momento a rendersi conto che il gigante gli stava sorridendo.
Hamil si avvicin a Gar e gli sussurr qualcosa all'orecchio. Lui si accigli, e Hamil gli indic i Jehar, che si erano raccolti in un approssimativo semicerchio e parevano essere tutti presenti.
Cosa succede? chiese Corban.
I Jehar scelgono un nuovo capo spieg Gar, ancora corrucciato.
Tukul non c' pi disse Hamil. Noi seguiamo te, Astro Splendente, ma fra noi ci deve essere un signore.  sempre stato cos.
S. Ma allora perch sei cos accigliato? chiese Corban a Gar.
Akar ha avanzato la propria candidatura rispose Hamil, quando Gar rimase in silenzio.
I due si allontanarono verso il raduno dei Jehar, e dopo un momento di esitazione, Corban li segu.
I trecentocinquanta Jehar erano raccolti in cerchio, con Akar in piedi nel centro.
Come funziona? chiese sottovoce Corban a Hassil.
Un guerriero viene candidato, o si candida da s. Se c' pi di una candidatura,  la corte delle spade a decidere.
Corban guard verso Akar, severo e risoluto, in piedi nel centro del cerchio.
Ho atteso il tempo prescritto grid questi, guardando verso il sole. Nessuno si  presentato o ha candidato un altro.
 un grande guerriero, l'ho visto combattere e ha dimostrato molte volte il suo valore durante il nostro viaggio fin qui. Inoltre ha guidato una compagnia e ha dimostrato di avere doti di comandante. Per si  lasciato ingannare da Nathair, ha combattuto per lui. Corban si accigli, turbato all'idea che Akar rivestisse la carica di Tukul. Ma chi altri potrebbe prendere il posto di Tukul? Nessuno.
Tranne Gar.
Lo penso solo per via di quanto sono vicino a Gar? Immediatamente, comprese che la risposta era negativa. Amava Gar come un fratello e un padre combinati in una sola persona, ma la di sopra e al di l di questo sapeva che lui era un grande uomo, che meritava di comandare.
Qualcosa ti turba? gli domand Hamil.
Credo che Gar dovrebbe essere il vostro signore rispose Corban.
Un sorriso incurv la bocca di Hamil. Candido Garisan figlio di Tukul grid poi, con voce stentorea.
Akar si gir di scatto verso di lui, come fece ogni altro Jehar presente. Tutti tranne Gar. Corban vide il suo amico chinare il capo e poi sollevare lo sguardo su Hamil. Non ne sono degno comment.
Lui non ne  degno ribad Akar. Ho trascorso la vita a Telessar, sono pronto a essere nominato capitano dei miei compagni e ho gi guidato guerrieri in battaglia. Sono addestrato e ho dimostrato cosa valgo.
Un altro  stato candidato ribatt Hamil. Il tempo delle parole  passato, e solo la corte delle spade pu decidere la cosa.
Se lui accetta la candidatura sottoline Akar, spostando lo sguardo su Gar.
Gar guard Hamil, fece scorrere lo sguardo sulla folla, e infine lo appunt su Corban.
Tu sei degno gli disse lui. Nessuno lo  pi di te.
Gar sospir e annu. Accetto dichiar, e avanz nel cerchio per pararsi davanti ad Akar.
Hamil usc a sua volta dalla folla.
Akar figlio di Yeshua, sei disposto a confrontarti con Garisan figlio di Tukul nella corte delle spade?
S rispose Akar. Lui  stato contaminato dal mondo, rammollito e indebolito. Non  in condizione di guidare i Jehar.
Quelle parole destarono l'ira di Corban, che dovette lottare per tenere la bocca chiusa.
Garisan figlio di Tukul, sei disposto a confrontarti con Akar figlio di Yeshua nella corte delle spade?
Gar era fermo davanti ad Akar, a testa china. Poi sollev lo sguardo a incontrare quello dell'avversario.
S, rispose perch mio padre non voleva che Akar guidasse i Jehar.
Nel sentire quelle parole, Akar si accigli. Le parole di un uomo morto dovrebbero rimanere con lui nella tomba.
Gar estrasse la spada.
Cosa?
Ma cosa stanno facendo?
Perch Gar ha fatto questo? sussult Corban, afferrando Hamil per un braccio.
Perch suo padre lo avrebbe voluto.
Akar intanto estrasse a sua volta la spada, gettando il fodero da un lato.
No, perch usano armi vere?
Questo  un duello all'ultimo sangue spieg Hamil.
Ci fu una pausa, la calma prima che la violenza della tempesta si scateni, prima che le ali della morte si avvicinino.
Corban entr nel cerchio.
No disse.
Tutti lo fissarono.
Voi due non combatterete all'ultimo sangue grid. Le forze di Asroth e del Sole Nero sono pi numerose delle nostre e minacciano di sopraffarci. Ho bisogno di ogni guerriero in grado di impugnare una lama, e di due Jehar con una vita di addestramento del loro talento... Scosse il capo.  uno spreco. Non intendo perdere nessuno di voi due a causa di questa decisione.
Entrambi gli uomini lo fissarono.
Cosa vorresti che facessimo, allora? domand Gar. Questa  una cosa che deve essere decisa.
Che sia uno scontro al primo sangue rispose Corban. Oltretutto, questo dar prova di un talento ancora maggiore.
I due continuarono a fissarlo, poi annuirono.
Allora cominciate esort Corban, e si ritrasse in mezzo alla folla.
I due avversari sollevarono la spada e attaccarono senza ulteriori indugi.
Le lame cozzarono in una raffica di colpi vibrati da entrambi, senza che nessuno dei due cedesse terreno. Poi Gar accorci le distanze e sferr un calcio al ginocchio di Akar. Questi barcoll all'indietro, e per un momento il suo volto freddo si contorse in un'espressione di sorpresa e rabbia. Gar lo incalz, attaccando in una lunga e spietata combinazione di fendenti e affondi alla testa, al collo, all'inguine, al ventre, al cuore e alla testa... Corban riconobbe ogni singolo colpo, ogni mossa che si trasformava in quella successiva con la fluidit di una canzone.
Akar si mise sulla difensiva, una cosa che i Jehar facevano di rado, e prese a cedere terreno con passo strascicato, favorendo la gamba offesa.
Sentendo una presenza alle proprie spalle, Corban si guard indietro rapidamente e vide che si stava formando una vera folla, perch a quanto pareva ogni uomo, donna e bambino presente nella corte delle armi era stato attratto dal cozzare delle lame.
Gar non rallent il ritmo e la difesa di Akar cominci a tradire stanchezza, a farsi scoordinata mentre lui cercava disperatamente di parare ogni colpo.
Improvvisamente, Gar si ferm, indietreggi di un passo e si spost lentamente intorno ad Akar.
Hai ragione nel dire che il mondo mi ha toccato, modellato afferm senza mai distogliere lo sguardo da Akar, mentre gli camminava intorno; intanto l'altro guerriero approfitt di quella tregua per ritrovare l'assetto e riportare il respiro sotto controllo.
Per ti sbagli nel dire che questo mi ha reso pi debole. Gar torn a farsi avanti e a calare la spada con un rimbombante clangore di acciaio. Questa volta, Akar non cedette terreno, e i due si confrontarono in una pioggia di affondi, blocchi, fendenti e parate, senza che nessuno dei due riuscisse a superare la guardia dell'altro, ogni parata che si trasformava in un nuovo attacco, a sua volta bloccato. Colpo su colpo, si fecero sempre pi vicini, finch si ritrovarono con le spade incrociate sopra di loro che generavano una pioggia di scintille, ciascuno con i piedi saldamente piantati per terra e il peso del corpo che gravava sulla lama mentre entrambi si fissavano con il sudore che colava. Poi Gar proiett di scatto la testa in avanti, sferrando ad Akar una testata al naso. Schizz il sangue e Akar barcoll all'indietro di un passo. Gar gli agganci la caviglia con un piede, e un momento pi tardi Akar era steso a terra con il sangue che gli colava lungo il mento e la spada di Gar che si librava su di lui.
Corban esal il fiato che non si era reso conto di aver trattenuto fino ad allora. Coralen ha usato quella mossa con me un centinaio di volte, e alla fine io ho imparato a usarla a mia volta con lei. A quanto pare, Gar deve averci osservati mentre ci esercitavamo.
Stai sanguinando disse Gar. Ti arrendi?
 stata una mossa poco ortodossa, qualcosa che probabilmente questi Jehar considerano indegno di loro. Ma come dice sempre Coralen... quando sei morto, sei morto.
Akar fiss Gar, sul suo volto una serie di emozioni che lottavano per il predominio. Alla fine qualcosa in lui si ammorbid, e annu.
Il primo sangue  tuo ammise. Mi arrendo.
Il mondo mi ha toccato, ma mi ha reso pi forte, non pi debole afferm Gar con il respiro affannoso. Ora dammi la mano, fratello.
E protese il braccio.
Ci fu un momento di esitazione, poi Akar lo accett. Un ruggito di approvazione si lev da quanti erano accalcati intorno, un coro a cui si unirono perfino i giganti, e la voce di Corban si perse nel clamore generale. Poi Akar pieg il ginocchio a terra davanti a Gar e gli baci la mano. Altri Jehar si inginocchiarono a loro volta, mentre Gar li fissava con espressione leggermente imbarazzata.
Adesso sa come mi sento.
Rialzandosi, Hamil si avvicin a Gar, gli prese il polso e gli lev in alto il braccio.
Garisan figlio di Tukul! grid con voce possente. Signore dei Jehar.

65. Maquin.

Maquin oscillava sulla sella, mantenendo l'equilibrio con le ginocchia perch aveva le mani legate dietro la schiena. A venti passi di distanza, sulla sua destra, scorrevano le acque scure di un ampio fiume, e a nord poteva intravedere alcuni picchi incappucciati di neve, da cui giungeva un vento che faceva sussurrare l'erba alta e permeava l'aria di un lieve senso di gelo. Rabbrivid. Stava viaggiando come parte di una grande colonna di guerrieri - quasi seimila - che procedevano davanti e dietro di lui, le bande di guerra congiunte della guardia dell'aquila di Veradis e dei Vin Thalun di Lykos, insieme a una guardia d'onore di Ripa che circondava Krelis, Ektor, Fidele, Peritus e Alben. Pi avanti, intravide i due giganti - di nuovo prigionieri, proprio come lui - che con i loro lunghi passi mantenevano l'andatura delle guardie dell'aquila a cavallo incaricate di sorvegliarli.
Era trascorsa oltre una luna da quel giorno sul campo antistante le mura di Ripa, quando il mondo si era ribaltato. Due bande di guerra schierate contro Lykos, numericamente superiori nella misura di due contro uno: uccidere il signore dei Vin Thalun era parsa una cosa inevitabile.
E poi era arrivato Veradis.
Mentre se ne stava nella tenda dell'incontro e ascoltava Veradis esporre le proposte di Nathair, qualsiasi speranza avesse mai avuto che Lykos potesse essere giudicato e condannato si era dissolta. E poi c'era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Dopo tutto quello che Lykos aveva fatto a Fidele, vederlo alla sua presenza, sentire come la provocava...
Credevo di avere un totale autocontrollo. A quanto pare mi sbagliavo.
Alle sue spalle risuon un rumore di zoccoli e Lykos entr nel suo campo visivo, sulla sinistra. Maquin tenne lo sguardo fisso davanti a s, rifiutandosi di guardarlo.
Come stiamo oggi? chiese Lykos.
Maquin serr le labbra.
Riesci a stare diritto sulla sella?
Maquin aveva la schiena e le costole coperte di lividi violacei, e ogni respiro gli causava un'ondata di dolore.
Ho almeno una costola incrinata.
Inoltre, quando aveva svuotato la vescica, quella mattina, aveva visto tracce di sangue nell'urina. Serr i denti e nascose la propria sofferenza. Non avrebbe dato a Lykos la soddisfazione di sapere quanto essa fosse intensa.
Ho sopportato di peggio e senza dubbio sopporter di peggio in futuro, se Lykos potr avere voce in capitolo.
Questo  stato solo un assaggio di quello che verr sibil il pirata. Mi sorvegliano, sai. Quella cagna ha raccontato delle storie sul mio conto a Veradis, e anche se lui al momento non  del tutto in s, mi sorveglia. Quindi, niente lividi che non possano essere nascosti dal vestiario, niente ossa rotte, e niente dolore tale da impedirti di cavalcare... per ora.
Per un po', Lykos procedette in silenzio accanto a lui, quasi fossero vecchi amici.
In realt, quello che aspetto con anticipazione  il momento in cui potr avere sia te che Fidele incatenati nella stessa stanza. La riavr, vedi, ma prima che si possa tornare allo stato di cose di prima lei dovr essere punita. Dovr insegnarle le conseguenze delle sue azioni.
Maquin serr i pugni, un fluire involontario dei muscoli che aggir il controllo della sua mente cosciente. Quando si rese conto che il suo corpo lo stava tradendo, cerc di porre fine alla cosa, impose alle sue dita di rilassarsi, ma era troppo tardi: Lykos lo aveva notato. Scoppi in una risata, intima e sommessa.
Adesso hai un punto debole, vecchio lupo. Fidele ti ha incantato, questo  chiaro. Dopo che l'avr punita e avr imparato la lezione, quando l'avr di nuovo nel mio letto, forse ti permetter di guardare.
Avrei dovuto portarla fuori da quella tenda e fuggire con lei in quel preciso momento, invece di inseguire Lykos come un berserker assetato di sangue.
Superarono una salita e davanti a loro, su una collina accanto a un lago, apparve Jerolin, con la torre e le mura nere che scintillavano sotto la debole luce del sole.
Ah, bene comment Lykos, con un sorriso perfido. Stanotte avrai una stanza, invece di una tenda. Spesse mura di pietra che soffocheranno le tue urla.
Non se potr evitarlo.
Maquin non aveva mai urlato durante le visite di Lykos. Aveva grugnito, sussultato, serrato i denti e si era morso la lingua, ma non aveva fiatato nonostante tutti gli sforzi di Lykos. Una voce nella sua testa gli diceva che stava agendo da stupido... Urla, e Lykos la smetter, per timore di attirare l'attenzione. Ma non lo aveva fatto, perch sapeva che i Vin Thalun erano l fuori con le orecchie tese, in attesa di sentire il loro signore spezzare il vecchio lupo. A ogni visita notturna, Lykos si era fatto un po' pi disperato, un po' pi frenetico, e Maquin aveva capito che i suoi guerrieri stavano commentando a bassa voce, intorno ai loro fuochi da campo.
Lykos si protese maggiormente verso di lui. Presto ti spezzer sussurr.
Mai.
Maquin fiss l'arena di combattimento, sulla pianura antistante Jerolin, ricordando l'ultima volta che era stato l. Il suo scontro con Orgull nel cerchio, la ribellione, il caos, la lotta con Deinon e Lykos, la fuga con Fidele...
Il suo cavallo venne guidato nelle stalle, dove alcune mani lo tirarono gi di sella e lo scortarono poco cerimoniosamente verso un gruppo di edifici vicini alla rocca. L venne spinto in una stanza di pietra, e la porta si chiuse rumorosamente alle sue spalle.
Il raggio di luce solare che filtrava da una finestra in alto sulla parete si spost lungo la stanza con il giungere e il passare dell'altosole, scivolando poi verso il tramonto. Maquin sent voci soffocate e un rumore di piedi calzati da stivali fuori della sua porta, vide il bagliore arancione della luce delle torce filtrare dalle fessure quando il crepuscolo ammant lentamente il mondo per poi cedere il passo all'oscurit.
Nessuno venne nella sua stanza.
Lui verr.
Avvert un fugace fremito di timore al pensiero di cosa lo aspettava, ma lo soffoc immediatamente.
Tanto vale che riposi, finch non comincia il ballo.
Adagi la testa sulla panca e chiuse gli occhi.
Fu svegliato dal rumore della chiave nella serratura, poi Lykos entr, delineato dalla luce della torcia che un guerriero teneva alta alle sue spalle.
Buonasera lo salut cordialmente Lykos, mentre due, e poi tre scudieri lo seguivano nella stanza, prima che la porta si richiudesse.
Ha ancora paura di me, anche se sono legato e pestato a sangue. Maquin avvert un momentaneo piacere sulla scia di quel pensiero.
Lykos estrasse dalla cintura un piccolo coltello, affilato e dall'aria letale.
Aiutatelo ad alzarsi ordin.
Due dei suoi scudieri afferrarono Maquin, il terzo rimase indietro, tenendo alta la torcia per illuminare la stanza.
Lykos tagli via il mantello di Maquin e gli strati di lana, esponendo una ragnatela di lividi e di lacerazioni. Sorrise.
Ti inginocchierai davanti a me. Implorerai la mia misericordia. Mi giurerai fedelt per l'eternit disse in tono cupo. Ricordi Orgull, vero? Il tuo grosso amico. Ricordi di averlo visto infranto, sconfitto, desideroso solo di morire. Io gli ho fatto questo.
Non hai infranto il suo spirito.
Questa notte implorerai. Questa notte. Lentamente, calibrando i movimenti, Lykos trafisse Maquin con il coltello... un'incisione profonda appena pochi millimetri, che partiva dall'ascella e scendeva lentamente verso il fianco.
Maquin grugn, serr i denti e strinse i pugni fino ad avere la sensazione che le ossa delle mani gli si sarebbero fratturate. Evit comunque di contorcersi o di cercare di ritrarsi, perch questo lo avrebbe solo portato a subire una ferita pi grave e maggiore sofferenza. Invece sopport, fissando intensamente Lykos negli occhi, uno sguardo che conteneva una promessa di morte, se fosse riuscito a liberarsi.
Lykos indietreggi, la fronte aggrottata in un'espressione leggermente accigliata.
Ti scuoier, se ci sar costretto ringhi. O magari un occhio... Sollev il coltello e ne appoggi la punta sulla guancia di Maquin, a un pelo di distanza dall'orbita.
Maquin stava fissando Lykos, ma nella sua mente era di nuovo sul ponte delle spade, con il Ben-Elim che gli si parava davanti impugnando la sua spada di fuoco.
Devi fare la tua scelta' gli aveva detto il Ben-Elim
L'ho fatta. Sono tornato indietro per tre persone: due da uccidere, una da amare. Se avessi saputo che questo mi avrebbe condotto qui...
Il volto di Fidele gli aleggi nella mente. Per un fugace istante sent le labbra di lei sfiorare le sue, il solletichio del suo respiro, il vago profumo di rose.
Rifarei la stessa scelta. Lei vale una vita intera di sofferenza.
Con un ringhio, Lykos ritrasse il coltello, lasciando sulla guancia di Maquin un lieve taglio che il sudore faceva bruciare. Maquin sbatt le palpebre, poi vide Lykos girarsi e togliere di mano la torcia al suo scudiero.
Forse solleticarti con il fuoco mi far ottenere qualcosa da te sibil il pirata. Tenendo la torcia in mezzo a loro la avvicin a poco a poco al ventre di Maquin. Lui sent dapprima l'odore dei suoi peli che bruciavano, poi il calore che lo investiva a ondate, e avvert il bisogno quasi incontrollabile di muoversi, di ritrarsi.
Non mi posso muovere, mi tengono bloccato. E comunque muoversi, o urlare, significa fallire.
Il sudore gli imperl la fronte, gli col lungo il naso.
Lykos sorrise e avvicin ulteriormente la fiamma, un movimento minimo, ma il dolore si intensific e Maquin sent la pelle che cominciava a coprirglisi di vesciche. Gli sfugg un gemito, sotto la pressione di un'ondata di dolore che aveva il bisogno disperato di trovare sollievo nelle urla.
Serr le labbra.
Questa  una cosa che avrei dovuto tentare prima comment Lykos, protendendosi verso di lui per studiarlo, desideroso che infine cedesse.
Urla, dannazione a te ringhi, la frustrazione che gli cresceva dentro a ogni istante che passava. Affond una mano nei capelli arruffati di Maquin e serr il pugno.
Non in questa vita, bastardo.
Una voce parl alle spalle di Lykos. Mio signore, ustioni come quelle potrebbero ucciderlo. Nel migliore dei casi, domani non sar in grado di cavalcare...
Rimarresti sorpreso da ci che quest'uomo riesce a fare ribatt Lykos. Si avvicin di un altro passo, e la fiamma cess di essere un fremito di dolore per diventare un'agonia continua, lancinante. Maquin sent l'odore della propria carne che bruciava. Apr gli occhi, vide la faccia di Lykos proprio l, davanti a lui, quel volto odioso, sorridente, con gli occhi aspri e pieni di malizia.
Si proiett in avanti, cogliendo per un momento le sue guardie alla sprovvista, mentre un sonoro ruggito gli sfuggiva dalla gola ed echeggiava per la camera; poi chiuse di scatto la bocca, affondando i denti nella faccia di Lykos, nel naso e in parte di una guancia.
Morse con forza, premendo i denti nella carne, e sent il sangue schizzargli in bocca, caldo e salato. Scroll la testa, come un wolven con una lepre fra le fauci.
Lykos url, un suono acuto e penetrante.
 stato molto pi pronto di me a urlare.
Poi Maquin sent un'ondata di calore strinargli la faccia quando le fiamme si levarono fra lui e Lykos: il suo scatto in avanti aveva schiacciato la torcia in mezzo a loro e appiccato il fuoco alla camicia di lino del pirata.
Bene... ora vediamo se questo ti piace.
Lykos url ancora. Stava singhiozzando e cercando di ritrarsi.
Qualcosa si abbatt sulla nuca di Maquin e le sue gambe persero ogni forza. Si accasci sulle ginocchia, con le labbra e il mento viscidi di sangue, e vide Lykos cadere all'indietro, abbandonando la presa sulla torcia per colpire freneticamente con le mani la camicia in fiamme.
Un altro colpo alla nuca gett Maquin prono. Lui rotol su s stesso, guardando Lykos stridere di dolore, osservandolo strapparsi di dosso la camicia e rimanere fermo con il respiro affannoso e il sangue che gli colava lungo la faccia, l dove lui lo aveva morso.
Sbattendo le palpebre e ansimando, Lykos si tocc con cautela le vesciche sul petto, poi la faccia lacerata, quindi guard verso Maquin con l'odio che gli traspariva dallo sguardo ed estrasse la spada. Non vali... tutti i problemi... che causi ansim, e sollev l'arma.
Un rumore di passi prodotto da sandali chiodati contro la pietra risuon improvviso nel corridoio.
Lykos si blocc e si volt verso la porta. Nel seguire la direzione del suo sguardo, Maquin scorse alcune figure. Uomini che portavano lo stemma dell'aquila sul petto.
Metti gi le armi ordin una voce, aspra e imperiosa, vagamente familiare. Poi: Lui viene con me.
No.  mio prigioniero... mio ribatt Lykos, sputando una boccata di sangue sul pavimento.
Non pi. Si presenter davanti a Nathair. Dopo, forse, sar di nuovo tuo, ma fino ad allora lo prendo sotto la mia custodia.
Le voci cominciarono a farsi indistinte nella mente di Maquin, che non riusc pi a dare molto senso alle loro parole.
Continui a sottrarmi i miei prigionieri. Questa sta diventando una pessima abitudine ringhi Lykos. E io che credevo fossimo amici.
Non ci furono risposte, ma la pressione sulla schiena di Maquin scomparve e mani salde lo afferrarono. Gemette quando lo sollevarono da terra, sent qualcuno imprecare, poi l'oscurit gli si chiuse intorno.
Si svegli per il dolore.
Era ancora buio, la luce delle torce tremolava da qualche parte. Il suo torso era una massa di agonia. Gemette.
Qualcuno era chino su di lui, intento a spalmargli qualcosa di fresco sul ventre. Nell'aprire gli occhi vide un volto anziano che lo fissava, incorniciato da capelli e barba argentei.
Alben sussurr.
Zitto disse Alben, sorridendo, anche se questo non fece scomparire la preoccupazione dai suoi occhi. Bevi questo. Sollev la testa di Maquin e lo aiut a sorseggiare qualcosa di amaro da una coppa.
Vivr? chiese una voce alle spalle di Alben.
Il guaritore sospir. Non lo so.  forte, e il desiderio di vivere arde intenso dentro di lui. Queste per non sono cose che possono guarire in un giorno. In una luna, forse.
Dobbiamo ripartire domani. I passi sulle montagne si stanno chiudendo.
Non pu cavalcare. Il tono di Alben non ammetteva possibilit di discussione.
Un carro, allora?
Forse. Alben scroll le spalle.
Maquin sollev la testa. Veradis? sussurr.
Veradis entr nel suo campo visivo. Il suo volto forte, incorniciato dai capelli e dalla barba tagliati corti, era segnato dalla preoccupazione, cosa che lo faceva apparire pi vecchio della sua et.
Mi dispiace per tuo padre.
Maquin aveva visto il tumulo quando avevano lasciato Ripa, aveva visto Veradis, Krelis ed Ektor in piedi davanti a esso, a testa china.
Il cordoglio, recente e intenso, si diffuse sul volto di Veradis.  stata colpa tua disse.
Maquin sbatt le palpebre, fissandolo con espressione confusa.
Hai attaccato Lykos durante un incontro sotto il simbolo del sorbo.  scoppiato un pandemonio, con gli scudieri che facevano irruzione, gridando e spingendo. Hanno spintonato mio padre, che  caduto sulla mia...
 stato un incidente intervenne Alben. Un tragico, terribile incidente.
Non lo sapevo mormor Maquin. Sono uno stolto. Avrei dovuto tenere il coltello nel fodero. Mi dispiace borbott. Mi dispiace terribilmente.
Veradis si sfreg una mano sugli occhi. Il passato  passato afferm. Dispiace anche a me. Non ero consapevole che Lykos stesse facendo... questo. Accenn al corpo di Maquin.
Mi sorprende la tua scelta in fatto di amicizie sussurr lui. Adesso il dolore era pi tollerabile, ancora presente e pulsante, ma ovattato.
Dispiace anche a me aggiunse Alben.
Lykos non  mio amico scatt Veradis, poi trasse un lungo, stanco respiro. Per  un alleato del mio re. Non riesco a capire le cose che sono successe qui, quello che  accusato di aver fatto.
Non sono accuse, sono dati di fatto afferm Maquin, osservando l'arazzo di cicatrici e di nuove ferite sul suo corpo.  malvagio, e deve essere fermato.
Non spetta a me deciderlo. Nathair ascolter ogni cosa, questo te lo prometto, e decider. Fino ad allora, terr Lykos lontano da te, e Alben  il miglior guaritore che conosca. Scroll le spalle. Farei di pi, se potessi.
 sufficiente rispose Maquin.
Veradis si volt per andarsene, ma poi si sofferm sulla porta.
Una parte di me ti odia, a causa di mio padre mormor. Non riesco a impedirlo
Maquin non disse niente.
Inoltre devi sapere che non posso salvarti, anche se volessi farlo. Hai infranto la nostra sacra legge quando hai estratto la tua lama. Avrei dovuto giustiziarti sul posto, e il solo motivo per cui sei ancora vivo  che una persona influente mi ha pregato di rimandare la tua esecuzione.
Fidele.
Per hai estratto un'arma durante un incontro sotto il simbolo del sorbo, e non c' perdono, nessuna via d'uscita. Dopo che ti sarai presentato davanti a Nathair, la decisione presa sar inevitabile. Morirai. Si sofferm per un altro momento, poi scosse il capo e usc.
Maquin sent la sua voce nel corridoio, poi un'altra figura scivol nella stanza, un'ombra avvolta in un mantello. Risuon un singhiozzo soffocato, poi Fidele prese a baciarlo e ad accarezzargli il volto, le sue lacrime che gli cadevano addosso e si mescolavano con le sue.
Per Elyon,  bello vederti sussurr Maquin.
Che cosa ti ha fatto? ringhi Fidele, poi imprec in maniera assai poco regale. Lui sollev una mano ad accarezzarle una guancia.
Ho cercato di venire da te mormor lei. Sono venuta con Alben e qualche dozzina di guerrieri per portarti via da Lykos.
Le guardie dell'aquila ci hanno fermati, pensando che una cosa del genere avrebbe scatenato una guerra interloqu Alben.
Probabilmente avevano ragione comment Maquin.  stato Veradis?
No, uno dei suoi capitani. Veradis era in lutto e aveva ceduto il comando per qualche tempo.
Il grigiore dell'alba cominciava a filtrare attraverso le finestre, e Maquin sent un rumore di stivali chiodati annunciare il cambio della guardia.
Non puoi rimanere oltre, mia signora disse Alben. Se qualcuno ti vedesse...
Anch'io sono una prigioniera afferm Fidele con una smorfia. Accusata di adulterio e in attesa di essere giudicata da mio figlio.
Cosa? Maquin cerc di sollevarsi a sedere, ma una nuova ondata di dolore lo convinse a fermarsi.
A causa della farsa con Lykos spieg lei.
Quindi, se qualcuno riferir di averti vista baciare un combattente delle fosse, questo non aiuter la tua causa le fece notare Alben.
Questo  vero annu Fidele, con un amaro sorriso.
Vai la esort Maquin. Questo mi  bastato.
Lei gli sfior le labbra con le proprie un'ultima volta, gli accarezz la guancia, poi usc.
Torner presto promise Alben. Veradis ha messo delle guardie davanti alla tua porta, quindi sei al sicuro, almeno da Lykos. Si accigli con aria preoccupata.
Non morir ringhi Maquin. Tre cose per cui vivere.
Alben sorrise, poi si chin in avanti per sussurrargli qualcosa all'orecchio, e infine se ne and a sua volta.
Maquin rimase l disteso a guardare l'alba conquistare il cielo, mentre le palpebre gli si facevano pesanti a causa della pozione per dormire che Alben gli aveva dato. Mentre scivolava nel sonno, riflett sulle parole che il guaritore gli aveva sussurrato all'orecchio.
Abbi fede.'

66. Cywen.

Cywen sedeva a un lungo tavolo nella grande sala di Drassil. Corban aveva indetto un consiglio di guerra, ed erano presenti in molti. Meical e Gar sedevano accanto a Corban, insieme a Balur e a Ethlinn che occupavano sedie costruite per giganti. Poi c'erano Brina e Coralen, Hamil dei Jehar e Wulf della tenuta di Gramm. Teca la guardacaccia rappresentava il popolo di Narvon, Javed e Atilius erano i portavoce dei rematori, e c'era anche il principe bambino, Haelan, con uno scudiero in piedi alle sue spalle.
E poi ci sono io, Cywen, apprendista guaritrice e sorella di chi pare essere una delle persone pi importanti del mondo. Follia.
Raccolti in un angolo, non al tavolo ma nelle sue vicinanze, c'erano anche Farrell, Dath e Kulla. Farrell portava alla cintura la sua nuova spada, una daga dei giganti che Corban gli aveva regalato.
Gar cambi posizione e gli sussurr qualcosa all'orecchio di Corban.
Gar  cambiato dopo il duello con Akar. Erano trascorse sei notti, e Gar aveva perso l'atteggiamento dimesso, la curva amara delle labbra. Era un ottimo capo, e i Jehar gi commentavano su quanto somigliasse a suo padre. Quanto sarebbe stato orgoglioso Tukul. Se da un lato era ovvio che Gar piangeva ancora la perdita del padre, d'altro canto pareva anche averla accettata.
Il primo passo di una lunga strada. So cosa si prova.
Corban si alz in piedi, e sulla stanza cal il silenzio.
Siamo finalmente nella leggendaria Drassil cominci. Sembra che abbiamo portato a termine un'impresa gi solo arrivando qui. Abbiamo incontrato il nemico, impegnato battaglie, perso amici e familiari. Nel pronunciare quelle parole guard verso Cywen e Gar. Adesso per smetteremo di fuggire e opporremo resistenza. La Guerra degli Di  cominciata, e noi la stiamo combattendo continu. Ora che siamo qui, per dobbiamo decidere non solo come combattere, ma anche cosa fare per vincere. Si gir verso Meical, che sedeva alto ed eretto, il volto incorniciato da capelli nerissimi e segnato da cicatrici argentee.
Meical, tu sei l'autore di tutto questo, la forza che ci ha uniti e guidati fin qui. Ora pi che mai la tua saggezza sar la benvenuta. Come facciamo a vincere questa guerra?
Questo  davvero il mio fratellino? Lo stesso fratello a causa del quale ho preso Rafe a calci nelle palle, perch gli aveva fatto sanguinare un labbro? Quando  diventato tanto eloquente?
La risposta  semplice replic Meical. Fin dall'inizio, il piano di Calidus  stato quello di usare il calderone per infrangere il muro fra questo mondo della carne e l'Oltremondo, dove dimorano i Kadoshim e i Ben-Elim.
Non lo ha gi fatto? domand Dath. Quei Kadoshim di Murias mi sembravano decisamente reali.
No. Meical scosse il capo. Disponendo dei Sette Tesori,  possibile aprire una porta che permetter ad Asroth e ai Kadoshim di passare qui dall'Oltremondo conservando la loro forma e diventando creature di carne. Quello che  successo a Murias  stato simile a una possessione, in quanto lo spirito di alcuni Kadoshim  passato in corpi ospiti. Essendo presenti solo due dei Tesori,  stato possibile creare soltanto una fessura nella porta. Gli eventi di Murias, e quei Kadoshim, sono soltanto un'ombra di ci che Calidus spera di ottenere: Asroth e le schiere dei Kadoshim dotati di un corpo fisico. Per farlo, Calidus ha bisogno dei Sette Tesori. Ha gi il calderone, e ora cercher gli altri. Per due sono qui. Guard verso Balur, che portava l'ascia di pietrastella appesa alla schiena.
L'ascia di pietrastella e la lancia di Skald sono qui.
Che ne  stato degli altri? chiese Brina.
Altri due sono nell'Ovest replic Meical, scrollando le spalle. Sono la coppa e la collana. Guard verso Balur ed Ethlinn.
 vero conferm Ethlinn. Uthas ha perso la coppa durante la ritirata da Dun Taras, e la collana era custodita in una delle fortezze meridionali. Si gir verso Balur. Non sappiamo di quale si tratti, per.
E gli altri? domand Corban.
La torque e la daga tuon Balur. Le ultime informazioni riguardo alla torque la dicevano nelle mani dei Jotun, mentre sarebbero i Kurgan ad avere la daga. Questo per si riferisce a pi di mille anni fa... Che ne sia stato di loro... Scroll le spalle.
Qualsiasi cosa ne sia stato, Calidus far di tutto per trovarle, e ci riuscir. Inoltre, la consapevolezza che noi siamo qui agir su di lui come un pungolo. Il pensiero di noi a Drassil, in possesso di due dei Tesori, lo consumer. Penser che la nostra forza aumenter quanto pi a lungo resteremo qui... e avr ragione. Inoltre, a Drassil ci sono altri Tesori, a parte quelli forgiati dalla pietrastella, quindi lui verr qui pi in fretta che potr garant Meical.
Come fai a saperlo? ribatt Brina.
Perch lo conosco. Meical sospir e scosse il capo. In passato ho commesso degli errori, mi sono lasciato battere da lui in astuzia, e questo  successo perch anche lui mi conosce. Ha cercato le persone che avevo reclutato per questa guerra e ne ha rimosse molte dalla scacchiera.
Erano persone, non le pedine di un gioco.
Un tempo appartenevamo alla stessa razza, prima della sua caduta continu Meical. Lo conosco, e sono certo che verr a cercarci con la massima rapidit con cui riuscir a mobilitare le sue forze.
Corban annu pensosamente, scambiando un'occhiata con Brina.
E questo ci porta alla seconda domanda disse l'anziana guaritrice. Come far a venire qui? Non si tratta precisamente di una piacevole passeggiata su prati soleggiati.
Meical si accigli. Noi tutti abbiamo sperimentato le difficolt della marcia attraverso Forn, e abbiamo avuto il vantaggio offerto dal tunnel. Lui vorr portare una grande quantit di uomini, perch non vorr rischiare la sconfitta. Non so per come far a trovare Drassil e a condurre con s abbastanza guerrieri da ritenere che gli garantiscano la vittoria.
Allora forse avremo pi tempo di quanto pensi osserv Atilius.
Forse replic Meical. C' per una cosa che ho imparato a mio discapito: mai sottovalutarlo.  astuto e spietato.
Ho una domanda intervenne una giovane voce... Haelan, il re bambino di Isiltir. Cosa mi dite dei nostri alleati? Ne abbiamo?
Questa  un'ottima domanda approv Brina. Questa banda di guerra non  numerosa, anche se  composta da guerrieri eccezionali. In tutto disponiamo di circa ottocento uomini e donne in grado di usare le armi. Non dubito che Calidus e Nathair ne possano radunare molte migliaia. Se riusciranno ad arrivare fin qui, saremo sopraffatti dalla loro forza numerica.
C' Edana, disse Corban anche se non abbiamo idea della sua situazione; se sia viva, morta, o abbia intorno a s una banda di guerra.
Craf lo sapr disse Brina.
Se mai rivedr quel vecchio corvo...
Non c' nessun altro? insistette Haelan, guardando verso Meical.
In svariati luoghi ci sono amici che aderiscono alla nostra causa, ma nessuno che potrebbe guidare una banda di guerra, tranne forse i Sirak.
Chi sono? chiese Cywen.
I signori dei cavalli dell'Arcona spieg Meical.
Se inviassimo loro dei messaggeri, ci aiuterebbero? domand Brina.
Meical scroll le spalle. Forse. La politica  una cosa instabile. Quanti simpatizzano con la nostra causa cercherebbero senza dubbio di farlo, ma chi pu sapere se sono loro al potere, o anche solo se sono ancora vivi, considerati i complotti di Calidus?
C' un altro alleato che non  stato menzionato osserv Corban.
Chi sarebbe? volle sapere Brina.
I Ben-Elim rispose Corban. Meical, quando hai letto la profezia, c'era una frase in cui si parlava dei Ben-Elim che si radunavano intorno al grande albero. Corban indic il tronco intorno a cui era edificata la camera in cui si trovavano.  stato per questo, per via della profezia, che mi hai consigliato di venire qui.
S, conferm Meical a causa della profezia.
Quindi, dove sono? Quando arriveranno?
Meical fiss Corban con espressione triste. Non lo so, Corban. La profezia non  chiara.
Ma tu sei un Ben-Elim, uno di loro. Di pi: sei il loro capitano. Di certo devi saperlo.
Non lo so. E non lo sanno neppure loro. Tutto quello che sappiamo  che la profezia dice che succeder, quindi dobbiamo crederci, avere fiducia. Inoltre, ricorda che stiamo gi realizzando molto con la nostra semplice presenza qui. Lanci un'occhiata alle proprie spalle, verso la lancia conficcata nell'albero. Con la lancia e l'ascia in nostro possesso, sappiamo che Calidus non pu conseguire il suo intento, non pu infrangere la barriera fra questo mondo e l'Oltremondo, n riversare la distruzione di Asroth sulle Terre dell'Esilio.
Questo mi va benissimo, ma adesso cosa facciamo? scatt Brina.
Ci prepariamo alla battaglia che verr rispose Meical. Una battaglia che far versare un fiume di sangue, che ci vedr vivere o morire, vincere o perdere. E sta per arrivare, su questo non ci sono dubbi.
Su di loro cadde il silenzio.
Allora prepariamoci disse infine Corban. Addestriamoci, costruiamo, organizziamo, usiamo quanto ci circonda. Ed esploriamo. Guard verso Coralen. Non vogliamo essere colti di sorpresa da una banda di guerra che si presenti di colpo intorno alle nostre mura.
Possiamo usare le gallerie sugger Coralen. Ce ne sono sei. Hamil ne ha tracciato una mappa, e si estendono per leghe e leghe, molte hanno delle piccole uscite secondarie lungo il percorso. Se vi piazziamo degli uomini, tenendo cavalli freschi a ogni intersezione, mi sorprenderebbe moltissimo che qualsiasi banda di guerra riuscisse ad arrivare nel raggio di cinquanta leghe da Drassil senza essere avvistata...
Ottima idea comment Corban sorridendo. Suggerirei a te e Dath di prendervi la responsabilit di organizzare la cosa. Reclutate tutti gli uomini che vi servono.
C' molto da fare intervenne Brina, brusca e pratica. Ci serviranno guaritori, e un ospizio pronto ad accogliere i feriti. Guard in direzione di Cywen.
Ah, ecco perch sono qui. Splendido.
Abbiamo grandi scorte di provviste, lino per le bende, erbe e medicinali. Coltiviamo un ampio orto proprio a questo scopo.
Brina annu, cupa.
La riunione si trasform in una discussione riguardo la logistica del dover nutrire ogni giorno quasi un migliaio di persone, di procurare loro vestiario, di attivare le fucine, del forgiare armi, dell'addestramento e della manutenzione e rinforzo delle fortificazioni di Drassil. Con il procedere della giornata, Cywen si trov a perdere a tratti il filo delle diverse conversazioni. Sentendo un peso sul piede abbass lo sguardo e vide che Buddai si era lasciato cadere su di esso.
Il cane era riapparso alcuni giorni prima, al seguito di Tempesta. Corban aveva parlato a Cywen dei sospetti di Coralen, e nell'adocchiare Tempesta e Buddai, lei aveva avuto l'impressione che entrambi apparissero contriti e colpevoli.
La camera cominciava a farsi buia e qualcuno stava accendendo delle torce, mentre altri trasportavano tavoli e panche nella stanza e accendevano le fosse per il fuoco. Corban si alz, a indicare la fine della riunione, ma Dath e Farrell gli si avvicinarono prima che potesse andarsene.
S? chiese lui, inarcando un sopracciglio.
Tutti sembrano avere un lavoro da fare disse Dath.
S, e molti ne hanno pi di uno, inclusi voi due replic Corban.
 vero, convenne Dath ma ne vorremmo anche un altro. Un sorriso gli si allarg lentamente sul volto.
Corban si accigli. Cosa state complottando voi due?
Non sono bravo a dire le cose, o a fare discorsi intervenne Farrell, strisciando i piedi con imbarazzo. Per, vedi, noi vogliamo essere i tuoi scudieri.
Corban spost con aria interdetta lo sguardo dall'uno all'altro.
Noi siamo fratelli di spada, tutti noi, replic e voi due pi degli altri, i miei pi vecchi amici. Si interruppe per un momento, deglutendo a fatica. Noi tre abbiamo combattuto spalla a spalla, ci siamo salvati la vita a vicenda molte volte, per fra noi non c' bisogno di scudieri. Io non sono un re. E poi ho Tempesta.
Ah, ma  proprio su questo che non siamo d'accordo ribatt Dath. E non siamo i soli.
Le porte si spalancarono e parecchia gente si rivers all'interno, un intero esercito, centinaia di persone che riempirono la camera.
Ci sono tutti, not Cywen. Ogni singola persona che ha seguito Corban fino a Drassil. Cosa hanno escogitato Dath e Farrell?
In breve tempo, tutti i presenti si schierarono intorno a Corban in semicerchio, in piedi sui larghi gradini che cingevano il perimetro della camera.
Corban si limit a fissarli, del tutto sconcertato. Brina si port davanti a lui, preceduta da Laith che camminava con passo lento e solenne, tenendo in mano un cuscino su cui era posato qualcosa di scintillante.
Questo  per te, disse Brina fatto per te dalla tua gente, come pegno della nostra stima.
L'oggetto era una spirale di metallo, scura come il ferro ma venata da striature d'argento, con una ringhiante testa di wolven a ciascuna estremit.
La mia gente? sussurr Corban. Con esitazione, protese la mano a sfiorare il dono.
 un bracciale replic Laith con voce rauca. Avevamo pensato di forgiare per te una torque da re, ma Dath ci ha detto che porti quella che tuo padre ti ha fatto e che non l'avresti mai sostituita, quindi abbiamo optato per un bracciale da re.
Brina lo raccolse dal cuscino e lo infil intorno alla mano di Corban e su per il braccio, fino a cingergli il bicipite; poi Laith lo circond con la mano e applic una pressione calibrata, in modo che il metallo si modellasse.
Non so cosa dire mormor Corban, abbassando lo sguardo sul bracciale per poi sollevarlo sulla folla che lo circondava. Non ho fatto niente per meritare questo.
Ci hai liberati dichiar Javed, avanzando di un passo. Eravamo schiavi, saremmo potuti morire con un collare intorno al collo.
Sei venuto in nostro aiuto aggiunse Wulf, affiancandosi a Javed e Atilius. La nostra casa bruciava, i nostri guerrieri erano in rotta. Saremmo morti, senza il tuo aiuto.
Ci hai salvati tuon Balur. Senza di te, saremmo morti a Murias.
E noi saremmo stati massacrati dai Kadoshim, se tu non fossi intervenuto aggiunse Teca di Narvon.
Cywen si fece avanti a sua volta. Hai attraversato regni e valicato montagne per trovarmi a Murias. Nel cuore della battaglia sei venuto a cercarmi. Ti devo la vita.
Mi dai la speranza che non tutto sia perduto afferm Brina, fissandolo con un sorriso tagliente.
Gar si port al fianco di Corban. Tu mi dai la forza di andare avanti disse. Dai significato alla mia vita.
Salverai le Terre dell'Esilio dichiar Coralen avanzando di un passo. E io ti seguir fino ai confini della terra o morir nel tentativo.
Corban li stava guardando tutti con le guance solcate di lacrime.
Poi Meical si fece avanti.
Corban, dammi la tua spada.
Lui la sfil dal fodero e gliela offr con l'elsa in avanti, le mani che gli tremavano.
Cywen sorrise fra le lacrime.
Nostro padre ha forgiato quella spada. Ha modellato la testa di wolven come pomo, lavorato il ferro, fissato il rivestimento di cuoio. Lui e la mamma sarebbero cos orgogliosi di Corban.
Meical prese la spada e la lev alta sopra la testa.
Oscailte grid, e conficc la spada nel pavimento rivestito di lastre di pietra. Ci fu un crepitio assordante unito a un'esplosione di scintille incandescenti, e la spada scivol nel terreno fino a met della lama. Abbandonando la presa sull'impugnatura, Meical indietreggi, lasciando l'arma a vibrare nel terreno con un sibilo che andava svanendo.
Corban figlio di Thannon, esclam Meical con voce che dilag per la stanza come il vento del nord nostro Astro Splendente, Vendicatore della tua Gente, Amico dei Giganti, Portatore di Luce, Roccia nel Mare in Tempesta, sei disposto a votarti a queste persone, a essere la loro spada e il loro scudo, il difensore della loro carne, del loro sangue, del loro onore, fino alla morte?
Cywen vide il fratello far scorrere lo sguardo intorno alla stanza per poi alzare il volto con orgoglio e determinazione.
S rispose con un tremito nella voce, e chiuse la mano intorno alla lama della sua spada fino a quando il sangue col lungo il ferro freddo, scorrendo nella scanalatura centrale.
Popolo dell'Astro Splendente, grid Meical sei disposto a votarti a Corban figlio di Thannon, a diventare la sua spada e il suo scudo, il difensore della sua carne, del suo sangue, del suo onore, fino al tuo ultimo respiro?
S! gridarono tutti all'unisono, la voce di Cywen che si univa alle altre a creare un rombo simile allo scoppio di un tuono che fece tremolare le fiamme nelle fosse per il fuoco.
Gar rivolse un cenno a Dath e a Farrell, che vennero avanti e chiusero la mano intorno alla lama della spada di Corban, mescolando il loro sangue al suo per poi andare a prendere posto accanto a lui, uno per parte. Gar fece lo stesso, lo sguardo fisso in quello di Corban, quindi si trasse di lato per lasciare il posto alla persona successiva. Cywen lo segu, sorridendo al fratello con aria gioiosa e insieme solenne, come se fosse stato il Giorno di Mezzestate. Poi fu la volta di Coralen, di Brina e dei capitani di Corban. Subito dopo la folla cominci a venire avanti, e uno per volta eseguirono tutti lo stesso rituale, con Corban che condivideva pi che semplici parole con ciascuno di loro.
Quando la cerimonia si concluse, cibi e bevande riempirono i tavoli, con carne di cinghiale e di daino che cuoceva sugli spiedi. Cywen infine and a letto esausta, ma anche pervasa da una sensazione che aveva quasi dimenticato si potesse provare.
In pace, mi sento in pace per la prima volta da... Non sapeva da quando, e us gli ultimi frammenti di concentrazione della mente assonnata per focalizzarsi su quel pensiero.
Da quando Ronan  stato ucciso.
Un ultimo pensiero le fluttu nella mente prima che il sonno si impadronisse di lei.
Vinceremo.

67. Ulfilas.

Ulfilas si asciug il sudore dalla fronte. Si gelava, c'era neve sotto i suoi stivali e il terreno coperto da quella coltre bianca era duro come il ferro, e tuttavia lui stava sudando.
Questo costruire strade  un gran lavoro, non lo si pu negare.
Alle sue spalle, quasi tremila guerrieri faticavano dall'alba al tramonto abbattendo alberi, spianando il terreno e costruendo una strada di legno abbastanza larga perch una dozzina di cavalieri potessero percorrerla affiancati. In coda a quella colonna procedeva re Jael, con la sua guardia d'onore di venti soldati Jehar e Sumur. Ulfilas aveva viaggiato con loro per tutta la prima luna, ma poi aveva finito per trovare gli occhi neri e morti dei Jehar pi difficili da sopportare della vita spossante di un costruttore di strade, per cui aveva scelto di riempire le sue giornate con il duro lavoro e le sue notti con il sonno privo di sogni dovuto allo sfinimento.
Pi avanti sent delle grida e vide gli uomini interrompere quello che stavano facendo.
Meglio che vada a vedere cosa causa questa confusione.
Alle sue spalle risuon un rumore di piedi in corsa che annunci il sopraggiungere di Dag.
Cosa succede? gli chiese Ulfilas.
Lo scopriremo presto.
Ulfilas avvert un senso di orgoglio nel guardare la strada che stavano creando e nel pensare alle leghe percorse e alle condizioni in cui avevano realizzato quel lavoro monumentale.
Era la Luna della Tempesta, il cuore dell'inverno, e si erano aperti un varco nella foresta di Forn per sessanta leghe, seguendo la pista lasciata dalla banda di guerra che aveva abbandonato la tenuta di Gramm e i segnali piazzati su di essa dagli esploratori di Dag. Avevano abbattuto alberi, rimosso i rami, tagliato i tronchi in assi maneggevoli, sgombrato il terreno dal sottobosco spinoso, il tutto mentre predatori famelici li tenevano d'occhio, si aggiravano nelle vicinanze e ogni tanto divoravano qualcuno tanto stupido o incauto da allontanarsi da solo.
Poi Ulfilas e Dag arrivarono alla testa della colonna e sollevarono lo sguardo su ci che aveva causato tutta quell'agitazione.
Ah, bene, se non altro adesso sappiamo cosa  successo ai tuoi esploratori disse Ulfilas a Dag. Quattro cadaveri pendevano a testa in gi dai rami, davanti al tracciato della nuova strada. Dag scocc a Ulfilas un'occhiata in tralice.
Erano uomini in gamba borbott. Guardacaccia provetti. Avevo cominciato l'addestramento di due di essi prima che fossero abbastanza grandi da essere accettati al Campo del Sorbo.
Oh, chiedo scusa replic Ulfilas. Ultimamente si era sorpreso a fare commenti come quello, privi di sensibilit e a volte crudeli. Un tempo non ero cos. Che mi succede?
Tirateli gi, prima che la notizia si diffonda ordin a Dag. Questo non piacer ai guerrieri.  il genere di cosa che si tramuta in paura, la notte, intorno ai fuochi da campo.
 gi troppo tardi replic Dag, girandosi a guardare un gruppo di uomini che avrebbe dovuto essere impegnato ad abbattere alberi ed era invece fermo a fissare i cadaveri.
Ulfilas vide una manciata di cavalieri sopraggiungere alle loro spalle.
Jael.
Cos' questo? esclam lui nel raggiungerli. Era circondato da una dozzina di cavalieri; Fram, la sua prima-spada, e altri guerrieri, i migliori di Isiltir. Intorno a loro procedevano le figure vestite di nero dei Jehar, Sumur accanto a Jael.
Jael ha i suoi scudieri, una barriera fra lui e i Jehar. Ulfilas ricordava come Sumur avesse sconfitto Fram senza versare neppure una stilla di sudore, e avesse abbattuto il vecchio Belo nella sala dei banchetti di Mikil. Non credo per che riuscirebbero a proteggerlo per molto.
I Jehar si allargarono sui due lati delle fondamenta della nuova strada, e alcuni di loro fissarono i corpi penzolanti mentre gli uomini si arrampicavano sugli alberi per tirarli gi.
Cos' questo? ripet Jael, indicando i cadaveri.
Sono i miei esploratori rispose Dag.
Ah. Se non altro, questo ci conferma che siamo sulla pista giusta.
Finora non abbiamo avuto bisogno di conferme, perch le tracce lasciate dalla banda di guerra in fuga dalla tenuta di Gramm creavano una pista larga e profonda. Perfino io avrei potuto seguirla, e non sono un guardacaccia.
Dag non rispose.
Da quanto tempo sono lass? chiese ancora Jael.
Questa  una domanda sensata. In altre parole, da quanto tempo questo Astro Splendente e la sua marmaglia sono passati di qui?
Dag si chin a esaminare il primo corpo che era stato tirato gi e aveva colpito il terreno con un crepitio di ossa. Sono congelati, e sono stati divorati in parte da... Accenn agli alberi della foresta che incombevano su di loro da ogni lato. Per questo  difficile dirlo con certezza, ma... Tast e sond alcune strisce di pelle, annus. La mia ipotesi  che siano morti da quattro lune.
Jael annu. Stiamo procedendo spediti mormor con aria compiaciuta.
Avevamo un vantaggio di partenza: una pista da seguire.
Dopo che Belo era stato abbattuto durante il consiglio indetto da Nathair, avevano trascorso la giornata a discutere su come fare per scoprire dove si trovava Drassil.
Avevano finito per accettare il piano proposto da Calidus, e cio che ciascuno avrebbe costruito una strada che si addentrasse nella foresta di Forn, ognuna con un punto di partenza diverso. La strada di Gundul sarebbe partita da Brikan, la vecchia torre degli Hunen che i Gadrai avevano occupato per farne un avamposto dentro Forn. Quella di Lothar avrebbe seguito il percorso lungo il quale si erano originariamente recati a Haldis, il cimitero degli Hunen, e da l avrebbe proseguito dentro la foresta. La teoria che Calidus aveva offerto per giustificare quella linea d'azione era stata che i giganti avevano dimorato a Drassil prima dello Scisma che li aveva divisi in molti clan, per cui era possibile che Haldis e Brikan fossero collegate a Drassil in qualche modo, forse perfino da strade costruite dai giganti.
Alla strada di Jael era stato assegnato un punto di partenza diverso, basato sulla logica mossa di seguire la pista di quel Corban, il Sole Nero, come lo aveva chiamato Nathair, e della sua banda di guerra dentro Forn. Ulfilas aveva il sospetto che a loro fosse toccata la via pi facile, e a giudicare dall'espressione di Jael, lo pensava anche lui. Come incentivo, Nathair aveva deciso che il capo del primo gruppo che avesse trovato Drassil avrebbe regnato sui tre regni - Isiltir, Carnutan e Helveth - mentre gli altri due re sarebbero stati ridotti al rango di vassalli. Nel guardare i suoi guerrieri Jehar, nessuno aveva dubitato che lui fosse in grado di attuare la sua minaccia. O la promessa, per quanto concerneva il vincitore.
Quindi la corsa  iniziata.
Riprendiamo ad avanzare, allora grid Jael, poi fece girare il cavallo e torn indietro lungo la strada, con i Jehar che si chiudevano come un pugno nero intorno a lui e ai suoi scudieri.
Ulfilas si volt a guardare davanti a s, nell'oscurit della foresta. Un fiocco di neve fluttu verso il basso e gli si pos sul naso, filtrando attraverso il sovrastante intreccio di rami privi di foglie. Gli alberi riempivano il suo campo visivo. E l fuori, da qualche parte, c' questo Sole Nero, insieme a giganti e guerrieri che possono abbattere i miei uomini come una falce fende il grano.
E noi ci stiamo affrettando ad andare a scovarli.
Cosa significa che la loro pista  scomparsa? scatt Jael.
Non ci sono pi tracce del loro passaggio, mio re rispose Dag. Niente impronte di stivali o di zoccoli, escrementi umani o animali, rocce smosse, fogliame calpestato o rami spezzati. Niente.  come se fossero svaniti.
Pfah esclam Jael, chiaramente incapace di formulare un commento pi complesso.
Pare che la nostra fortuna si sia esaurita.
Devi cercare meglio aggiunse Jael, agitando in modo vago una mano verso la foresta.
Mio re, ho oltre duecento esploratori che stanno setacciando la zona qui intorno. Se esiste una qualsiasi traccia, loro la troveranno.
Ci sono notizie di Ildaer e dei suoi? Un tempo i Jotun dimoravano in questa regione, e devono di certo sapere qualcosa.
Nessuna nuova da lui, mio re, o da chiunque altro fra i Jotun replic Dag.
Non abbiamo pi saputo niente di loro dalla battaglia alla tenuta di Gramm. Cosa  successo a Ildaer, laggi?  ancora vivo?
Jael lanci nel fuoco il contenuto di una coppa di vino, facendo divampare le fiamme.
A che serve trattare con i giganti, se poi si dimostrano inutili? ringhi.
Erano seduti nella tenda di Jael, un vasto e sontuoso padiglione adeguato al suo nuovo titolo regale, con pelli e arazzi che abbondavano ovunque, un tavolo e sedie riccamente lavorati disposti nel centro; sul tavolo c'erano coppe tempestate di gemme e piatti d'oro carichi di cibo che nessuno aveva toccato. Il pallido chiarore dell'alba filtrava attraverso l'ingresso, e la foresta incombeva fitta e opprimente tutt'intorno a loro.
Continueremo ad avanzare decise Jael. Dritti come una freccia, partendo dalla loro ultima posizione nota. E proseguiremo a cercare. Se ti servono, prendi altri uomini dalla banda di guerra, ma trova le loro tracce.
E se non ci fosse niente da trovare?
S, mio re rispose Dag, poi si inchin e usc dalla tenda. Ulfilas lo segu, perch non desiderava sopportare la rabbia di un re petulante, e conosceva Jael meglio di qualsiasi altro. Dall'interno giunse il rumore di uno schianto, mentre il telo d'ingresso della tenda si richiudeva alle sue spalle.
Fermo con una mano sull'impugnatura della spada, Ulfilas aveva lo sguardo fisso sui cadaveri sparsi nella radura. Quattro uomini, parte di una squadra di esploratori che la notte precedente non era rientrata al campo. Ciascun uomo era segnato da profonde lacerazioni, due avevano la gola squarciata, con la pelle che pendeva in strisce irregolari, e un altro giaceva in mezzo ai suoi stessi intestini.
Cosa ha fatto questo? chiese Ulfilas, scrutando gli alberi circostanti la radura, ombre che si muovevano con uno scricchiolare di rami.
Un branco di wolven? Dag scroll le spalle, ma al tempo stesso si accigli. Accoccolandosi, esamin pi da vicino uno dei cadaveri.
 successo presto borbott, toccando il mucchio di intestini, che erano congelati.  successo poco dopo il crepuscolo. E guarda qui. Trasse indietro la testa del morto a mostrare tre linee nette che gli tagliavano la gola. Ulfilas si accigli a sua volta.
Quei tagli sono troppo netti per essere stati prodotti da artigli.
Dag sollev lo sguardo su di lui e inarc un sopracciglio. Sembrano prodotti da metallo, non da un animale afferm.
Che si tratti di metallo, zanne o artigli, Jael non sar molto contento di questo borbott Ulfilas.
Lo so annu Dag.
Era passata una decimana da quando la pista del nemico era scomparsa, e la costruzione della strada aveva subto un vistoso rallentamento, a mano a mano che un numero crescente di uomini veniva rimosso dalle squadre di lavoro per esplorare le aree circostanti. Tre notti prima, gli uomini avevano cominciato a scomparire, e quelli erano i primi che fossero stati ritrovati. Il giorno prima, nell'apprendere di quelle scomparse, Jael aveva quasi strozzato il messaggero che gli aveva riferito la notizia.
Non sembra essere preparato al meglio per sopportare la pressione che deriva dal regnare.
Si ud un rumore nel sottobosco, e Ulfilas e i suoi sei uomini estrassero la spada, mentre Dag allungava la mano verso arco e frecce. Poi alcune figure apparvero nella penombra che regnava sotto gli alberi: esploratori di Dag.
C' qualcosa che dovete vedere disse il primo, con il respiro affannoso, poi si volt e scomparve.
Altri morti? borbott Ulfilas.
Seguirono l'uomo in mezzo al fitto sottobosco, risalendo un pendio per poi fermarsi accanto a lui.
Dag si guard intorno e sorrise.
Cosa c'? chiese Ulfilas.
Guarda rispose Dag, indicando.
Si trovavano su un'area pianeggiante, con una massicciata su entrambi i lati. Dag spinse qualcosa con un piede... un pezzo di pietra. Guardando meglio, Ulfilas vide che era stata lavorata e che un bordo era arrotondato.
 pietra lavorata disse Dag.
Guardando pi lontano, Ulfilas scorse altri pezzi di pietra velati di brina, che creavano un'irregolare linea scintillante che si perdeva in lontananza.
Una strada sussurr.

68. Camlin.

In piedi sulla riva del lago, Camlin osservava Meg allontanarsi da lui. Le aveva appena detto addio. Con un sospiro, si gir a fissare le mura diroccate e le torri di Dun Crin, isole di pietra in mezzo alle acque scure. Al di l di esse poteva vedere la piccola flotta di barche che stava portando via tanti di coloro che avevano cominciato a rifarsi una vita intorno al lago.
Meglio fuggire e vivere che restare e morire. Ed  meglio anche per i guerrieri che rimarranno. Combatteranno meglio, sapendo che i loro bambini e familiari sono al sicuro.
Sentendo un rumore di passi si gir, e vide Edana venire verso di lui, circondata da Halion, Baird e Vonn.
Vonn. Uno scudiero di Edana. Posso fidarmi di saperlo tanto vicino a lei?
Fai due passi con me gli disse Edana. In silenzio, si allontanarono dalla riva del lago, seguendo un sentiero che si snodava fra l'erba alta e fitte macchie di canne che ombreggiavano uno dei tanti ruscelli.
Sei certo di questo? chiese Edana, una volta che il lago fu uscito dal loro campo visivo.
 il solo modo. Anche se avr successo, non ci saranno comunque garanzie, ma almeno ci dar una possibilit di farcela. Li rallenter e li porter qui da una sola direzione. Meglio sapere da dove arriveranno.
Edana si ferm e si gir a fronteggiarlo, prendendogli le mani nelle proprie e fissandolo negli occhi.
Non dimenticher mai questo, o le innumerevoli altre volte in cui hai rischiato la vita per me. Se mai ci sar un tempo in cui tutto questo sar finito e io sar regina di Ardan... esit non dimenticher tutto questo.
Camlin scroll le spalle. Non lo faccio per una ricompensa.
Perch lo fai, Camlin? Sei un brigante di Boscoscuro e non sei neppure originario di Ardan, ma di Narvon.
Lui guard verso Halion, Baird e Vonn, riportando infine lo sguardo su di lei.
Perch mi fai desiderare di essere un uomo migliore rispose, scrollando nuovamente le spalle. Non solo tu, ma tutti voi. Marrock, Dath, Corban. Prima non avevo mai avuto veri amici, soltanto la compagnia di altri ladri, che non aiuta a dormire bene la notte.
Edana annu fra s, come se stesse sentendo la risposta a una domanda che si poneva da tempo.
Torna da noi disse.
Mi sforzer al massimo di farlo sorrise lui.
Voglio che tu prenda qualcuno con te. Halion, Baird o Vonn, i miei scudieri pi fidati.
Non ce n' bisogno replic Camlin, scuotendo il capo.
Io credo di s, e anche se cos non fosse... mi aiuter a dormire meglio la notte. Per favore, fallo per me.
Camlin lasci scorrere lo sguardo su di loro, registrando il sorriso un po' folle di Baird - un uomo valido da avere accanto in uno scontro, anche se credo che potrebbe cercarne uno laddove non c' bisogno di combattere -, il volto di Vonn, serio come se si fosse trovato accanto al tumulo della madre, e la calma determinazione di Halion - non perde la testa in una zuffa, ha una mente strategica, ed  migliore di molti con una lama, forse perfino migliore di Braith.
Allora prender con me Vonn decise.
Non mi piace il pensiero di lasciarlo vicino a Edana senza che io sia qui a tenerlo d'occhio.
Edana sorrise, e Vonn annu, pi fra s che rivolto a Camlin.
Bene, ora  meglio che vada, prima di perdere altre ore di luce.
Edana si sollev in punta di piedi e lo baci su una guancia, poi si gir per andarsene, ma in quel momento sentirono un rumore di passi che frusciavano fra l'erba. Tutti portarono la mano alla spada, inclusa Edana.
Un'ombra apparve fra le canne e una figura ne emerse davanti a loro.
Ah, pensavo che fossi qui da qualche parte disse Lorcan, appuntando lo sguardo su Edana. Devo parlarti di qualcosa.
Camlin giaceva prono su una collinetta, con le canne che formavano uno schermo davanti a lui, e aveva lo sguardo fisso su un salice vicino a un tortuoso ruscelletto. Aveva tre frecce piantate nel terreno morbido dinanzi a lui, l'arco adagiato accanto a s. Una figura sedeva appoggiata al tronco del salice, avvolta nel mantello, con la testa che pendeva sul petto, facendo pensare che stesse dormendo. Capelli biondi spuntavano dal cappuccio sollevato, e una lancia era appoggiata all'albero, a una spanna dalle dita della figura.
Per quanto tempo dobbiamo rimanere stesi qui? sussurr Vonn. Non sento pi i piedi.
Camlin lo ignor.
Non ha tutti i torti.
Faceva freddo, e il cielo sopra di loro era coperto da spesse nubi argentee che minacciavano una nevicata, mentre intorno a loro le paludi erano grigie e umide, un mondo nebbioso fatto di zanzare e rane gracidanti. Erano stesi su quella collinetta dall'alba, e adesso il sole cominciava a fondersi con l'orizzonte, a ovest.
Camlin, io...
Taci sussurr lui, facendo un cenno.
Qualcosa si muoveva sulla sinistra, un tremito fra l'erba alta e le canne, un movimento che si spostava controvento. Con costanza, esso strisci in avanti, poi si ferm nel campo visivo della figura seduta a ridosso dell'albero. Ci fu dell'esitazione - cento battiti del cuore, duecento - poi il movimento riprese. Due uomini si lanciarono allo scoperto, tenendosi bassi e spostandosi in fretta per aggirare la figura in modo da mettere il tronco del salice fra loro e il guerriero dormiente.
Avanzarono furtivi, uno dietro l'altro, con il primo che estraeva un coltello dal fodero.
Camlin si sollev in ginocchio, sfil una freccia dal terreno e sollev lentamente l'arco.
Il primo uomo era immediatamente alle spalle della figura dormiente, vicino alla lancia. Sollev il coltello.
Camlin trasse indietro la freccia fino all'orecchio, trattenne il respiro, prese la mira e la lasci partire. Essa colp il secondo uomo, trapassando il giustacuore di cuoio e la camicia di lino per penetrargli in profondit nella schiena. Contemporaneamente, il primo uomo affond il coltello fino all'elsa nel petto del dormiente.
Ci fu un'esplosione di paglia mentre l'uomo liberava la lama e guardava prima la sagoma addossata al tronco e poi il suo compagno che si accasciava, quindi spost lo sguardo verso la collinetta, dalla quale Camlin stava tendendo di nuovo l'arco.
La seconda freccia si and a piantare nel petto dell'uomo armato di coltello, scaraventandolo supino al suolo. Si dibatt nell'erba per un momento, con movimenti sempre pi deboli, poi giacque immobile.
Camlin e Vonn si alzarono in piedi, gemendo per la rigidit degli arti, e si affrettarono a scendere il pendio della collinetta.
 la terza volta che funziona comment Vonn, scuotendo il capo.
S convenne Camlin. Ormai da quattro notti stavano dando la caccia a quegli esploratori, usando ogni volta l'espediente dell'uomo di paglia per attirarli allo scoperto e ucciderli. Finora avevano avuto un successo notevole. Sei avversari morti in tre notti.
Camlin controll i due corpi, ma ancora prima di vederli in volto sapeva gi che nessuno dei due era Braith.
Per si pu vivere nella speranza.
Impugnato il coltello, si chin ed estrasse le frecce dai due morti, li perquis alla ricerca di cibo e monete, poi vide che Vonn era in piedi accanto a lui con aria accigliata.
Una vecchia abitudine spieg con una scrollata di spalle mentre trascinava uno dei corpi al ruscello e ve lo faceva scivolare dentro. Controlla come sta il nostro amico.
 solo un uomo di paglia avvolto in un mantello obiett Vonn.
S. Controlla che il mantello non si sia rovinato. Non possiamo permetterci che perda paglia dal ventre, giusto?
Sta benone disse Vonn.
Ottimo. Allora dammi una mano con questo qui.
Insieme, sollevarono il secondo cadavere e lo trasportarono al ruscello, facendolo scivolare nell'acqua lenta il pi silenziosamente possibile. Afferrata la lancia, Camlin us l'estremit dell'asta per spingere il corpo in profondit, in un groviglio di canne. Procedettero quindi a controllare l'area in cerca di qualsiasi traccia della loro presenza. Camlin svuot la borraccia d'acqua di uno dei morti su una pozza di sangue, in modo da diluirlo e disperderlo; intanto, Vonn si caric in spalla l'uomo di paglia, poi entrambi si addentrarono fra le canne che crescevano lungo il ruscello.
Improvvisamente Camlin si immobilizz e si volt per guardarsi alle spalle.
Cosa c'? sibil Vonn, la mano sull'elsa della spada.
Camlin rimase immobile come una statua, la testa inclinata da un lato e lo sguardo che scrutava il crepuscolo e la caligine che si snodava languida fra le ombre. Tutto quello che poteva sentire era lo scorrere sommesso del ruscello. Poi ud uno sciacquio, quasi inesistente.
Rimase in ascolto per altri lunghi momenti, quindi scroll le spalle e riprese a camminare.
Vorrei che non lo facessi borbott Vonn.
Camlin lo ignor.
Adesso che si fa? domand Vonn.
Ripetiamo il giochetto rispose Camlin. Gli esploratori devono essere sparpagliati in una linea irregolare, ma noi ci muoveremo pi in fretta di loro. Piazzeremo il fantoccio a una mezza lega da qui e prenderemo nella rete altri di loro. A ogni trappola, Camlin si era spostato sempre di pi verso il lago e le rovine di Dun Crin, immaginando che Braith e i suoi cacciatori stessero avanzando con cautela in quella direzione. E finora aveva avuto ragione.
Quanti sono?
Non lo so. Camlin scroll le spalle. Almeno dieci, ma pi probabilmente una ventina.
E se arrivassero in gruppi pi numerosi?
Ne dubito. Braith ci mandava sempre fuori a coppie, in modo che potessimo proteggerci le spalle a vicenda ma non fossimo tanto numerosi da fare rumore o lasciare tracce evidenti.
Come fai a sapere dove piazzare l'uomo di paglia?
Non lo so rispose Camlin. Perlopi si tratta di istinto.
In genere tiri a indovinare, vero? ribatt Vonn.
Questo, e un po' di fortuna sorrise Camlin.
Giunse l'alba, grigia e umida. Camlin svuot la vescica, svegli Vonn e controll il loro uomo di paglia.
Appena prima che si facesse buio, aveva trovato un punto che gli era parso adeguato. Un gruppo di ontani che crescevano vicino a un corso d'acqua, con accanto una piccola altura riparata da un groviglio di rovi e sanguinella.
Diamoci da fare grugn. Appoggi la lancia al tronco di un ontano, sistem l'uomo di paglia in modo che sembrasse addormentato, poi raccolse l'arco, si appese la faretra a una spalla e si diresse verso la copertura dei cespugli. Sent i passi di Vonn che lo seguivano.
Presero posizione dietro i cespugli, dove Camlin piant alcune frecce nel terreno spugnoso e si mise in attesa. Valutare il passare del tempo era difficile, perch le nubi erano troppo fitte e gonfie per permettere di scorgere qualsiasi traccia del sole. Che ne pensi di quell'uccello svitato? chiese Vonn, mentre Camlin tendeva l'arco.
Craf?
L'apparizione di Craf durante la riunione era stata uno shock per tutti loro. Camlin aveva avvertito un impeto di eccitazione, pensando che l'arrivo del corvo dovesse precedere quello dei suoi compagni - Corban, Dath e gli altri -, ma l'uccello gli aveva ben presto tolto quella speranza. Era comunque stato piacevole avere notizie di tutti loro e sapere che erano vivi, almeno per la maggior parte.
Quanto alle altre cose che il corvo aveva detto loro, Camlin ancora non sapeva cosa pensare al riguardo.
Andare a Drassil, una fortezza che  materia di favole. E tutti questi discorsi di profezie, astri splendenti e Sette Tesori. Ricordo di aver sentito dire a Gar cose del genere su Corban mentre fuggivamo attraverso Cambren, ma adesso lui  alla testa di una banda di guerra di parecchie centinaia di uomini, inclusi alcuni giganti Benothi. Pu essere realmente vero?
Non so rispose a Vonn.
Si sdrai nell'erba, strisciando fino a trovare un'apertura fra i cespugli attraverso cui poter sbirciare. Adesso cominciava a nevicare, fiocchi morbidi e costanti, e anche se si stava facendo pi buio, la neve aggiungeva a tutto un vago chiarore.
Devo concludere questa cosa alla svelta.  troppo buio per cacciare, e la corda del mio arco comincia a bagnarsi.
Questo mi induce a riflettere continu Vonn, a bassa voce, accanto a lui. Mio padre era solito dire cose strane riguardo a una Guerra degli Di. Naturalmente non ne ha mai parlato apertamente, non rientra nel suo modo di fare, ma continuava ad alludere a cose, scelte, fazioni, al dover usare la testa e non il cuore. Nel parlare, si batt un dito prima sulla tempia e poi sul petto.
Adesso riesce a capire quello che Evnis gli stava dicendo.
Era come se lui avesse saputo quello che stava per succedere...
Forse lo sapeva borbott Camlin, cupo. Forse lo sapeva. Forse c' un motivo se ci troviamo in fazioni opposte.
Un movimento vicino al ruscello attir il suo sguardo. Socchiuse gli occhi e not qualcosa spostarsi fra la neve che cadeva.
Meglio concentrarsi sull'uscire vivi da questa situazione sussurr, facendo un cenno. Pi tardi avremo tempo in abbondanza per pensare alla Guerra degli Di. Al momento, quello che conta  continuare a respirare.
Si sollev su un ginocchio e allung la mano verso l'arco.
Due uomini emersero furtivamente da una macchia di alberi, spostandosi da un riparo al successivo. I rumori erano ovattati, perch la neve cominciava gi a posarsi su qualsiasi cosa tranne l'acqua del ruscello.
Camlin si corrucci. Questi sono pi cauti.
Decidendo di non aspettare che quegli uomini raggiungessero il fantoccio, allung la mano verso una freccia, la incocc e tese l'arco.
Vonn, tieniti pronto a muoverti in fretta sussurr, la voce permeata dalla tensione. La punta della sua freccia prese di mira entrambi gli uomini che si trovavano pi in basso, ora distanti trenta o quaranta passi, poi si ferm sul primo, perch Camlin sentiva di avere una visuale migliore del suo petto.
Al tuo posto abbasserei quell'arco, molto lentamente, se vuoi continuare a respirare sibil una voce alle sue spalle.
Non  possibile...
Camlin lasci partire la freccia, registrando vagamente un urlo che proveniva dal basso quando il dardo trov il suo bersaglio. Accanto a lui, Vonn si gir di scatto, affrettandosi ad alzarsi in piedi. Camlin sent un tonfo sordo, poi Vonn ricadde al suolo con gli occhi rovesciati all'indietro e i capelli sporchi di sangue.
Non ti conviene ucciderlo avvert Camlin.  il figlio di Evnis. Lentamente, pos l'arco sull'erba.
Ti avevo detto di abbassare l'arco, non di colpire uno dei miei uomini ringhi la voce.
Non pensavo che cooperare ti avrebbe fatto cambiare idea riguardo all'uccidermi.
Due uomini erano l in piedi, con lo sguardo fisso su di lui. Uno di essi, un ragazzo giovane dai capelli chiari, teneva una lancia puntata verso la sua faccia. Camlin lo riconobbe, anche se non riusc a ricordarne il nome.
Accanto a lui c'era Braith, con la spada in pugno e un sorriso sul volto.
Pensavi di prendermi in trappola usando il mio stesso trucco? chiese. Tu mi ferisci.
Salve, Braith disse Camlin.

69. Coralen.

China in avanti sulla sella, Coralen spron il cavallo e tenne lo sguardo fisso sul bersaglio, la lancia serrata in pugno e parallela al terreno. Congelato dall'arrivo dell'inverno, il suolo era duro come roccia, e gli zoccoli del cavallo martellavano su di esso con un ritmo scandito. All'ultimo momento Coralen diede un colpo di ginocchio unito a un lieve movimento delle redini, e il cavallo devi sulla sinistra mentre lei eseguiva un affondo con la lancia, trapassando il bersaglio di paglia all'altezza del cuore. Con un sorriso di trionfo tir le redini e torn indietro al piccolo galoppo per recuperare la lancia. La sua eccitazione svan quando cominci a registrare un dolore alla spalla che la costrinse a scrollarla nel tentativo di assestare il peso della cotta di maglia - per lei una cosa nuova - che le sfregava la pelle. Non era abituata a indossarne una, ma Gar gliel'aveva data la notte precedente, dicendole che tutti ne stavano ricevendo una.
La indosseremo tutti, quando affronteremo Nathair e la sua banda di guerra. Sarai grata di averla indosso, nel momento in cui devier una lama e ti salver la vita. Lei si era accigliata, e Gar le aveva puntato contro un dito. Indossala, portala nell'esercitarti nella corte delle armi, tienila addosso quando dormi. Dovrai esserti abituata a essa quando giunger la vera battaglia.
Coralen sapeva che Gar aveva ragione, anche se al momento trovava la cotta di maglia pesante, scomoda e limitativa dei movimenti.
 per questo che adesso ci si aspetta che la indossi nell'addestrarmi.
Vide Dath indugiare l vicino; quando lo guard con espressione interrogativa lui si affrett a raggiungerla. Anche lui indossava una cotta di maglia nuova.
Cosa c'?
Sai quella cosa di cui ti parlavo?
S.
Pensi davvero che sarebbe una buona idea?
S, conferm Coralen ma non  con me che ne devi parlare.
Lo so, ma non ero molto sicuro, e tu sei... sai, sei decisamente... aggressiva. Se a te l'idea piace, allora forse...
Perch non vai a chiederlo a lui? domand Coralen, intravedendo Corban nella corte delle armi.
Verresti con me?
Io? Perch?
Perch lui prende sul serio i tuoi consigli. E lo metti di buon umore.
Oh, sei uno stupido protest Coralen, tirando un calcio a uno stivale di Dath e sentendosi insieme furente e felice per quello che lui aveva detto.
Lo sono davvero?
Per favore.
Coralen sospir. Vieni, allora. Andiamo a parlargli adesso.
Adesso? Dath sbatt le palpebre, preso in contropiede.
S. Agire subito  la cosa migliore, se si vuole fare qualcosa ribatt lei, e prima che Dath potesse obiettare spron il cavallo al trotto. Lo sent che si metteva a correre per non restare indietro.
Oltrepassarono file di bersagli di paglia. Cywen e la giovane gigantessa, Laith, erano ferme davanti ad alcuni di essi, e Cywen scagliava un coltello dopo l'altro, estraendoli dalle cinture appese in diagonale sul torso, mandando ciascuno a colpire il bersaglio con mira infallibile. Laith portava una cintura simile appesa di traverso, solo che i coltelli nei suoi foderi erano grossi come daghe. Mentre Coralen le osservava, Laith ne lanci uno. Esso si piant nel bersaglio di paglia e lo scaravent al suolo.
Non vorrei essere la destinataria di uno di quelli.
Pi oltre, Wulf e alcune dozzine di uomini armati di ascia a lama singola si stavano addestrando.
Le sue mani sono guarite bene, not Coralen, mentre l'ascia di Wulf si conficcava con un tonfo ovattato nella testa di un bersaglio. Poi si trov a pensare a Tukul, e con un sospiro allontan con determinazione quei ricordi.
Adesso deve essere il futuro, ci che sta per succedere, a occuparmi la mente.
Una fitta cerchia di persone, fra cui si scorgevano parecchi giganti, si era raccolta intorno alla sezione pavimentata in pietra della corte delle armi, e stavano tutti osservando Balur e Corban. Lo sguardo di Coralen fu attratto dal bracciale di quest'ultimo, le cui striature d'argento scintillavano sotto la pallida luce del sole invernale.
Era trascorsa una luna da quella notte nella sala dei banchetti di Drassil, quando avevano pronunciato tutti il loro giuramento di fedelt a Corban e lui aveva fatto altrettanto con loro. Da quel momento, le cose erano parse diverse, fra i vari gruppi si era sviluppato un senso di unit che prima mancava, e quella luna era trascorsa in un frenetico fervore di attivit: le fucine erano state riattivate, armi e armature forgiate, altro terreno sgombrato intorno alle mura di Drassil. Avevano cacciato, esplorato, macinato grano, rinforzato le mura, e poi si erano addestrati per prepararsi alla battaglia imminente. Cominciavano a sentirsi come una vera banda di guerra, non persone unite loro malgrado dal capriccio della sorte.
Non cercare mai di bloccare un colpo di un gigante con la sola forza fisica stava dicendo Balur, con la sua tonante voce da basso. Ti frantumerebbe le ossa.
Ci sarei potuta arrivare da sola, sbuff fra s Coralen. Qualsiasi maestro d'armi che si meriti la sua paga insegna che devi allontanare da te l'arma dell'avversario, e non far fronte al suo impeto a testa bassa. A meno che la sola alternativa non sia la morte.
Per dimostrare le sue parole, Balur sollev la sua nuova ascia di legno, levandola alta per poi farla calare verso la testa di Corban in un arco sibilante. Corban si spost sulla destra e rispose con la sua spada da addestramento, colpendo di striscio l'impugnatura dell'ascia in modo da mandarla ad abbattersi sul terreno gelato. Mentre Balur si trovava sbilanciato in avanti, Corban insinu l'arma sotto la sua guardia e ne punt la lama alla gola del gigante, prima che quello riuscisse a liberare l'ascia.
I guerrieri raccolti intorno applaudirono e si scambiarono commenti sotto voce.
Non sar mai tanto semplice grid per Corban. Balur ha trattenuto il colpo; avrebbe potuto attaccare pi in fretta e con maggiore violenza. Il punto chiave rimane per lo stesso:  una questione di tempismo. Velocit, equilibrio, reazioni. Quale che sia l'arma di vostra scelta,  possibile ottenere lo stesso risultato; spada, ascia, lancia, e perfino uno scudo, possono essere impiegati nello stesso modo. Si guard intorno nella corte e annu. Avanti, adesso, aggiunse vediamo come ve la cavate. Niente ossa rotte, mi raccomando.
Coppie di guerrieri e giganti riempirono il cortile.
Coralen ne approfitt per dirigersi verso Corban. Nel sentire il rumore degli zoccoli sulla pietra, lui si gir e le sorrise vedendola scendere di sella. Tempesta era accanto a Corban, e Coralen not il gonfiore del suo ventre. Del resto, si erano accorti ormai da un po' che aspettava una cucciolata.
Che aspetto avranno i suoi cuccioli? Coralen non poteva fare a meno di sentirsi eccitata alla prospettiva.
Dath ha avuto un'idea di cui voleva parlare con te esord.
Di cosa si tratta? chiese Corban.
Qualcosa a cui penso gi da un po' rispose Dath. Potrebbe apparire folle, o sbagliato, o...
Diglielo e basta intervenne Coralen.
Si tratta degli arcieri spieg Dath. Di come usarli in battaglia.
Corban si accigli.
Visto, sapevo che non gli sarebbe piaciuto comment Dath, rivolto a Coralen.
Ascoltalo fino in fondo disse lei a Corban, fissandolo intensamente. Sapeva quanto era costato a Dath anche solo avvicinarlo per esporgli la sua idea.
Corban annu con aria un po' imbarazzata.
So che l'arco non  considerato un'arma di guerra, ma uno strumento dei cacciatori si affrett a continuare Dath. So anche che le antiche usanze parlano dell'onore del combattimento, di come un guerriero debba misurare la propria abilit contro un altro guerriero.
S,  cos che  sempre stato.
Ebbene, io credo che i tempi stiano cambiando dichiar Dath.
Corban torn a corrucciarsi.
Guardali riprese in tutta fretta Dath, prima che lui avesse la possibilit di dire qualsiasi cosa. Indic Wulf e i suoi uomini, che si esercitavano nel lancio dell'ascia: fra loro non c'erano soltanto i guerrieri della tenuta di Gramm. Coralen not Gar e una manciata di altri Jehar, insieme ad alcuni dei combattenti delle fosse al seguito di Javed.
Hai mai provato a lanciare un'ascia e a fare in modo che colpisse il bersaglio a lama in avanti? chiese Corban.
S annu Dath. Non  facile come sembra.
No, non lo  sorrise Corban. Ci vuole una grande abilit per lanciare un'ascia.
Infatti convenne Dath. Dimmi una cosa, per: c' pi talento in un'ascia o in una lancia scagliate con precisione di quanto ce ne sia in una freccia ben diretta?
No, suppongo di no mormor Corban.
Wulf e i suoi guerrieri usano le asce in battaglia, a volte perfino parecchie di fila, stando a quanto mi ha detto lui stesso. Se fossero abbastanza numerosi, avrebbero un effetto devastante su una carica nemica.
 vero. A quanto pare, qualcosa di simile ha abbattuto un orso, nella tenuta di Gramm ammise Corban.
Esatto! esclam Dath, che cominciava a infervorarsi. Penso spesso a Camlin continu. Ricordi come organizzava le nostre imboscate? Sempre con lui e io che tiravamo per primi, in modo da assottigliare il numero dei nemici e spaventarli, inducendoli a scattare in avanti? Ebbene, immagina dieci arcieri... o quaranta, o sessanta... che facciano lo stesso. Abbiamo molte probabilit di trovarci in pesante inferiorit numerica in qualsiasi battaglia che impegneremo contro questo Sole Nero - lo ha detto la stessa Brina - quindi perch non facciamo qualcosa per ridurre un poco il nostro svantaggio?
Fra loro cal il silenzio, mentre Corban guardava con aria pensosa Wulf e i suoi lanciatori d'ascia, e Dath strisciava i piedi con impazienza.
Un rumore attir poi la loro attenzione, un sonoro tonfo che Coralen sent riverberare attraverso gli stivali.
Balur aveva affondato di nuovo nel terreno l'ascia da addestramento, questa volta nel confrontarsi con Tahir, lo scudiero di Haelan. Mentre Balur tirava per liberare l'ascia, Tahir ruot intorno a lui e gli cal la lama da addestramento dietro il ginocchio, in modo da fargli cedere la gamba. Un'altra rotazione, e il filo della spada di Tahir si and a posare sul collo di Balur.
Balur, credo che tu abbia appena perso la testa grid uno dei giganti, ridendo.
Balur si rialz e fiss con aria accigliata il giovane guerriero.
Questo  qualcosa che hai gi fatto in passato disse.
S, l'ho fatto conferm Tahir. Prestavo servizio con i Gadrai di Isiltir. Eravamo uccisori di giganti - senza offesa - e combattevano contro gli Hunen di Haldis.
Non mi sono offeso, piccolo uomo dichiar Balur. Odio gli Hunen.
Quelle parole suscitarono altre risate, sia fra gli uomini che fra i giganti.
Cora, tu che ne pensi dell'idea di Dath? chiese Corban.
Credo sia molto sensata, rispose Coralen e che potrebbe fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta.
D'accordo, allora decise Corban, tornando a rivolgersi a Dath. Vedi quanti sarebbero disposti a unirsi a te. Non ordiner a nessuno di farlo, ma se accetteranno...
Non te ne pentirai sorrise Dath, battendo una pacca sul braccio di Corban.
Coralen usc dalla porta occidentale insieme a Enkara, Teca e Yalric della tenuta di Gramm. Gar era a met di una scala a pioli appoggiata all'arco di pietra delle enormi porte, e con lui c'erano Balur e una manciata di giganti. Stavano incastrando i teschi dei Kadoshim nelle pietre dell'arcata. Gar aveva detto che questo avrebbe trasmesso un eccellente messaggio agli altri Kadoshim, quando fossero arrivati.
Coralen sorrise al pensiero.
Il gruppo di cavalieri si diresse a nord, rasentando le mura esterne di Drassil. L'area circostante la fortezza era un fervore di attivit, e il centinaio di passi di terreno gi sgombro era stato raddoppiato nell'arco di una luna, per opera di quasi un migliaio di mani volenterose. Gli alberi erano stati abbattuti, i rami rimossi e il legname trascinato dentro le mura di Drassil, poi il terreno circostante era stato liberato dal sottobosco per creare un grande spazio aperto tutt'intorno alla fortezza. Era un lavoro spossante, come Coralen aveva scoperto per esperienza diretta.
Preferisco andare in esplorazione che tagliare alberi e combattere contro spine lunghe quanto il mio pugno.
Si lasciarono alle spalle le mura della fortezza, seguendo i resti in rovina di un'antica strada che ormai era stata quasi tutta riconquistata dalla foresta e che risaliva un pendio dapprima lieve e poi sempre pi erto, lungo il quale gli alberi erano stati rimossi fino alla cresta. Quando la raggiunsero, Coralen si gir a guardarsi indietro.
Il grande albero di Drassil si levava come una torre organica nel centro della fortezza, con i rami che si allargavano a ventaglio e incorniciavano ogni cosa. Il cielo era un chiarore pallido, visibile attraverso i rami privi di foglie che sfregavano rumorosi uno contro l'altro sotto il soffio di un forte vento. Per un momento, Coralen pens di aver visto sui bastioni una figura solitaria che la guardava a sua volta, poi essa scomparve e lei spron il cavallo oltre la cresta e gi per la collina, in mezzo a una muraglia di alberi, seguita da Enkara e da Teca.
Si diressero a nord per tutto il giorno, procedendo con lentezza e fermandosi spesso per prendere annotazioni su una pergamena, perch stavano cercando di tracciare una mappa dell'area circostante Drassil, concentrandosi sui vasti tratti di terreno che si stendevano fra le uscite di ciascuna delle sei grandi gallerie. Coralen aveva piazzato degli uomini a sorvegliare i punti di uscita lungo il percorso, e i cavalli venivano cambiati ogni giorno, in modo che, se il nemico fosse stato avvistato, la notizia sarebbe giunta rapida a Drassil. La minaccia maggiore veniva dalle aree fra le gallerie, che si andavano allargando a ogni lega che i tunnel percorrevano sotto la foresta. Coralen aveva solo un numero limitato di esploratori, e non poteva sorvegliare tutto quel territorio.
Impiegarono sei giorni a percorrere venti leghe, zigzagando attraverso la foresta mentre riempivano di note la pergamena, usando come punto di riferimento i resti della vecchia strada, anche se erano a stento individuabili... una massicciata qui, qualche lastra di pietra sgretolata l. Due volte avevano trovato uscite secondarie, e trascorso la notte nel tunnel insieme alle guardie di stanza in quel punto. Le gallerie erano buie, stantie e umide, ma pi sicure che dormire in superficie. Una notte, il terreno aveva tremato sopra di loro, quando qualcosa di enorme era passato attraverso la foresta.
Nelle notti in cui non avevano avuto altra scelta che quella di dormire all'aperto, non avevano acceso il fuoco, perch attirava falene delle dimensioni dello scudo di Yalric e una schiera di altre creature pi sgradevoli che li osservavano tenendosi a distanza, la loro presenza tradita solo dal riflesso dei loro occhi scintillanti.
L'ottavo giorno stavano cavalcando in un'area dominata da alberi dal legno dorato, ben distanziati fra loro: era come un oceano di corteccia arancione e foglie rosse. Quegli alberi erano dritti come lance, con pochi rami bassi, e il terreno era reso spugnoso dalle foglie cadute, il che rendeva il cavalcare pi facile di quanto lo fosse stato da giorni.
Coralen sussult quando uno strano odore, acido e pungente, si diffuse per la foresta. Guard verso gli altri, constatando che avevano sul volto una smorfia simile alla sua.
Riconosci quest'odore? chiese a Yalric, che proveniva dalla tenuta di Gramm ed era il solo di loro ad avere esperienza della foresta di Forn.
No rispose lui, scuotendo il capo. Per non mi sono mai addentrato cos in profondit. Ci sono strane cose che vivono al suo interno.
Me lo hai gi detto altre volte. Yalric era profondamente superstizioso, e ripeteva di continuo il segno di protezione contro il male, ma Coralen aveva scoperto in lui un istinto naturale per cercare tracce e aveva visto che era coraggioso quanto Tempesta quando si trattava di combattere contro creature in carne e ossa, e non demoni dell'Oltremondo.
Aspetta che incontri i Kadoshim.
L'odore si and progressivamente intensificando, tanto che la giumenta di Coralen prese a scattare, le orecchie appiattite contro il cranio.
Forse dovremmo fermarci e tornare indietro sugger Yalric, strattonando le redini nell'impartire un secco comando al suo cavallo. Qualsiasi cosa produca quell'odore, non  certo niente di buono.
Coralen lo fiss con aria accigliata. Dobbiamo scoprire cosa fa comportare cos i cavalli.
Alla fine scivol di sella, imitata dagli altri. Teca rimase con i cavalli, mentre Coralen, Enkara e Yalric proseguivano a piedi. Adesso l'odore era tanto forte da costringerla a lottare contro i conati di vomito.
Circa cinquanta passi pi avanti, sul terreno apparve qualcosa: una serie di cumuli, il cui numero continuava ad aumentare. Quando si fecero pi vicini, Coralen ne cont trenta o quaranta. Si arrest accanto al primo, che le arrivava quasi all'altezza del petto ed era fumante come alcuni degli altri, mentre parecchi apparivano induriti e congelati dal freddo. Il fetore era sopraffacente, le strisciava su per le narici e le rivestiva la gola. Prov a sondare il cumulo che aveva davanti, provocando una fuga di coleotteri coperti di una sostanza viscida.
 sterco.
Qualcosa sbucava dalla massa fumante. Apparentemente incapace di trattenersi, Coralen l'afferr e tir: dalla pila di sterco emerse un osso nodoso.
Questo non promette niente di buono.
Appena oltre i mucchi di sterco c'era un avvallamento del terreno, invisibile finch non ci si avvicinava. Coralen strisci fino al suo bordo e sbirci gi per un lungo pendio digradante. Alla sua base c'era una collinetta il cui culmine era poco meno elevato del punto in cui lei si trovava; composta di roccia nera, era ricoperta da un sottile strato di terriccio e chiazze erbose. La collinetta era punteggiata di grotte - otto, dieci - pi di quante lei ne potesse vedere, aperture scure che si addentravano nella roccia nera.
Enkara le tocc una spalla, indicando che sarebbe stato meglio andarsene.
Coralen annu e accenn a indietreggiare con cautela, quando qualcosa si mosse nell'oscurit di una di quelle grotte e ne emerse un'ombra massiccia, simile a una lucertola ma enorme, con il corpo tozzo, gambe divaricate che terminavano con zampe dotate di artigli e un lungo collo muscoloso che sosteneva una larga testa dal muso piatto, dotata di zanne aguzze.
Un draig.
Tutti e tre rimasero paralizzati per un momento, pervasi dal bisogno disperato di muoversi e tuttavia troppo terrorizzati per produrre il minimo rumore.
Il draig sollev la testa e protese la lunga lingua dalle fauci, saggiando l'aria. D'un tratto si fece del tutto immobile, poi sollev di scatto la testa guardando dritto verso di loro. E rugg.
Come liberati da un incantesimo, tutti e tre spiccarono la corsa verso i cavalli.
Nell'aggirare un albero, Coralen vide Teca a un centinaio di passi di distanza. Poi si guard alle spalle e vide il draig saettare su per il pendio, tutto zanne, muscoli e fauci, gli artigli che sollevavano zolle di terra nell'affondare nel suolo.
Con gli occhi che sporgevano dalle orbite, Teca balz in sella e cerc di guidare i cavalli verso Coralen e gli altri, ma gli animali presero a nitrire selvaggiamente, impennandosi e scalciando.
Alle spalle di Coralen risuon uno schianto stentoreo quando il draig and a sbattere contro un albero nella fretta di raggiungerli. La creatura rugg ancora, facendo tremare il mondo. Pareva fosse quasi loro addosso.
Poi Coralen balz in sella al cavallo quasi folle di terrore. Vide Yalric urlare imprecazioni contro il proprio cavallo, sent un martellare di zoccoli alle sue spalle, poi una collisione, un animale che nitriva di dolore, ossa che si rompevano.
La paura la attanagliava come non aveva mai fatto prima. Era perfino troppo terrorizzata per guardarsi indietro. Cavalca e basta, vattene di qui.
Alle sue spalle risuon un altro urlo, questa volta di una voce umana. Enkara.
Tir le redini, rallentando fino a fermarsi, e si guard alle spalle.
Il draig era accoccolato su un cavallo, bloccandolo al suolo con una zampa sul collo. Con le fauci viscide di sangue, il draig stava aprendo grossi buchi sanguinanti nel fianco dell'animale, ed Enkara si dibatteva al suolo, con una gamba intrappolata.
Prima di avere il tempo di pensare, Coralen spron il cavallo, imprecando selvaggiamente quando esso oppose resistenza, finendo poi per cedere al suo cavaliere e tornare con esitazione verso il draig. Teca apparve sulla sinistra con una freccia incoccata nell'arco, mentre Yalric tornava indietro brandendo un'ascia.
Non possiamo combatterlo...  troppo forte. Ma forse...
Coralen lanci un grido a Teca e a Yalric, poi prese velocit, passando dal trotto al galoppo adesso che il cavallo era di nuovo sotto controllo.
Enkara era ancora bloccata dal peso del draig che gravava sul cavallo e le schiacciava la gamba contro il suolo. Teca e Yalric puntarono contro la belva, entrambi prendendola di mira e lanciando le rispettive armi. La freccia di Teca si and a piantare nella carne morbida fra una zampa anteriore e il torso, mentre l'ascia di Yalric rimbalz contro il cranio del draig con un tonfo sordo.
Allora ha il cranio pi spesso di quello di un orso.
Il draig gir la testa, momentaneamente confuso, poi rugg e spost per un attimo il proprio peso dal cavallo. In un istante, Enkara si liber e si alz in piedi, spiccando una corsa barcollante. Coralen diresse il cavallo verso di lei, le afferr l'avambraccio e la iss in sella dietro di s, poi spron con forza la giumenta e le lasci fare esattamente ci che voleva pi di ogni altra cosa al mondo: galoppare il pi velocemente possibile lontano dal draig. Una rapida occhiata da sopra la spalla permise a Coralen di vedere che Teca e Yalric la stavano seguendo e che il draig aveva ovviamente deciso di lasciar perdere ulteriori inutili inseguimenti, adesso che aveva un pasto gustoso sotto la zampa.
Ora possiamo tornare a Drassil? le grid all'orecchio Enkara.

70. Camlin.

Camlin avvert una fitta di dolore alla schiena quando Braith lo pungol con la punta della spada perch continuasse a camminare. Aveva smesso di nevicare, e la neve cominciava a trasformarsi in fanghiglia sotto i piedi. Vonn procedeva davanti a lui, con un lato della faccia sporco di sangue e le mani legate dietro la schiena, come lo erano quelle di Camlin. Il compagno di Braith, quel ragazzo armato di lancia, apriva la fila, accompagnato da due cani da caccia grigi, alti e snelli e dall'aria famelica.
Basta che non sia io il loro pasto. Me lo aspetterei da Braith. Probabilmente li ha affamati, promettendo loro me per cena.
Allora sei riuscito a tornare a casa disse Vonn al ragazzo con i cani, che si gir a guardarlo.
S, non certo grazie a te.
Fu allora che Camlin lo riconobbe. Era il ragazzo che Coralen aveva preso prigioniero sulle colline di Domhain, quello da cui avevano appreso che Cywen e Corban erano entrambi ancora vivi.
 strano, Rafe, come siamo finiti dalle parti opposte della barricata, mentre un tempo eravamo cos buoni amici.
Lo eravamo?
Io pensavo di s.
Ebbene, amici o no, io ho scelto di non infrangere il mio giuramento... quello che ho fatto a tuo padre.
Anche questo  strano, replic Vonn perch io ho scelto di tener fede al mio giuramento, quello fatto al mio re.
A quelle parole, Rafe si gir a guardarlo con espressione irosa, e uno dei due cani fece lo stesso, ringhiando.
La famiglia dovrebbe venire prima dei re, o delle regine dichiar.
Vonn si accigli, fissando la schiena di Rafe, e non aggiunse altro.
Si stavano dirigendo verso il corso d'acqua, dove li aspettavano due uomini, uno dei quali era seduto con la schiena addossata a un albero e il ventre intriso di sangue che gli stava inzuppando anche i calzoni, chiazzando la neve intorno a lui. L'uomo urlava.
Potrebbe avere qualcosa a che fare con la freccia che gli ho piantato nel ventre.
Braith emise un verso irritato, anche se Camlin non seppe stabilire se era diretto a lui per aver colpito uno dei suoi uomini, o al ferito per tutto il chiasso che faceva.
Sedetevi ordin poi a Camlin e a Vonn, mentre scaricava le loro cinture con le spade, insieme all'arco e alla faretra di Camlin, vicino all'albero a cui era addossato il fantoccio di paglia. Quando fu certo che i due fossero entrambi sotto controllo, Braith si and a sedere accanto al ferito, apr una borraccia e gli diede un po' d'acqua. L'uomo bevve a piccoli sorsi, ansimando per il dolore.
Madoc, quest'acqua ha un sapore dolce come il miele nella tua bocca, disse Braith al guerriero ma quando ti arriver nel ventre ti far male come se ogni demone dell'Oltremondo stesse cercando di aprirsi un varco a colpi di artiglio.
Madoc annu, il volto madido di sudore che gli incollava la camicia al corpo.
Lo stivale ansim. Un po' di monete per la mia Rhian.
Braith annu. Gliele far avere. Con una mano accost la borraccia alla bocca di Madoc, e con l'altra estrasse un coltello dalla cintura.
Sei pronto?
Madoc annu, e Braith gli tagli la gola.
Stando ai miei conti, questo  il settimo dei miei uomini che fai fuori osserv quindi, agitando il coltello in direzione di Camlin.
S,  anche il mio conto convenne Camlin, e scroll le spalle.  la guerra.
Infatti. Braith ripul il coltello e lo ripose nel fodero, poi si and a sedere accanto a Camlin.
Non abbastanza vicino perch lo possa raggiungere, per.
La questione fra me e te, per,  pi personale di cos osserv.
Temevo che lo avresti detto.
Braith scoppi in una risata.
Vedi, Cam, nonostante tutto riesci ancora a farmi ridere. Mi hai avvelenato, trapassato con la lama che porti alla cintura. Fece una pausa e tir indietro la camicia dal collo, per mostrare a Camlin una brutta cicatrice bianca. Mi ha fatto male.
S, ecco, del resto anche io ho una cicatrice che mi hai regalato tu. Accenn alla camicia aperta. Vedi, mi hai colpito con una freccia, che ha dovuto essere spinta fuori dalla ferita. Anche quello ha fatto un po' male.
Braith scroll le spalle. Questa non  una gara, ma ti faccio notare che mi hai scaricato nell'oceano, in pasto ai pesci. Scosse il capo.
Camlin fece un cupo sorriso. Se pu servire, quando l'ho fatto credevo che fossi morto.
Braith ridacchi. La cosa che per mi ferisce di pi, Cam,  il tradimento. Credevo fossimo amici.
Camlin scoppi a ridere. Lo credevo anch'io rispose, continuando a ridacchiare. Forse ci possiamo riconciliare, eh?
Non credo. Il sorriso scomparve dal volto di Braith. Per posso pareggiare i conti.
Si alz in piedi, lasciando scorrere lo sguardo sulle paludi, sulle interminabili macchie di canne, salici e ontani.
Lei dov', Cam? La tua nuova regina?
Se pensi che te lo dir, allora non mi conosci ribatt Camlin.
Se pensi che non me lo dirai, allora sei tu a non conoscere me ritorse Braith, facendosi pi vicino.
L'ho visto interrogare altre persone. Cerca dapprima di mostrarsi loro amico e ottiene tutto quello che pu in quel modo, poi accende loro un fuoco sotto i piedi, giusto per andare sul sicuro.
Qui non ci saranno torture intervenne una voce. Era Vonn, che suonava imperioso come Camlin non lo aveva mai sentito essere. Ci porterai da mio padre. Non parliamo con uomini come te.
Braith gli sorrise e si diresse verso di lui.
Fallo alzare disse, e il guerriero alle spalle di Vonn lo iss in piedi.
Mio padre  il reggente di Ardan, rappresentante della regina Rhin, e...
Braith gli sferr un pugno al ventre, facendolo piegare in due, poi lo afferr per i capelli e lo fece raddrizzare con uno strattone.
Tuo padre non  il mio re ringhi. Io rispondo solo a Rhin, e a nessun altro, quindi il tuo prezioso padre pu baciarmi il posteriore. E tu non dai ordini a me o a chiunque dei miei uomini.  chiaro?
Che sono rimasti in due mormor Camlin.
Vonn aveva la saliva che gli colava dalla bocca.
Ho detto,  chiaro? ripet Braith, serrando il pugno.
S borbott Vonn.
Bene. Braith gli lasci andare i capelli e Vonn si accasci al suolo.
Ci hai provato, ragazzo, te lo riconosco.
Non ti preoccupare, Vonn, ti porter presto da tuo padre. Non so bene che genere di accoglienza riceverai, ma almeno vivrai per scoprirlo, il che  pi di quanto possa dire riguardo al mio vecchio amico Camlin.
Braith si gir di scatto e sferr a Camlin un calcio in faccia. Lui cadde all'indietro, si sollev su un gomito e sput un dente insieme a del sangue.
Ti lascer con questa riflessione per la notte. Domani mattina voglio una risposta alla mia domanda. Dov' quella cagna di Edana? Rispondi con sincerit e la far finita in fretta. Niente dolore. Se per non ti creder... ecco, prender questo coltello estrasse dalla cintura la stessa arma con cui aveva tagliato la gola al guerriero e lo user per rimuovere parti del tuo corpo. Credo che comincer dalle dita della mano con cui impugni l'arco.
Camlin giaceva vicino al ruscello, con le braccia irrigidite e la pelle dei polsi escoriata dalle corde. Accanto a lui Vonn stava dormendo, almeno a giudicare dal ritmo costante del suo respiro.
Qualcosa lo aveva svegliato.
Forse  stato il freddo. Stava tremando con violenza sufficiente a fargli battere i denti. Adesso in alto non c'erano nuvole, il cielo era una distesa di stelle e la sottile crosta di neve sul terreno si era trasformata in ghiaccio. Cercando di non fare rumore rotol per girarsi, ma lo scricchiolio della neve gli parve abbastanza stentoreo da svegliare i morti.
Braith sedeva addossato all'albero, con la testa che gli pendeva da un lato, e il guerriero superstite era raggomitolato in una coperta, mentre Rafe era in piedi sulla riva del ruscello, la lancia in mano e lo sguardo fisso nell'oscurit.
Allora  il suo turno di guardia.
Uno dei due cani ringhi, rizzando le orecchie. Ci fu un fruscio lungo la riva del ruscello ed entrambi gli animali scattarono in avanti, annusando in mezzo alle canne. Rafe li segu con la lancia spianata, poi i cani emersero dal canneto strattonando qualcosa che entrambi avevano azzannato, e Camlin sent il rumore umido della carne di anfibio che si lacerava.
Qualche povero rospo sta avendo una brutta nottata. Pens alla sorte che lo attendeva al sorgere del sole. Non posso che simpatizzare con lui.
I cani finirono di fare a pezzi quello che avevano trovato e procedettero a divorare le rispettive parti. Rafe abbass la lancia e riprese a pestare a terra i piedi e ad alitarsi sulle mani.
Nel guardare verso Braith, Camlin avvert un'ondata di odio nei suoi confronti, subito temperata dalla consapevolezza che, come lui, Braith era soltanto un uomo che aveva fatto le sue scelte e si stava attenendo a esse.
A volte ti portano a una pentola piena d'oro, altre vieni morso sul sedere o ti ritrovi ad avere le dita tagliate, una dopo l'altra. Cosa darei per per poterlo portare con me...
Sent un tonfo alle proprie spalle, fra lui e il ruscello. Si guard intorno, ma nessun altro pareva averlo udito. Braith aveva ancora il mento appoggiato contro il petto e Rafe guardava nella direzione opposta. Perfino i due cani parevano ora profondamente addormentati, a giudicare da come il loro petto si alzava e si abbassava. Camlin rotol lentamente su s stesso e vide qualcosa che sporgeva dal suolo innevato: un bagliore metallico, un'impugnatura rivestita di cuoio.
Adoro un piano ben riuscito.
Con lentezza, rotol di nuovo in modo da portare la schiena e le mani legate in linea con il coltello, poi strisci all'indietro di una spanna, fermandosi quando Braith borbott nel sonno. Un'altra contorsione all'indietro, poi attese, controllando con lo sguardo Rafe, i cani, Braith e l'altro guerriero. Un'altra contorsione, un altro controllo. Finalmente, quando ormai un grigio pallore si andava diffondendo nel cielo, sent il cuoio sfiorargli la punta delle dita.
Svegliati ingiunse Braith, assestando un calcio agli stivali di Camlin. Con un gemito, lui si sollev sulle ginocchia, tenendo tesa dietro la schiena la corda che gli legava i polsi.
Sembri un pesce fuor d'acqua comment Braith. Un'analogia appropriata, visto che oggi ti sventrer come un pesce. Ebbe un sorriso privo di umorismo. Ma perch non si dica che sono un uomo crudele, Dai, aiutalo ad alzarsi.
Nonostante la sua spacconeria, Braith  un uomo cauto e non si avviciner tanto da essere a portata delle mie braccia. Dovrei sentirmi lusingato che abbia una cos alta opinione del mio valore. Lanci un'occhiata a Vonn, che si era sollevato sulle ginocchia.
Rafe stava chiamando i cani, che per giacevano immobili sulla riva del ruscello.
Camlin intercett lo sguardo di Vonn, si guard alle spalle e agit il coltello che stringeva nelle mani gelate. Vonn sgran gli occhi per un istante, poi distolse l'attenzione.
Niente scherzi ingiunse Dai, mentre insinuava una mano sotto il braccio di Camlin e lo issava in piedi.
I miei cani hanno qualcosa che non va disse Rafe, con una nota di preoccupazione nella voce.
Cosa intendi? ribatt Braith in tono sospettoso.
C' un motivo se  vissuto tanto a lungo.
Guarda. Rafe pungol uno dei cani con l'impugnatura della lancia. Scratcher chiam, ma l'animale non si mosse, anche se il suo petto continuava ad alzarsi e abbassarsi, il respiro che gli si condensava in vapore intorno al muso. Rafe si inginocchi e lasci cadere la lancia a terra accanto a s per scuotere entrambi i cani.
Lo sguardo di Braith si spost di scatto su Camlin.
Salve chiam una voce alle loro spalle. Braith e Dai si girarono repentinamente: una figura era in piedi sul terreno innevato, circondata dalla nebbia del mattino.
Meg. Sembrava pi uno spettro che una persona in carne e ossa. Indietreggi nella nebbia e scomparve.
Braith afferr la spada e si lanci al suo inseguimento. Dai lasci andare Camlin, che gli affond il coltello nella schiena, trapassando il mantello di pelliccia, il cuoio, la lana e la carne per insinuarsi fra le costole e in un polmone. La mano libera di Camlin si chiuse sulla bocca del guerriero, soffocando il sibilo del suo respiro, poi estrasse il coltello e colp una seconda e una terza volta. Dai si accasci e Camlin abbandon la presa per afferrare l'elsa della sua spada, il cui lieve stridio nell'uscire dal fodero indusse Braith a fermarsi di colpo.
Per poco non me l'hai fatta ringhi, fissando le mani libere di Camlin, che stringevano una la spada e l'altra il coltello insanguinato. Questo non parve intimorire Braith, che si lanci contro Camlin e chiam Rafe, che per parve non sentirlo e continu a scuotere i cani, dando l'impressione di piangere per loro.
Camlin si precipit verso Vonn e tagli le corde che gli trattenevano i polsi, dolorosamente consapevole dello scricchiolare della neve sotto gli stivali di Braith che correva in avanti.
Vonn sussult nel ritrovarsi con le mani libere, poi Camlin si gir, lasciando cadere il coltello nella neve mentre ormai Braith gli era addosso. Ci fu un clangore di metallo quando Camlin sollev la propria lama in una parata affrettata, barcollando all'indietro nel bloccare una successione di colpi veloci e potenti.
Si spost di lato, spingendo da parte la lama di Braith, cosa in cui fu aiutato dalla furia dell'attacco dell'avversario, che aument la sua spinta in avanti e lo fece barcollare per un momento, privo di equilibrio. Camlin ne approfitt per contrattaccare, raggiungendolo al fianco con la spada fra spruzzi di sangue.
Nel sentire delle grida alle sue spalle, Camlin si spost all'indietro per vedere cosa stava succedendo, senza che Braith uscisse dal suo campo visivo. Rafe e Vonn si fronteggiavano, girando in cerchio con cautela.
Poi Braith torn ad attaccare, il sangue che gli colava dalla ferita al fianco. Ci fu un altro scambio di colpi, fendenti dall'alto e laterali, il tutto che si fondeva in un fluido assalto e in una precipitosa ritirata.
Quando alla fine si separarono, il sangue colava da una linea rossa sulla spalla di Camlin.
L'ultima volta hai dovuto avvelenarmi per battermi disse Braith, pallido per la perdita di sangue ma con lo sguardo lucido e la voce calma e ferma. Cosa farai questa volta, Cam? Non sei alla mia altezza con la spada, lo sappiamo entrambi.
Dovr pensare a qualcosa borbott Camlin, e scatt in avanti con un affondo diretto al cuore di Braith, poi abbass la lama quando lui blocc l'attacco e riprese l'assalto fino a lasciare una linea rossa sulle costole dell'avversario, tagliando cuoio e lana, con il sangue che prendeva a colare.
Forse mi limiter a lasciarti morire dissanguato disse, girandogli attorno con cautela.
L'ho ferito due volte. Non riesco a credere di averlo fatto. Se solo i ragazzi di Boscoscuro potessero vedermi. La fortuna per non dura a lungo contro Braith e lui ha ragione,  migliore di me. Mi servirebbe un po' di aiuto.
Camlin arrischi una rapida occhiata verso Vonn e Rafe, vedendo che stavano ancora girando in cerchio, e si accigli. Pareva che stessero parlando.
Vonn, ringhi parla meno e uccidi di pi. Poi Braith torn ad attaccarlo e Camlin indietreggi sotto una devastante combinazione di colpi, con il cuore che gli martellava nelle orecchie, l'azione troppo rapida perch lui potesse avere paura, costretto com'era a limitarsi a reagire e ritirarsi, con muscoli e tendini tesi in tutto il corpo per lo sforzo di evitare la morte. Impugnando la spada a due mani blocc un altro affondo potente che gli riverber lungo le braccia, le spalle e la schiena, sentendosi un po' pi debole a ogni colpo, con il respiro sempre pi affannoso e le reazioni leggermente pi lente. Vide un cupo sorriso incurvare le labbra di Braith, e comprese che la fine era prossima.
Con la coda dell'occhio not qualcosa che si muoveva, poi un bastone emerse roteando dalla nebbia e colp Braith alla testa, con il legno che si infrangeva in un'esplosione di schegge.
Meg emerse dalla nebbia e scagli un altro pezzo di legno marcio contro Braith, raggiungendolo alla spalla. L'impatto non gli fece molto male, ma offr a Camlin l'opportunit di cui aveva bisogno.
Si gir e spicc la corsa.
Per un istante, due, tre, quattro non ci furono rumori di un inseguimento da parte di Braith, poi risuon un ringhio seguito da passi pesanti. Senza guardare, Camlin scagli la spada alle proprie spalle, sent un clangore quando Braith la colp mentre era ancora in aria, poi un'imprecazione quando lui incespic. Un attimo pi tardi Camlin si tuff in avanti, rotol e afferr l'arco con una mano mentre l'altra annaspava per estrarre una freccia dalla faretra. Si rialz con un ginocchio piegato a terra, e nel guardarsi alle spalle vide Braith che gli arrivava addosso con la spada alzata sopra la testa, distante prima sei passi, poi quattro, uno sguardo letale negli occhi.
Camlin incocc la freccia, tese l'arco quando la distanza era ormai di due passi e la spada cominciava a descrivere un arco scintillante.
La freccia part.
Essa si and a piantare nel ventre di Braith, fermandolo come il calcio di un mulo e scaraventandolo all'indietro di una manciata di passi, con la spada che si agitava selvaggiamente e fendeva l'aria sibilando davanti agli occhi di Camlin.
Recuper un'altra freccia da quelle sparse fuori dalla faretra, mentre Braith tornava ad avanzare con passo barcollante, ringhiando e imprecando.
Incoccare, tendere, tirare. La seconda freccia penetr nel petto di Braith, scagliandolo al suolo supino in un'eruzione di sangue.
Camlin si alz in piedi con il respiro affannoso, ancora guardingo.
Braith si sollev su un gomito, poi su un ginocchio.
Un'altra freccia incoccata e scagliata torn a gettarlo supino al suolo.
Resta gi! url Camlin, sentendo il sollievo affiorare dentro di lui. Incocc un'altra freccia.
Per lui  la fine disse Vonn, avvicinandosi. Camlin vide che Rafe si stava dando alla fuga fra le canne e l'erba alta. Prendendo la mira, guard lungo l'asta piumata e la punta di ferro della freccia, mirando alla sua schiena e compensando per la distanza e la direzione del vento, un procedimento per lui naturale come respirare, eseguito in una manciata di istanti.
Lascialo andare gli disse Vonn all'orecchio.  soltanto un ragazzo malaccorto e spaventato, niente di pi.
Ha superato la sua Lunga Notte e fatto le sue scelte di uomo adulto ringhi Camlin, ma esit e un attimo dopo Rafe era scomparso, reclamato dalla nebbia e dalla palude.
Abbassato l'arco, Camlin si diresse verso Braith, che stava ancora cercando di rialzarsi, ma si accert di fermarsi fuori della portata del guardacaccia.
La camicia di lana di Braith era intrisa di sangue, che scuriva il giustacuore di cuoio e tingeva di rosa la neve intorno a lui.
Pare che il nostro conto sia saldato esclam Camlin, abbassando lo sguardo su quello che un tempo era stato il suo capo.
Non sarebbe dovuta finire cos rantol Braith, provando con uno sforzo a per rialzarsi. Solo la sua testa si mosse, poi lui toss, sput sangue e ricadde all'indietro sulla neve.
Non otteniamo sempre quello che vogliamo borbott Camlin, poi rimase l a guardare il petto di Braith che si alzava e si abbassava, i respiri sempre pi lenti e distanziati. Il sangue gli usc gorgogliando dalla bocca, e Camlin attese che traesse un altro respiro.
Non lo fece.
Guardandosi intorno, Camlin vide la sua spada e la raccolse.
Questa volta resterai morto disse al cadavere di Braith, e colp una volta, due, tre, fino a quando la testa rotol lontano dal corpo.
Meg emerse dalle canne e corse verso di lui, circondandogli la vita con le braccia e stringendolo con forza. Lui le arruff i capelli.
Sei stata in gamba, ragazzina, credo di doverti la vita.
Quel credo'  di troppo sorrise lei.

71. Haelan.

Haelan stava passando al setaccio le stalle, con Pots che gli correva accanto e agitava furiosamente la coda. Cerc in ogni singolo stallo, anche se erano letteralmente centinaia, la met di essi occupati da cavalli.
Non sar in uno di quelli. Haelan richiuse con violenza l'ennesima porta, accigliato. In uno vuoto, allora. Quando infine raggiunse l'ultimo stallo era tutto sudato, nonostante il freddo che pareva filtrare perfino attraverso le pareti di pietra.
L'inverno  arrivato. Era la Luna della Neve, e l'inverno serrava Drassil nella sua morsa gelida.
Dov'?
Stava cercando Tempesta, perch aveva sentito Corban dire che la sua wolven aspettava dei cuccioli e che, se la durata della gravidanza di un wolven era simile a quella di un cane, allora lei avrebbe dovuto partorire da un momento all'altro. Poi Tempesta era scomparsa.
 nella sua tana, pronta a sfornare i cuccioli' aveva detto Coralen a Corban.
Quel giorno Haelan stava svolgendo alcuni incarichi nell'ospizio gestito da Cywen, un enorme edificio situato nella parte occidentale della fortezza, vicino agli orti di erbe medicinali che si trovavano dentro le mura, e Coralen sedeva accanto a una Jehar, una donna dai capelli scuri che giaceva su una branda con una gamba steccata e fasciata. A poco a poco, la conversazione si era spostata su Tempesta, e sul fatto che era scomparsa.
 quello che ho pensato anch'io' aveva replicato Corban. Devo trovarla. Ricordo che una volta mio padre ha aiutato una cagna a partorire. Ci possono essere ogni sorta di problemi.
Corban era parso tanto preoccupato che Haelan aveva deciso sui due piedi di trovare Tempesta e la sua tana, e aveva portato avanti le ricerche.
Lasci le stalle in preda alla delusione, perch era stato certo che avrebbero costituito per Tempesta il nascondiglio ideale, e cominci a girovagare senza meta per la fortezza.
Non la trover mai in questo posto. Qualcuno vi si potrebbe nascondere per una luna intera mentre ogni singola persona presente qui lo sta cercando.
Percorse lentamente le antiche strade di pietra, oltrepassando finestre da cui filtrava la luce calda dei fuochi e poi attraversando strade e cortili fiancheggiati da edifici vuoti, con le finestre buie. Si strinse maggiormente nel mantello, con il respiro che si condensava nell'aria, e alla fine si ferm in un cortile.
Seduto su una grossa radice contorta, che emergeva dalla pietra del cortile come la schiena di una grande bestia marina, si frug nelle tasche alla ricerca di qualcosa da mangiare. Trov una mezza focaccia e la spezz, lanciandone met a Pots per poi sbocconcellare il resto.
Era giunto a una strana conclusione. Per la maggior parte del tempo che aveva trascorso nella tenuta di Gramm, i suoi pensieri erano sempre tornati a sua madre, a Jael, al trono di Isiltir, e ricordava di aver trascorso intere giornate a pianificare la sua vendetta, o come avrebbe cambiato le cose quando fosse stato re, o come avrebbe obbligato altri a svolgere i lavori a lui assegnati. Adesso non formulava pi quel genere di pensieri, e non riusciva a ricordare l'ultima volta che una cosa del genere gli era passata per la mente. Dopo molta riflessione, aveva deciso che al riguardo si poteva arrivare soltanto a una conclusione.
Sono felice. All'inizio si era sentito colpevole di quella realizzazione, e gli era venuto in mente il volto di sua madre. Non dovrei essere felice. Lei ha dato la vita per me, affinch un giorno potessi essere re. Per non voleva davvero essere re, non pi. Voleva che il re fosse invece Corban. Non si era mai imbattuto in un uomo che stimasse maggiormente. Fin dalle sue prime parole, Corban si era mostrato per quello che era, si era presentato come un uomo che non aveva bisogno di fingere di essere qualcosa o qualcuno, e questo gli piaceva. Inoltre Corban era tutto ci che lui aveva sempre immaginato un re dovesse essere: era un guerriero abile e coraggioso. Haelan aveva sentito raccontare di come lui avesse combattuto demoni, wyrm e wolven, liberato schiavi, e inoltre aveva salvato Wulf e gli altri nella tenuta di Gramm. Nonostante tutto questo, e le pressioni a cui era assoggettato, si accertava di avere tempo per tutti quelli che lo cercavano, ascoltava sempre i loro problemi, grandi o piccoli che fossero.
Dietro di lui, Pots uggiol, e Haelan gli gett un altro pezzo di focaccia.
Inoltre, quando parlava con Corban, Haelan aveva la sensazione che lui gli prestasse attenzione, che stesse davvero a sentire quello che aveva da dire. Nessun altro lo aveva mai trattato cos, neppure Tahir, che lui amava come un fratello maggiore, ma che lo considerava sempre come un dovere da adempiere.
Del resto, suppongo di esserlo per Tahir. Per uno scudiero.
La sua felicit era per stata contaminata dalle recenti notizie. Era stata avvistata una banda di guerra, in avvicinamento da nordovest, impegnata a costruire una strada. Essa procedeva quasi in linea retta verso Drassil, anche se naturalmente ci avrebbe messo ancora alcune lune a raggiungerla, perch quei guerrieri stavano letteralmente tagliando un varco attraverso la foresta.
 Jael. So che  lui. Possibile che non mi sia mai permesso di essere felice, finch lui  vivo?
Tahir gli aveva detto che Corban aveva guidato alcune scorrerie contro il campo del nemico, usando le diverse uscite situate lungo le gallerie - non attacchi massicci, si erano limitati a dare la caccia ai loro esploratori e a individui isolati - e che lui e quanti lo accompagnavano avevano indossato pelli di wolven e ucciso con i guanti dotati di artigli.
Dietro di lui Pots uggiol e gratt qualcosa con le zampe. Haelan si frug addosso alla ricerca di altra focaccia, ma non riusc a trovarne. Mi dispiace, ragazzo disse, girandosi ad accarezzare il cane, poi vide cosa lo faceva uggiolare.
Sotto la curva della radice c'era quella che sembrava una pozza d'ombra, ma nel guardare meglio Haelan si accorse che era pi di questo: era un buco.
Pots stava scavando in un cumulo di terra smossa sparsa davanti a esso.
Haelan strisci vicino al buco e constat che era pi grande di lui, pi grande di un uomo adulto. Infil la testa all'interno e vide che la radice si contorceva e scendeva sempre pi in profondit nel sottosuolo. Poi il terreno si sgretol sotto di lui e cadde a testa in avanti, scivolando e rotolando con il terriccio che gli copriva la faccia e gli entrava nella bocca. Si arrest con un tonfo, cadendo sopra la radice, intorno alla quale il terreno era stato eroso dalla pioggia e dal gelo fino a formare una sorta di caverna, abbastanza grande da permettergli di alzarsi in piedi, se si teneva curvo. La luce del giorno filtrava dal buco quanto bastava per permettergli di vedere che la radice si diramava a destra e a sinistra. In alto, Pots guardava verso di lui, agitando la coda.
Non  un gioco borbott Haelan, poi pens che tanto valeva esplorare la caverna, visto che era gi laggi, e strisci verso sinistra, seguendo la radice. Essa descrisse una torsione improvvisa inarcandosi verso il basso quasi in verticale, e Haelan si ferm. Da quel buco saliva un odore strano, acido e intenso, come di vegetazione marcia mista a... qualcos'altro. Qualsiasi cosa fosse, lui voleva allontanarsene, perch quell'odore era intenso e aggressivo come dita che gli artigliassero la gola. Strisci all'indietro lungo la radice, con l'odore che diminuiva di intensit, e ben presto si ritrov nel punto in cui era caduto. Quando lo vide, Pots cominci ad abbaiare. Haelan per decise di esplorare l'altro cunicolo, assaporando il pensiero di aver trovato qualcosa di nuovo in quell'antica fortezza, qualcosa di cui solo lui era a conoscenza.
Potrebbe essere la mia tana, pens, il mio posto segreto.
Tana?
Poi sent un ringhio basso e terrificante scaturire dall'oscurit, davanti a lui. Si immobilizz. Il ringhio si protrasse, poi cess, e sulla sua scia lui sent qualcos'altro, una sorta di squittio.
Strisci all'indietro lungo la radice pi in fretta che poteva, si sollev in punta di piedi per uscire, poi spicc un salto e si afferr al bordo della buca, arrampicandosi per tornare in superficie. Balzato in piedi, si lanci di corsa oltre l'angolo e vide Tahir marciare con determinazione verso di lui.
Ti ho cercato dappertutto gli disse quando Haelan gli pass accanto.
Non mi posso fermare rispose d'impulso Haelan, senza neppure rallentare, poi sent un rumore di piedi in corsa quando Tahir gli and dietro.
Trov Corban nella corte delle armi, armato di spada e scudo e intento a duellare con Wulf, mentre Gar li osservava a braccia conserte e con espressione corrucciata.
Haelan si ferm bruscamente. Era ansioso di riferire a Corban la notizia, ma era chiaro che lui era nel bel mezzo di qualcosa con Gar.
Non dico che non dovresti addestrarti con lo scudo, stava dicendo quest'ultimo ma solo che io non intendo farlo.
Perch non ti piace usare lo scudo? chiese Wulf.
Senza rispondere, Gar gli si avvicin, afferr il bordo del suo scudo con entrambe le mani e impresse una torsione. Wulf lanci un grido di dolore.
Se dovessi torcere questo scudo di un'altra spanna, ti si spezzerebbe il braccio spieg Gar in tono pratico. Per essere un'arma che si suppone destinata a proteggerti, potrebbe facilmente essere usata per sconfiggerti. Abbandon la presa e Wulf indietreggi, sussultando di dolore. La miglior difesa  una buona offesa. Gar scroll le spalle. Ho visto uno scudo usato bene, quando  affibbiato alla schiena.
Halion disse Corban.
S conferm Gar. Pu essere usato validamente per aggirare l'avversario, perch protegge la schiena e ti permette di uscire dalla rotazione con una spinta aggiuntiva per l'attacco.
Facci vedere sugger Wulf.
Nel distogliere lo sguardo, Corban si accorse di Haelan, che per l'eccitazione stava quasi saltando su e gi al limitare della corte delle armi.
Cosa c'? gli chiese.
Tempesta spieg Haelan, con il respiro affannoso. L'ho trovata.
Haelan era di nuovo nel cortile dove c'era la grossa radice, e adesso era circondato da una piccola folla.
Corban si insinu nel buco, poi protese una mano e Gar gli pass una torcia prima di scomparire a sua volta nell'apertura. Haelan sent una protesta soffocata di Corban, seguita da un secco rifiuto di Gar, poi scese il silenzio. Altro silenzio, quindi un sordo brontolio che si trasform in un ringhio tanto possente da far tremare il terreno e indurre Pots a nascondersi, uggiolando, dietro le gambe di Haelan.
Un momento pi tardi, la testa di Gar riapparve e lui usc dal buco.
Pare che lei non mi voglia laggi spieg, con la massima dignit che riusc a raggranellare, mentre si raddrizzava e si ripuliva dalla terra.
E Ban? chiese Coralen.
Oh, sta bene. Tempesta lo sta leccando come se non lo vedesse da una luna.
E lei sta bene? Ha avuto i cuccioli?
Oh, s, sta benissimo garant Gar. E ha avuto sei cuccioli. A Corban permette perfino di toccarli, mentre pareva volermi strappare la testa solo perch li ho guardati.
Tahir trasse Haelan in disparte e lo fiss con espressione severa. E se fossi rimasto bloccato l sotto? chiese.
Haelan sapeva che lo scudiero era irritato ma anche orgoglioso di lui. Era stato coraggioso, e aveva fatto qualcosa che nessun altro era stato in grado di fare.
Non mi  successo ribatt.
Ma se fosse successo? Tahir lo fiss con espressione accigliata.
Gli stolti si preoccupano, i saggi agiscono, com'era solita dire tua madre.
Tahir lo fiss interdetto.
Stai diventando troppo furbo borbott.
Haelan sorrise.
...
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...
FINE Parte 5.